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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

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20.3.2015

Lucky è geloso di mio figlio

Il mio Lucky, un meticcio di 7 anni, non ha mai accettato l'arrivo di mio figlio Francesco che adesso ha 6 anni. Il cane ha sempre mostrato gelosia nei suoi confronti più che altro abbaiando in varie occasioni. Ad oggi ho potuto osservare alcuni cambiamenti: il cane, quando decide lui, si fa accarezzare, però in casa difende sempre la zona della cuccia, il divano dove è solito salire, e ovviamente la ciotola, anche se vuota. Al contrario, quando siamo fuori casa, io, il cane e il bambino, cambia tutta la situazione. Vi chiedo aiuto. Grazie Risponde la dottoressa Sabrina Giussani Medico veterinario Esperto in comportamento animale.
"Buongiorno a tutti gli ascoltatori e a te Loredana.
La situazione descritta dall'ascoltatrice è molto frequente. Il cane o il gatto, infatti, spesso percepiscono l'arrivo di un bebè come un evento negativo, fonte di malumore e gelosia. Numerosi studi hanno evidenziato che il legame tra noi e i nostri animali è simile a quello tra un bimbo e i genitori. Ecco, quindi, che l'arrivo di un fratellino non peloso può generare un disagio. Per fare in modo che il cane viva con piacere il lieto evento, è possibile fin dalla gravidanza, spiegare all'animale che cosa sta accadendo. Quando ci accarezziamo l'addome, sorridendo poiché pensiamo al nostro piccolo, possiamo invitare il cane ad avvicinarsi e raccontargli, come fosse una favola, che cosa sta accedendo. Le nostre emozioni positive saranno percepite dall'animale e lo “contageranno”. Dopo la nascita è necessario realizzare l'incontro tra il bimbo e il cane fuori dall'abitazione, per esempio nel parcheggio dell'ospedale, così che l'animale possa salutare la Mamma che non vede da qualche giorno e osservare con calma, in un ampio spazio, il piccolino tra le braccia del Papà. All'arrivo a casa la Famiglia dovrà ritagliare qualche giorno solo per sé, evitando la visita di parenti e amici. È, infatti, necessario trovare un nuovo equilibrio!
La visita comportamentale presso un Medico Veterinario Esperto aiuterà la Famiglia a “progettare” nel modo migliore l'arrivo del nascituro. Nel caso descritto dall'ascoltatrice, la visita permetterà di costruire una relazione di buona qualità tra Lucky e Francesco.
Arrivederci a tutti.
Alla prossima settimana."

19.3.2015

Il destino crudele dei levrieri

Oggi torniamo a parlare dei levrieri: sapevate che centomila esemplari vengono uccisi ogni anno dopo essere stati sfruttati per le corse, maltrattati ed infine soppressi soprattutto in Spagna, Irlanda e Inghilterra? E' una strage silenziosa, che si consuma giorno dopo giorno e contro cui in Italia, solo negli ultimi 15 anni, sono nate decine di associazioni. Sottolineo che nel nostro Paese le corse dei levrieri sono vietate dal 2000. Ma nel resto d'Europa non solo le corse sono legali (con un giro d'affari fra scommesse e indotto da miliardi di euro ogni anno), ma i levrieri non sono considerati animali d'affezione, ma bestiame e beni agricoli da sfruttare quindi fino alla fine con caccia e corse, per poi disfarsene quando non sono più utili in modi orribili e crudeli: fra i metodi più usati, l'impiccagione, la rottura delle zampe anteriori, la morte per stenti, l'abbandono o, per i più fortunati, la fucilata o la bastonata in testa.
I volontari delle associazioni italiane, come Pet Levrieri spesso partono alla volta della Spagna o del Regno Unito, recuperano gli animali salvati da strutture del posto e li portano in Italia dove cercano per loro una famiglia.
L'adozione comunque non è la soluzione. “Occorre porre fine alle corse per fini di lucro e alla caccia coi levrieri, nonché ottenere leggi di tutela e di riconoscimento dei levrieri come animali d'affezione . Soltanto così si potrà porre fine al massacro che si perpetra ogni anno sotto i nostri occhi”.

18.3.2015

Stop all'estinzione per i grandi carnivori in Europa

Oggi apriamo con una bella notizia: i grandi carnivori in Europa non rischiano più l'estinzione. Stando a una nuova ricerca dell'Unione europea infatti lupi, orsi, linci e ghiottoni sono in aumento nel Vecchio Continente.
In Europa questi animali si trovano in aree dominate dall'uomo e al di fuori delle aree protette. E questo contrasta con quello che avviene in altre zone come il Nord America e l'Africa del Sud dove per la conservazione è usato il `modello di separazione´ tra grandi carnivori e uomo. I predatori vengono infatti `confinati´ in aree lontane e protette spesso recintate e invalicabili per l'essere umano. Ma questo approccio non sarebbe possibile in Europa, dove le aree protette sono troppo piccole. Comunque questo studio dimostra che il modello della coesistenza ha funzionato su scala continentale e che queste specie si sono adattate alla vita accanto all'uomo. Ma non è tutto, i ricercatori sottolineano l'importanza di una legislazione pan-europea che ha protetto i grandi carnivori, in particolare la Convenzione di Berna del Consiglio d'Europa e dell'Unione europea Direttiva Habitat.
Restiamo in attesa della legislazione e intanto è tutto

17.3.2015

Gli elefanti scovano ordigni

Sappiamo che gli elefanti sono molto longevi, dotati di una memoria strabiliante, ma non è tutto possiedono anche un udito e un olfatto fuori dal comune, ecco perché potrebbero presto salvare delle vite umane. La notizia arriva dal Sud Africa. Dopo cani, ratti e addirittura api, ora sarebbe il turno degli elefanti di scovare ordigni inesplosi rimasti nascosti nel terreno e potrebbero anche farlo a distanza con l'aiuto di droni. Questa nuova ricerca sudafricana, che ha coinvolto anche le forze armate americane, mostra che gli elefanti eccellono nel distinguere gli esplosivi grazie al loro sviluppatissimo olfatto. In una riserva di caccia tre elefanti hanno superato i test olfattivi hanno annusato dei recipienti e sono stati in grado di segnalare la presenza dell' esplosivo alzando una zampa. Sono poi stati ricompensati per il loro bel lavoro con generose manciate di marula, un frutto molto gustoso. Ma non è tutto: il capo dell'Ufficio Ricerca dell'esercito americano, ha inoltre dichiarato che gli elefanti ricordano la loro formazione per più tempo dei cani.
Certo, nella realtà far fare all'animale una passeggiata su un campo minato non solo lo metterebbe in pericolo ma sarebbe probabilmente impraticabile. In alternativa i ricercatori hanno pensato a droni senza pilota che potrebbero raccogliere campioni di odori e portarli agli elefanti, i quali a loro volta sarebbero subito in grado di segnalare la presenza o meno di esplosivo.
Viva i nostri amici elefanti.
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