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Il magazine degli animali

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18.5.2015

Colpi di calore: come evitarli

Parliamo oggi dei colpi di calore. Come evitarli e come comportarci nel caso si assista ad un colpo di calore per un cane o un gatto.
Lo chiediamo al dottor Emanuele Minetti medico veterinario a Milano, DIRIGENTE DELL'ANMVI
Il COLPO DI CALORE è pericoloso ed in agguato per tutti. Per cani e gatti, fare più attenzione ai manti di colore scuro ed alle razze a pelo lungo, controllando sempre come respirano. Evitare sempre di lasciarli in auto in sosta. Per un cane in estate bastano 15 minuti in auto per rischiare di morire (anche a finestrino aperto). Anche i GATTI a pelo lungo sono a rischio caldo. Il gatto bianco invece ha minori difese nei confronti dei raggi UV, quindi attenzione a non esporli al sole nelle ore centrali della giornata, e possibilmente usare creme a protezione totale per orecchie, muso e coda (rischio di tumore della pelle). I CANI piu' a rischio sono gli anziani cardiopatici, o con deficit respiratori, anche dovuti alla razza: per esempio bulldog, carlino, pechinese e shihtzu, con il muso schiacciato, vanno tenuti sempre al fresco, quindi anche la spiaggia sarebbe da evitare. Evitare per tutti passeggiate nelle ore piu' calde, in zone senza ombra, sull'asfalto rovente. Ogni volta che si ha un dubbio bagnare l'animale, avvolgerlo se possibile in un asciugamano/tessuto ben bagnato (per abbassare la temperatura con l'evaporazione) e correre dal veterinario.

15.5.2015

Non vuole dormire sola

Buongiorno Dottoressa Giussani. Io ho una meticcia di quasi un anno e mezzo, ho cercato di addestrarla, ma sono consapevole averla anche viziata. Ultimamente se la faccio dormire fuori dalla mia stanza, la mattina mi sveglio che ha fatto tutti i bisogni in casa, nella stanza dove ha la sua cuccia. E' proprio come se mi facesse i dispetti perchè la faccio dormire fuori, ne ho provate di ogni, all'inizio la gridavo, ora non mi faccio vedere quando pulisco e non la calcolo appena sveglia ma puntualmente mi fa lo scherzetto. E se la legassi per qualche notte? non sò come comportarmi. Grazie CHIARA
"Buongiorno Loredana e buongiorno a tutti gli ascoltatori. La descrizione fatta dalla Sig.ra Chiara mi fa pensare che la cagnolona, sola e isolata dalla zona notte non riesca a riposare con tranquillità. È possibile che una o più volte durante la notte, soffra di attacchi di panico che la portano a urinare e defecare senza riuscire a trattenere i bisogni. Quindi, urina e feci, testimoniamo una difficoltà del cane e non un dispetto. I tentativi realizzati per migliorare la situazione, in realtà, la peggiorano a vista d'occhio: ignorare il cane al risveglio del mattino o, peggio, legarlo aumenta il disagio dell'animale e, di conseguenza, la difficoltà emozionale. È opportuno evidenziare che ignorare o legare il cane sono punizioni e, come tali, generano emozioni negative (legate alla paura e alla rabbia) che non solo ostacolano l'apprendimento, ma possono indurre l'animale a difendersi aggredendo. Anche pulire di “nascosto”, non porta a nessun risultato! Poiché all'età di un anno e mezzo un cane dovrebbe essere capace di trattenere i bisogni a lungo e non soffrire di attacchi di panico in assenza del proprietario, è possibile che la cagnolona mostri sintomi legati alla presenza di una malattia del comportamento che, sicuramente, appaiono anche in altri momenti della giornata. Forse fin dalla giovane età non è riuscita a imparare a urinare e defecare fuori casa o non è capace di aspettare la passeggiata per fare i bisogni. Consiglio all'ascoltatrice di realizzare una visita comportamentale presso un Medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale così da progettare il percorso riabilitativo che permetterà alla cagnolona di risolvere le difficoltà."

14.5.2015

Giappone e caccia ai delfini

La caccia ai delfini a Taiji in Giappone potrebbe aver ricevuto un colpo mortale. L'Associazione mondiale degli zoo e degli acquari ha infatti sospeso l'affiliazione giapponese per le violazioni del «codice etico» dovute alla cattura dei delfini nella prefettura giapponese di Wakayama, pratica che da tempo scatena le proteste internazionali. Questa decisione, presa all'unanimità dal consiglio, potrebbe rendere difficile per zoo e acquari del Sol Levante trovare la cooperazione all'estero su animali rari e altre questioni.
La storia di Taiji era balzata alle cronache internazionali anche grazie al film-documentario «The Cove», premio Oscar 2009, che ha mostrato il massacro dei cetacei durante la caccia al largo della costa. L'anno scorso Caroline Kennedy, ambasciatore americano a Tokyo e figlia del presidente JFK, su Twitter aveva apertamente manifestato la sua preoccupazione per questo tipo di pratica.
Noi ci associamo e vi terremo informati.

13.5.2015

Il linguaggio dei pinguini

Anche i pinguini hanno un loro particolare linguaggio. Lo hanno scoperto ricercatori dell'Università di Torino guidati da Livio Favaro studiando il pinguino del Capo specie che vive sulle coste del Sudafrica e della Namibia. Il piccolo pinguino africano, una specie minacciata di estinzione, ha ben sei tipi di vocalizzazione, con i quali esprime vari sentimenti tra i quali «fame», «rabbia» e «solitudine».
Delle sei vocalizzazioni, quattro sono esclusive degli esemplari adulti, mentre due appartengono agli animali più giovani e ai pulcini. Analizzando i vocalizzi di un gruppo di pinguini in cattività, hanno scoperto che i pinguini adulti hanno un particolare tipo di suono per esprimere il «distacco» e il «senso di isolamento», vocalizzi che sono stati chiamati «grida di contatto». Suoni che sono differenti da quelli che invece utilizzano nel corso di confronti o lotte con gli altri esemplari. Suoni che sono ancora diversi da quelli espressi durante l'accoppiamento o quando la coppia forma un «duetto» nel corso della nidificazione.
I più piccoli, invece, esprimono i loro vocalizzi legati soprattutto alla domanda di cibo. Per la cronaca la ricerca è durata 104 giorni, durante i quali la squadra di ricercatori ha registrato una serie di video dei 48 pinguini presenti allo zoo di Torino. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica specializzata PlosOne
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