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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

Tutti gli argomenti già trattati

3.6.2017

Pericolo leishmaniosi

Salve dottor Minetti, ho scelto un cane tra i mille annunci di adozione che circolano in rete.
Ho letto che la sua specializzazione sono le malattie parassitarie.
Il cane è affetto da leismaniosi, ma attualmente ha finito la terapia e i volontari lo sottoporranno nuovamente ad analisi per il controllo.
Le domando se la malattia sè trasmissibile dal cane all'uomo e se è cosi, cosa si può fare per evitarlo.
Firmato Annamaria. A Questa mail, arrivata alla pagina del veterinario, risponde il dottor Emanuele Minetti, medico veterinario a Milano:
"Buongiorno Annamaria, la possibilità di trasmissione diretta della Leishmaniosi dal cane all'uomo è praticamente ridotta a zero in condizioni normali ed in persone sane non immunocompromesse (caso nel quale sconsiglierei per pura precauzione l'adozione con conseguente convivenza).
Il problema è invece che lei sappia che il nuovo cane non guarirà realmente mai, pur se magari lo sarà apparentemente, che dovrà regolarmente eseguire controlli ed analisi con relativi costi ed impegno di tempo, e che se mal curato potrà diventare un problema per altri cani, ovviamente se è presente il vettore della Leishmaniosi - il papataccio - che vivono nella sua zona.
Si faccia dare subito tutti documenti possibili ed immaginabili dello stato di salute del cane: chiami i veterinari curanti e ne parli con loro o meglio li metta in contatto con il suo medico veterinario di fiducia che deve poter accedere alla documentazione clinica originale, per stabilire da subito una eventuale strategia clinica.
Non sottovaluti il fatto che lei deve essere pienamente informata di ogni anche più piccola cosa che riguardi la salute del cane perchè la sua scelta finale sia totalmente consapevole e serena, senza inutili allarmismi ma anche senza brutte sorprese. Emanuele Minetti Medico veterinario."

28.5.2017

Il vostro gatto è una tigre

Una ricerca dell'Istituto di genomica della Corea del sud, ha dimostrato che i gatti domestici hanno in comune con le tigri la gran parte del Dna. Ergo il vostro gatto è per il 95,6 per cento una tigre.
La scoperta, pubblicata sul giornale Nature Communications, è avvenuta dopo che i ricercatori sudcoreani sono riusciti a sequenziare i genomi di tigri, leopardi della neve e leoni.
Pensate almeno 11 milioni di anni fa il micio indifeso che adesso dorme sul divano era una “tigre”. Le nuove ricerche mostrano che gli antenati comuni di queste due specie di felini hanno avuto nel corso del tempo delle mutazioni generiche, tra cui quella che ha permesso alle tigri di essere quasi carnivore e di avere muscoli scattanti che le rendessero in grado di catturare le prede in ambienti selvatici.
Idem per i leopardi delle nevi, che grazie a dei cambiamenti nel genoma, sono adesso in grado di sopravvivere a grandi altitudini, in carenza di ossigeno. Lo studio del genoma potrebbe aiutare, secondo il parere degli esperti, a selezionare esemplari da introdurre in tali riserve per favorire un accoppiamento che garantisca l'incremento della variabilità genetica e ridurre il rischio estinzione.

27.5.2017

ConFido: QUATTRO ZAMPE IN CORSIA

Oggi qui al Magazine degli Animali vi presentiamo una grande novità: La Pet Therapy è in grado di dare benefici fisici e psicologici ai malati affetti da SLA (sclerosi laterale amiotrofica). E' un incoraggiante risultato emerso al termine della prima fase sperimentale di “ConFido: quattro zampe in corsia”, un progetto nato e voluto da un'idea di Mondovicino Outlet Village, ConFido è la prima sperimentazione italiana di Pet Therapy applicata alle patologie neuromuscolari ed è stata effettuata presso il Centro Clinico NeMO di Arenzano (Genova). I dati di questo studio, che prevede altri due step entro la fine dell'estate, saranno presentati in dicembre a Boston, al prossimo congresso mondiale sulla Sla.
A ConFido hanno partecipato 25 pazienti, di cui 22 affetti da sclerosi laterale amiotrofica e 3 da neuropatia. Per accertare l'efficacia della sperimentazione, un "gruppo di controllo" di altri 25 pazienti è stato sottoposto a trattamento fisioterapico e a terapia occupazionale tradizionale.
“La valutazione della terapia assistita con animali – spiega la dott.ssa Manuela Vignolo, responsabile del progetto – è stata verificata attraverso l'esecuzione di test specifici e di un questionario di gradimento. Sul piano motorio il trattamento riabilitativo eseguito con gli animali ha mostrato la stessa efficacia rispetto alla terapia tradizionale. Dal punto di vista psicologico i pazienti sottoposti a Pet Therapy hanno presentato benefici maggiori rispetto a quelli trattati con terapia tradizionale. Nello specifico si è registrato un vantaggio positivo sull'umore del paziente in termini di una riduzione statisticamente significativa dei vissuti d'ansia”.
“I risultati scientifici di questa prima fase del progetto ci spronano ancor di più a seguire questa strada innovativa, che potremo offrire nel corso del 2017 ad un numero maggiore di pazienti. L'obiettivo è raccogliere un maggior numero di dati scientifici da poter presentare al convegno mondiale sulla SLA, previsto a Boston a fine anno”.

21.5.2017

IN ITALIA 60 MILIONI DI ANIMALI

In Italia sono circa 60 milioni gli animali domestici in casa, circa 7 milioni di cani e 7,5 milioni di gatti. E gli ultimi dati ufficiali mostrano che gli animali d'affezione nell'Unione Europea sono più di 200 milioni, ospitati in 75 milioni di abitazioni. I più numerosi sono i gatti che raggiungono i 70 milioni di esemplari, mentre i cani sono più di 62 milioni. Animali di cui ci si prende molta cura.
Nel 2016 nei primi sei Paesi europei, il «pet care» ha registrato una crescita dello 0,9% arrivando a quota 9.980 milioni di euro, come dimostra il Rapporto – curato da Assalco, e da Zoomark International, il Salone internazionale dei prodotti e delle attrezzature per gli animali da compagnia organizzato da BolognaFiere. In Italia, dagli alimenti agli accessori la spesa per questi nostri amici è aumentata del 2,2% in un anno. Vi sono poi le cure, il veterinario e altre spese: una bella cifra che non sembra spaventare gli italiani.
Quando c'è l'amore…
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