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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

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3.9.2015

A New York un terminal per animali

L'aeroporto JFK di New York presto ospiterà un nuovo terminal di lusso, il primo al mondo, in grado di gestire gli oltre 70 mila animali che volano ogni anno. Si chiamerà ARK, nome scelto per richiamare la biblica Arca di Noè e sarà pronto entro il 2016. Al suo interno non solo animali domestici o di piccola taglia, ma anche cavalli e mucche. Per loro sono state pensate delle stalle climatizzate e dotate di doccia. L 'area sorgerà su uno spazio di oltre 16 mila metri quadrati ed è pensato per ospitare ogni tipo di animale di passaggio da New York. Molti di loro, infatti, devono trascorrere un periodo di tempo in quarantena per verificare che non siano portatori di malattie contagiose. L'Arca è stata progettata proprio per rendere il loro soggiorno il più gradevole possibile, con fienili per un massimo di 70 cavalli e 180 capi bestiame, oltre ad una voliera e a recinti per capre, maiali e pecore. I cani avranno a disposizione un resort di lusso gestito dalla società Paradise completo di piscine a forma di osso, massaggi e addirittura una zona destinata alla manicure e pedicure canina. L'area sarà dotata di tv e i proprietari potranno sempre tenere d'occhio i loro amici pelosi via webcam. I gatti, invece, avranno i loro alberi da scalare, e per tutti gli animali è previsto l'accesso h 24 alla clinica veterinaria gestita dalla Cornell University
Le suite per i cani si aggireranno sui 100 dollari a notte. Poi c'è da sommare il volo, ad esempio fino a Londra, e sono altri mille dollari almeno con stiva, tasse aeroportuali e certificazioni veterinarie. E lo spostamento di un cavallo può costare anche 10 mila dollari, ma alcune compagnie aeree come la Virgin Atlantic hanno già istituito un programma di fidelizzazione chiamato “Flying Paws” che permette ai viaggiatori a quattro zampe di guadagnare punti spendibili per ottenere uno sconto sul viaggio successivo.

2.9.2015

Leone Cecil

Vi ricordate del leone Cecil, simbolo del parco nazionale Hwange nello Zimbawe ucciso da un simpatico dentista statunitense? Ebbene l'assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato, all'unanimità, una risoluzione contro il traffico di fauna selvatica, che punta a porre fine ai fenomeni del bracconaggio e del commercio illegale.
Promossa da Gabon e Germania e sostenuta da oltre 70 nazioni tra cui l'Italia, la risoluzione, non giuridicamente vincolante, sollecita tutti i Paesi a «fare passi decisivi a livello nazionale per prevenire, combattere ed sradicare il commercio illegale di fauna selvatica». Insieme al rafforzamento dei processi giudiziari e delle forze dell'ordine, la risoluzione incoraggia i Paesi a coinvolgere attivamente le comunità locali nella lotta contro il traffico illecito, migliorando i loro diritti e la capacità di gestire e trarre beneficio dalle risorse naturali dei loro territori. Nel testo si fa riferimento a come tali crimini, di natura transnazionale e organizzata, contribuiscano al finanziamento di reti criminali e di conflitti armati.
Per il direttore generale del Wwf Internazionale, Marco Lambertini, la risoluzione «segna una nuova fase nella lotta contro il crimine che danneggia la fauna selvatica, una minaccia che colpisce sempre più non solo innumerevoli specie, ma mette sempre più a rischio la sicurezza nazionale e lo sviluppo sostenibile di interi Paesi».
A partire dal 2016, il segretario generale dell'Onu avrà il compito di presentare una relazione annuale sui crimini contro la fauna selvatica e l'attuazione della risoluzione nei vari Paesi, insieme alle raccomandazioni per ulteriori azioni.

2.9.2015

Convivenza cane e.... gattino

"Buongiorno, vivo con un cane adulto e vorrei adottare un gattino. Come posso inserire il nuovo arrivato? Grazie, Elena." La parola alla dott. Sabrina Giussani Medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale:
"Buongiorno Loredana e buongiorno a tutti gli ascoltatori!La convivenza con una specie preda, come per esempio il gatto, è favorita dalla bassa motivazione predatoria del cane e dalla capacità di quest'ultimo di adattarsi a nuove situazioni. È opportuno evidenziare che molte razze, come per esempio quelle da caccia o alcuni levrieri, possiedono un'importante motivazione predatoria: in questo caso la convivenza con un gatto sarà più difficile da realizzare! Un cane che conosce il sistema di comunicazione di un gatto poiché ha vissuto in precedenza con un soggetto di questa specie, invece, sarà in grado di accettare con maggiore facilità il piccolo felino soprattutto se questo ultimo non si comporterà “da preda”. Infatti, i movimenti improvvisi e a scatto, le rapide corse, i salti, i vocalizzi, i soffi e così via permettono al predatore di identificare la possibile preda e partire all'inseguimento!
Consiglio alla Sig.ra Elena di Scegliere un gattino di almeno cinque o sei mesi di età (così che possa allontanarsi con facilità dal cane), curioso, intraprendente, disponibile e poco propenso alla fuga. È necessario realizzare l'incontro tra cane gatto in “campo neutro” (per esempio nella sala visita del Medico Veterinario): il felino rimarrà all'interno del trasportino e il cane al guinzaglio. La distanza tra i due sarà progressivamente ridotta secondo le risposte comportamentali emesse dagli individui. Cane e gatto vivranno nell'appartamento, per qualche settimana, separati da un cancelletto, come quello utilizzato per i bambini in tenera età, in modo da permettere la conoscenza tra gli individui. Per partire con il piede giusto, però, consiglio all'ascoltatrice di realizzare dapprima una visita comportamentale con il cane presso un Medico Veterinario Esperto in Comportamento così da perfezionare i criteri di scelta del gattino e favorire l'inserimento."



1.9.2015

Cane e gatto: ecco il migliore

Questa è una sfida il cui risultato non sarà visto come definitivo. Anche perché le due «squadre» si incontrano e scontrano da secoli, e ciascuno resta della propria idea.
A dare una risposta risolutiva ci ha provato il settimanale inglese New Scientist. E per togliere subito dente e dolore, il responso è — di strettissima misura — a favore di pastori tedeschi, chihuahua e affini. Sei a cinque, su un totale di 11 sfide dirette: undici categorie, dal numero di neuroni all'«impronta ecologica» per stabilire quale dei due amici dell'uomo sia da ritenere «superiore».
Si inizia con un confronto sui cervelli: e per una volta le dimensioni non contano. Però i neuroni della corteccia cerebrale felina surclassano quelli della controparte: 300 milioni contro 160. Certo la storia di «addomesticamento» di labrador e simili è più lunga di quella dei mici, il legame tra animale e padrone sembra più saldo e «naturale» nei cani, che hanno anche una maggiore capacità di comprendere parole e sguardi.
I gatti, per contro, sono più «popolari» e hanno un'abilità superiore nella comunicazione «sonora». I cani tornano a vincere nel problem solving, tipo aprire le porte, e sull' «addestrabilità». E se i mici trionfano nei settori «supersensi» ed «ecosostenibilità», cioè consumano meno , l'ultimo punto va a Fido e soci: l'«utilità» di chi «può cacciare e fare la guardia. O 'sniffare' droghe e bombe». Vuoi mettere con chi sa «solo» cacciare i topi?
Noi comunque li amiamo tutt'e due. E' tutto
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