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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

Tutti gli argomenti già trattati

6.3.2015

...e se incontriamo un cane abbandonato?

Se incontriamo un cane abbandonato e vogliamo aiutarlo come ci dobbiamo comportare? Come lo avviciniamo?
Risponde Sabrina Giussani Medico veterinario che si occupa di Medicina del Comportamento
Prima di tutto è bene capire se si tratta di un cane di proprietà che effettua un giretto nel quartiere oppure di un cane abbandonato. Osservando il comportamento dell'animale è possibile fare la differenza: un cane abbandonato è a disagio, non annusa, ha la coda tra le gambe, è incerto sulla direzione da prendere, vaga a zig zag. Per avvicinare il cane è bene non rincorrerlo o sbarragli la strada poiché potrebbe deviare all'improvviso finendo sotto una macchina. Non è facile riuscire a prendere un cane spaventato: si può stare dietro a lui, abbassandosi, chiamandolo aspettando che si avvcini e offrendo bocconcini oppure usare il proprio cane come esca per favorire l'avvicinamento. Per evitare morsi ed altri incidenti, la scelta migliore consiste nell'aspettare il personale competente tenendo d'occhio il cane.

5.3.2015

700 koala uccisi

E' successo nello Stato australiano di Victoria: 700 koala sono stati catturati, sedati e uccisi il perché? Erano troppi, sofferenti e denutriti. La causa secondo le autorità è “problemi di sovrappopolazione” degli animali. La campagna è stata condotta senza che la notizia trapelasse per evitare le reazioni di ambientalisti e attivisti locali.
I koala vivevano nell'area di Cape Otway, sulla costa meridionale australiana. Nonostante le uccisioni, la sovrappopolazione rimane un problema serio nell'area. Il numero di koala a Cape Otway è iniziato a crescere dagli anni Ottanta, quando, sempre a causa del sovrappopolamento, molti esemplari furono spostati in quella zona da French Island. In assenza di predatori, la popolazione è cresciuta sempre di più, fino a diventare eccessiva per la sopravvivenza della specie.
Ma le associazioni animaliste sono insorte. Per l'Australian Koala Foundation «ciò che ha fatto il governo è sconcertante. Perché hanno consentito che ciò accadesse? Il governo si deve soltanto vergognare».
Siamo d'accordo anche noi del magazine. Ed è tutto

4.3.2015

Il linguaggio "umano" dei babbuini

Il ritmo della loro voce è ondeggiante e fanno schioccare le labbra proprio come le persone, suggerendo un percorso evolutivo molto vicino all'uomo: sono i babbuini gelada, gli unici primati a interagire in un modo così complesso. Se si sentono i loro versi si può anche prendere una cantonata e scambiare le loro comunicazioni per il borbottio di un uomo dalla voce roca. Sarebbero i movimenti facciali la causa di questa abilità e precedenti studi condotti sull'uomo hanno dimostrato che il parlato umano è dovuto a un complesso sistema di movimenti molto veloci che ricorda l'attività di masticazione.
Questo schiocco di labbra ha incuriosito gli studiosi dell'Università del Michigan, che hanno intercettato questa insolita capacità vocale e studiato i loro discorsi classificandone le caratteristiche e arrivando alla conclusione che le “chiacchiere” di questi animali sembrano quelle delle persone. I loro discorsi possono essere considerati una versione embrionale della conversazione umana. Il suono labiale che producono è analogo ai baci umani, può essere inteso come un passo evoluzionistico verso il linguaggio vero e proprio e parte della scienza sostiene che anche il cammino umano verso la lingua parlata abbia seguito un iter analogo.
E con il mio schiocco….. è tutto per oggi

3.3.2015

I cani riconoscono l'inaffidabilità

Un team di scienziati, guidati da Akiko Takaoka della Kyoto University in Giappone, afferma che i cani possono percepire quando una persona è inaffidabile. E una volta che l'hanno captato, smettono di “dargli retta”. Un elemento che gli addestratori cinofili conoscono bene, tanto che la prima regola per chi vuole “educare” e conquistare la fiducia del proprio cane è essere sempre coerenti nell'interazione con l'animale. In uno studio pubblicato sulla rivista “Animal Cognition”, la squadra di ricercatori giapponesi ha testato 34 cani in tre momenti diversi.
Nel primo, gli sperimentatori hanno indicato agli animali con precisione dove fosse nascosto del cibo, cioè all'interno di un container. Nel secondo, hanno segnalato ai cani un contenitore vuoto. Al terzo turno, lo stesso sperimentatore ha nuovamente segnalato all'animale il contenitore con il cibo.
Ebbene, gli animali in quest'ultima occasione non hanno risposto allo sperimentatore, evitando di seguirlo e di cadere nella “trappola” del contenitore vuoto. Questo suggerisce, dice Takaoka, che i cani possono utilizzare la loro esperienza per valutare se una persona è affidabile o meno. «I cani hanno un'intelligenza sociale più sofisticata di quello che pensavamo. Questa si è evoluta in modo selettivo nel corso della loro lunga storia di vita insieme agli esseri umani». Il prossimo passo, aggiunge il ricercatore, sarà quello di testare specie strettamente collegate ai cani, come i lupi. Questo svelerebbe gli «effetti profondi dell'addomesticazione» sulla intelligenza sociale dei cani.
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