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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

Tutti gli argomenti già trattati

6.11.2015

La visita comportamentale

Qui al Magazine degli animali proseguiamo la nostra conoscenza del Medico veterinario esperto in comportamento animale. Oggi capiremo come si svolge una visita comportamentale.
Ci dice tutto la dottoressa Sabrina Giussani medico veterinario esperto in comportamento animale. "Il Medico Veterinario può scegliere di realizzare la visita comportamentale in ambulatorio o a domicilio. È possibile fissare l'appuntamento presso la struttura sanitaria quando il cane o il gatto viaggiano con tranquillità in automobile. Nel caso in cui il piccolo felino vocalizzasse all'interno del trasportino, fosse molto pauroso o vivesse con altri gatti, è preferibile realizzare la consultazione a domicilio. Durante la prima visita, della durata di circa novanta minuti, il Clinico osserva il comportamento del cane o del gatto: come esplorano la stanza, come interagiscono con le persone, se camminano avanti e indietro incessantemente o chiedono aiuto ai partner umani e così via. Attraverso un colloquio, il Veterinario raccoglie informazioni su tutti i comportamenti del paziente (alimentare, assunzione di acqua, di toeletta, il sonno, l'eliminazione, l'aggressione, la deposizione di marcature, il gioco, lo sviluppo comportamentale) ponendo domande ai membri della famiglia. La visita sanitaria termina la prima parte della consultazione. In seguito il Medico Veterinario spiega ai proprietari il significato dei comportamenti “alterati” del cane e del gatto e fornisce i primi consigli e le misure di sicurezza “pronto uso”. Il percorso riabilitativo si basa sulla nascita di una relazione in “equilibrio” e appagante per il cane, il gatto e la famiglia umana, così che il disagio mostrato possa essere curato con l'aiuto dei membri del sistema in cui l'animale è inserito. Il medico veterinario collabora con un istruttore formato nella riabilitazione del cane così che il sistema famiglia possa realizzare il cambiamento mettendo in pratica le conoscenze acquisite."

5.11.2015

Arrestato bracconiere di elefanti

Dopo una caccia all'uomo durata più di un anno, è stato arrestato in Tanzania il più ricercato bracconiere di elefanti e trafficante di avorio dell'Africa orientale. Il suo nome? Tutti lo conoscono come “Shetani” o “The Devil” (Il “Diavolo”).
Il “Diavolo” era il re del bracconaggio nell'Africa orientale, capace di gestire i suoi traffici con 15 organizzazioni operanti in Tanzania, Burundi, Zambia, Mozambico e Kenya meridionale. Per anni ha agito quasi indisturbato diventando responsabile dell'uccisione di migliaia di elefanti.
«Questo arresto è un altro passo importante nella lotta al bracconaggio e contro il traffici illegali in Tanzania, con effetti che arriveranno anche nei paesi vicini. Finalmente vediamo grandi pesci finire nella rete delle forze dell'ordine», ha detto Andrea Crosta, co-fondatore di Elephant Action League e dell'iniziativa WildLeaks, un'organizzazione statunitense che indaga sui crimini contro la fauna selvatica in tutto il mondo.
«Dopo questi arresti di alto profilo in Tanzania e l'impegno a vietare l'avorio da parte del presidente Barack Obama e del presidente cinese Xi Jinping, posso finalmente dire che c'è speranza per gli elefanti - conclude Crosta -. Continuiamo nella nostra battaglia».
Una grande vittoria,

4.11.2015

Parlamento UE: no corride

I fondi europei non finiscano in corride. Lo ha chiesto il Parlamento dell'Ue approvando un emendamento al bilancio 2016 che prevede «che non si debbano utilizzare fondi della politica agricola comune né di qualsiasi altra linea di finanziamento europeo per sostenere economicamente attività che implichino la morte del toro». Gli eurodeputati ricordano inoltre che questo «finanziamento costituisce una chiara violazione della Convenzione europea sulla protezione degli animali da allevamento», che prevede che gli animali «non debbano soffrire dolore, lesioni, paura o ansia».
L'iniziativa è stata portata avanti dal gruppo dei Verdi e sostenuta da una petizione di 30 mila firme. Il bilancio approvato dal Parlamento Ue verrà negoziato dal Consiglio.
Buona notizia per i tori.

2.11.2015

L'antirabbica

Marco ha scritto questa mail al dottor Minetti: "Sono stato morso al braccio da un pastore maremmano, le domando se il proprietario del cane per paura avesse mentito sulle vaccinazioni e gli ha fatto l'antirabbica dopo che mi ha morso, il cane diventerebbe immune o sarebbe troppo tardi? Non voglio in nessun modo nuocere all'animale ma salvaguardare la mia salute". Ascoltiamo il consiglio del nostro veterinario dottor Emanuele Minetti, medico veterinario a Milano.
"Credo sia bene lei sappia che l'Italia è immune dalla Rabbia, quindi questa malattia è oggi ufficialmente - e realmente - non presente sul nostro territorio.
Ciò come ben può capire è la risposta ad ogni sua paura ed ogni suo dubbio.
Può verificare sul sito dell'Organizzazione Mondiale della Sanità le aree e le nazioni a rischio per la rabbia; ciò peraltro è molto utile anche per chi programma un viaggio con il proprio animale domestico.
Inoltre ricordo che la vaccinazione deve essere registrata, e comunicata, al momento della sua esecuzione alle autorità competenti in base alle norme locali in vigore, pertanto non mi pare facile falsificarne la documentazione.
La vaccinazione diventa certamente protettiva almeno alcune settimane dopo la sua esecuzione (si parla di 4 settimane circa per avere in circolo anticorpi protettivi) e dura anche più anni anche se per motivi di sicurezza è obbligatorio ripeterla ogni anno ove sia necessaria.
Ancora una volta è bene ricordare che gli obblighi di legge sono stringenti, in particolare quando si deve espatriare con i propri animali, come detto anche la scorsa settimana, e chi viaggia senza il passaporto in regola può avere anche grossi guai.
In definitiva secondo me non deve assolutamente avere paura di nulla.
Spero ora lei stia tranquillo."
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