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Il magazine degli animali

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14.1.2018

Con Fido e Micio si dorme meglio

Sapevate che dividere il letto con il proprio “quattro zampe” può aiutare a dormire meglio? È quanto emerge da uno studio della Mayo Sleep Clinic, negli Usa. Per questo studio sono state intervistate 150 persone, 49 per cento delle quali aveva un animale domestico. Oltre la metà degli animali dormiva nel letto o in camera da letto e il 20% degli intervistati ha dichiarato di essere stato disturbato durante la notte dal “compagno peloso” con atteggiamenti come quello di aggirarsi in giro per la stanza, piagnucolare o russare, ma ben il 41% ha riportato di avere avuto dei benefici e di sentirsi più sereno e tranquillo, o quantomeno di non aver avuto problemi.
Questa sensazione di maggiore sicurezza e tranquillità era rafforzata in chi dormiva da solo. Gli studiosi evidenziano che la ricerca necessita comunque di ulteriori approfondimenti anche su un campione di persone più ampio e verificando che le sensazioni di maggiore benessere riportate dagli intervistati siano oggettivamente verificate con un'analisi del sonno.
Ma attenzione c'è un'altra cosa che non va scordata è che vi è un rischio, non molto alto, che gli animali domestici trasmettano malattie, come ad esempio le infezioni, e che quindi la loro salute va monitorata rivolgendosi al veterinario tutte le volte che ce ne sia bisogno.

13.1.2018

WWF: ecco il segreto del letargo

Il Wwf ha svelato alcuni comportamenti del mondo animale per sottolineare l'importanza di questo patrimonio del pianeta. Cominciamo con le regioni dal clima boreale e temperato dove l'inverno porta freddo, neve, gelo con la conseguente scarsità di cibo, difficoltà di trovare un riparo e lunghe notti: molte specie così intraprendono lunghe migrazioni, altre, per sfuggire al pericolo di diventare cibo per altri animali, preferiscono adottare una qualche forma di letargo.
E questo non accade solo al ghiro, ma anche all'orso polare, al merluzzo antartico, a chiocciole e coccinelle. Nella lista dei “dormiglioni” ci sono anche pipistrelli, api, moscerini, testuggine terrestre, vipera degli orsini e Tra gli anfibi nostrani, il tritone alpino.
L'unico uccello al mondo che non migra è il succiacapre con un eccesso di caldo o di freddo questa specie si iberna aspettando condizioni migliori. Questi animali, grazie a speciali adattamenti trascorrono i mesi più difficili dell'inverno sospendendo o riprogrammando molte delle funzioni fisiologiche.
A questi se ne aggiungono altri comunemente detti a sangue caldo che hanno trovato nel letargo un vero e proprio vantaggio evolutivo. L'importante è avere accumulato, prima di cadere nel letargo, una sufficiente quantità di energia sotto forma di cibo o di grasso sotto cutaneo. Comunque a tutt'oggi si stanno ancora studiando i misteri dei meccanismi che attivano e regolano il letargo.

7.1.2018

Usignoli con sensori

L'hanno già chiamata l'«intelligence» degli uccellini. Si tratta di usignoli dotati di «sensori» naturali a infrasuoni in grado di percepire con largo anticipo l'arrivo di perturbazioni come i tornado. E' questo il risultato di uno studio dell'Università del Minnesota, secondo il quale una specie di usignoli - quelli dalle ali dorate, chiamati in inglese «Golden-winged» - sono capaci di «sentire» le vibrazioni di una perturbazione in arrivo e quindi di darsi alla fuga molto prima degli umani.
Secondo il rapporto, che ha analizzato le conseguenze di 80 tornado che si sono abbattuti sul Midwest degli Usa, uccidendo 35 persone, il comportamento dei volatili è stato sorprendente: in un raggio di 900 km, indipendentemente gli uni dagli altri, hanno preso il volo verso Sud. Il fatto che ha più stupito è che gli usignoli hanno poi fatto rapidamente ritorno nelle zone di provenienza, una volta passata la tempesta.
Merito degli infrasuoni, onde sonore con frequenza di vibrazione al di sotto dei limiti dell'udito umano. Ma queste onde sono messaggi preziosi per alcuni animali, come gli usignoli. Loro passano gli inverni nell'America Centrale e del Sud per migrare in Canada: è qui che - sostengono gli scienziati - hanno sviluppato la loro straordinaria capacità di «intelligence meteorologica».

6.1.2018

Cosa pensa di noi Fido?

Avete mai guardato negli occhi il vostro cane tentando di indovinare i suoi pensieri? Sappiate che alcuni ricercatori americani hanno scoperto cosa pensa di noi il nostro amico, almeno cosa accade nel suo cervello quando lo stimoliamo con le azioni di tutti i giorni come dargli da mangiare o farlo giocare.
Per analizzare queste reazioni i ricercatori di Atlanta hanno usato due cavie: un cane da caccia e un collie. Un allenatore li ha abituati alle azioni da compiere e coccolati per farli stare tranquilli e sereni. Entrambi sono stati sottoposti a risonanza magnetica funzionale, un esame non invasivo usato anche per gli umani, analizzando però le loro reazioni e fotografando il loro cervello in seguito a uno stimolo esterno ricevuto dal loro padrone. Dopo questo training, è partito il primo esperimento: i ricercatori hanno ottenuto le prime immagini di animali nel pieno delle loro funzioni vitali, svegli e vigili, intenti a compiere le azioni abituali davanti alle cose che più amano come una carezza, un gioco, una ciotola piena di pappa. Ma hanno anche ottenuto le immagini dei momenti in cui il regalo, o azione, veniva loro negata. Lo stesso professore che ha ideato il progetto è convinto che esista una precisa empatia tra cane e uomo, e che siano proprio i cani a essere in grado di discernere tra tristezza e felicità dei loro padroni. D'altronde questo 4 zampe, il primo a essere addomesticato nella storia già 30mila anni fa, è il testimone privilegiato dell'evoluzione umana. Alcune teorie sostengono infatti che i cani potrebbero aver contribuito all'evoluzione della specie, giacché gli abitanti dei villaggi che avevano cani con loro potrebbero aver avuto vantaggi nel farsi aiutare dagli amici a 4 zampe.
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