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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

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9.4.2015

Il cavallo: furbo e intelligente

Il cavallo è un animale furbo che capisce e segue le indicazioni dell'uomo, ma solo quando gli conviene. È questo il risultato di uno studio condotto dei ricercatori del dipartimento di Scienze Veterinarie dell'Università di Pisa che per la prima volta ha dimostrato che i cavalli, possiedono capacità cognitive evolute e memoria a breve termine. La ricerca è partita da un test condotto su 24 cavalli divisi in due gruppi. In entrambi i casi gli animali avevano di fronte tre secchi uguali e capovolti e dovevano indovinare sotto quale si nascondesse un pezzo di carota. Ma in un caso dovevano trovare la carota senza alcuna indicazione o aiuto, mentre nell'altro potevano vedere la persona che si avvicinava al secchio, nascondeva la carota e poi se ne andava.
Nel corso della prova i cavalli hanno dimostrato di saper cambiare la propria strategia di ricerca per raggiungere il loro obiettivo, cioè la carota, nel più breve tempo possibile, a prescindere anche dagli indizi forniti dall'uomo. In altre parole, i cavalli del gruppo che vedevano la persona nascondere la carota all'inizio sfruttavano questa indicazione ed erano più precisi, cioè andavano verso il secchio giusto, ma impiegavano più tempo.
Con il succedersi delle prove gli animali hanno cambiato strategia e sono diventati meno precisi ma più veloci, capovolgendo anche tutti i secchi, sicuri comunque di trovare la carota. Insomma morale, i cavalli sono in grado di comprendere e di usare il significato cognitivo delle indicazioni umane per compiere le proprie scelte.

8.4.2015

Gatto batte supercomputer 100 a 0

Gatto batte supercomputer 100 a 0, E' sulla base di questa constatazione che un gruppo di ricercatori dell' università del Michigan sta cercando di produrre una nuova generazione di microchip basati proprio sul modello dei felini, che potrebbero essere alla base dei computer del futuro.
- l'idea è di usare un paradigma completamente nuovo per assemblare i circuiti". In un computer convenzionale solo pochi elementi sono connessi tra loro, con il risultato che questo lavora solo in maniera lineare.
Al contrario un cervello lavora “in parallelo”, compiendo più operazioni allo stesso tempo. Questo permette ad esempio di riconoscere un viso istantaneamente: secondo i calcoli dei ricercatori, il cervello di un gatto ha prestazioni 100 volte superiori a quelle del supercomputer Dawn, che può simulare 1 miliardo di neuroni.
Per cercare di avvicinarsi a queste prestazioni feline i ricercatori stanno sviluppando dei “memristori”, cioè degli elementi dei circuiti in grado di “ricordarsi” se sono stati attraversati da una corrente elettrica..
"Il prossimo passo - spiega il ricercatore - è unire centinaia di queste unità, per riuscire a raggiungere la capacità di un supercomputer in macchine della grandezza di una bottiglia da due litri”.

7.4.2015

Le scimmie sono bugiarde

Sapevate che le scimmie oltre ad essere dispettose sanno anche mentire? Ebbene il primo studio realizzato a verificare la capacità delle scimmie di ingannare conferma la complessità di questi animali, ma conferma anche quanto siano simili all'essere umano.
La loro capacità di ingannare dipende soprattutto dalla loro struttura sociale.
Ed ecco lo studio: sono state prese in esame dieci scimmie di tre specie diverse sottoponendole allo stesso tipo di esperimento, a tutte loro è stato mostrato come raggiungere del cibo nascosto, dopodiché sono stati messe in una gabbia con altri della stessa specie.
Le scimmie sotto esame cosiddette “subordinate” si sono dirette subito verso il cibo nascosto approfittando della distrazione dei dominanti, tornando subito dopo alla loro postazione non appena i “capi” si trovavano nei paraggi.
Lo scopo di questo comportamento furtivo era comprensibile: tenere il cibo per sé senza mostrare ai più forti dove si trovava. Si tratta di un atteggiamento comprensibile per noi ma non per i macachi dato che i “subordinati” non procacciano cibo.

3.4.2015

Adozione cane adulto

Ho adottato un cane meticcio di otto anni, sano e docile, ma un po' timoroso. E' con noi da una settimana circa, ma da alcuni giorni mangia meno e a volte salta totalmente il pasto.
ho cambiato marca di crocchette, ma con nessun apprezzabile risultato. Cosa potrei fare ??
La ringrazio molto anticipatamente. Danila
La parola alla dott. Sabrina Giussani Medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale.
"Buongiorno Loredana e buongiorno a tutti gli ascoltatori. Quando adottiamo un cane adulto, poiché spesso conosciamo poco o nulla del suo passato, è necessario osservarne il comportamento con attenzione, soprattutto durante il primo mese di convivenza. Un cane che ha trascorso molti anni in canile fatica ad adattarsi alla vita famigliare poiché o non ha mai vissuto questa esperienza o non ricorda più di cosa si tratta. Per questo è necessario realizzare, dapprima, una visita pre – adozione così che il Medico Veterinario Esperto in Comportamento possa valutare l'indice di adattabilità del cane in base alle situazioni che dovrà vivere dopo l'arrivo in famiglia. Un animale adulto, che ha trascorso molti anni nello stesso canile, ha bisogno di realizzare un inserimento progressivo prima di essere adottato definitivamente. I famigliari devono recarsi in canile, essere affiancati dai volontari che si prendono cura del cane e cominciare a condurlo in passeggiata. Settimana dopo settimana, quando la conoscenza reciproca sarà a buon punto, è possibile portare l'animale nella nuova abitazione per qualche ora e così via. Questa procedura permette al cane di conoscere in modo progressivo il “nuovo mondo” adattandosi gradualmente. Consiglio alla Sig.ra Danila di far visitare il cane dal proprio Medico Veterinario curante così da escludere la presenza di un disagio fisico. Se l'animale fosse in salute, è necessario, nell'immediato, somministrare al cane lo stesso cibo che consumava in canile e realizzare una visita comportamentale presso un Medico Veterinario Esperto in Comportamento così che sia possibile intraprendere un percorso riabilitativo."

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