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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

Tutti gli argomenti già trattati

3.5.2015

Nuovi studi sulla castrazione

Oggi qui al magazine degli animali parliamo di un nuovo studio sulla castrazione: pare che potrebbe creare problemi alla salute dei cani aumentando il rischio di sviluppare alcuni tipi di cancro e malattie alle articolazioni. Lo studio, condotto sui golden retriever, è stato pubblicato sulla rivista PLoS ONE da parte della University of California. Gli scienziati hanno esaminato i registri sanitari di 759 esemplari di questa razza scoprendo un tasso doppio di displasia all'anca fra i cani che erano stati castrati prima di compiere un anno.
Secondo Benjamin Hart e il suo gruppo, l'associazione fra castrazione e rischi per la salute del cane resta complessa: ad esempio, la maggiore incidenza di malattie alle articolazioni fra i cani castrati molto preso è probabilmente una combinazione dell'effetto di questa pratica sulla crescita del giovane cane e dell'aumento di peso che normalmente si verifica nei cani castrati.
Gli studi comunque continuano e noi vi terremo informati. Ed è tutto

30.4.2015

Si morde la coda?

Avete un cane che si morde la coda? Sappiate allora che gli esperti dell'università di Bristol stanno cercando di capire il perché di questo comportamento e hanno suggerito varie spiegazioni: giocosità, desiderio di attirare l'attenzione degli esseri umani che spesso ridono delle loro “prestazioni”, o scarico di stress in concomitanza di eventi emozionanti, come fare la pappa o una passeggiata. In alcuni casi, tuttavia, questo comportamento può essere dovuto ad ansia o frustrazione, e scaturisce dall'impossibilità di intraprendere azioni normali.
I ricercatori del progetto si recheranno in 50 case che ospitano cani privi dell'abitudine di mordersi la coda, che saranno sottoposti a esami biologici e del comportamento, per valutarne stato di salute e personalità.
«Non ci sono molte informazioni in letteratura sul perché i cani ruotino su loro stessi e si afferrino la coda - dice uno dei ricercatori della Facoltà di scienze veterinarie della Bristol University - Noi pensiamo che questo comportamento si sviluppi sulla base della personalità e della genetica. Ma non sappiamo che cosa significa per il benessere dei cani. Speriamo di essere in grado di capirlo e di trovare dei modi per impedire che questo vizio si sviluppi nell'animale».
Staremo a vedere, ed è tutto

29.4.2015

Micio: un vero predatore

Oggi parliamo un po' di gatti. E la notizia su questi bellissimi animali è un po' allarmante: vi siete accorti che il vostro felino se in casa dorme sornione e fa le fusa, appena fuori si trasforma in uno spietato killer?
I ricercatori di un'università britannica hanno fatto uno studio, con la collaborazione involontaria di 200 gatti di famigli equipaggiati di trasmettitori elettronici. Questi studiosi si sono attivati per scoprire quanta parte di distruzione di vita selvatica è imputabile a questi felini.
Alcuni esperti infatti ritengono che i quasi 9 milioni di gatti britannici possano uccidere ogni anno più di 150 milioni di animali tra uccelli, topi, conigli, talpe e altre creature.
Tornando al progetto della Reading University, ricordiamo che ha cercato una risposta avvalendosi di tracciati elettronici e di analisi computerizzate per monitorare i gatti quando sono fuori casa, con una precisione mai riscontrata.
Noi sappiamo cosa fanno i gatti quando sono tranquillamente a casa nostra a sonnecchiare, ma praticamente non abbiamo idea di cosa fanno fuori, soprattutto di notte, quando si risveglia il suo istinto da predatore. Ma adesso, grazie a questo studio. Miao

28.4.2015

Protetti durante il trasporto

«La protezione degli animali durante il trasporto prevista dal diritto dell'Ue non cessa alle frontiere esterne dell'Unione». Lo sostiene una sentenza pubblicata dalla Corte di giustizia europea a Lussemburgo, di particolare importanza in quanto garantisce il benessere degli animali fino al luogo di destinazione nei Paesi terzi.
È un organo giurisdizionale tedesco che ha posto la domanda pregiudiziale alla Corte Ue su una controversia che vede le autorità pubbliche negare ad una società tedesca lo sdoganamento di una partita di bovini destinati all'Uzbekistan (7mila km). Il giornale di viaggio non prevedeva alcun punto di riposo e di trasferimento per la parte del percorso che si sarebbe svolto, durante circa 146 ore, nel territorio di Paesi terzi.
Per i giudici europei invece, «affinché il trasporto che comporta un lungo viaggio di equidi, bovini, ovini, caprini e suini possa essere autorizzato dall'autorità competenti del luogo di partenza, il giornale di viaggio deve mostrare che il trasporto rispetterà, in particolare, gli intervalli di abbeveraggio e di alimentazione nonché la durata dei periodi di viaggio e di riposo». Qualora il giornale di viaggio non risponda a questi requisiti, l'autorità può esigere una modifica delle modalità di svolgimento del trasporto.
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