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Il magazine degli animali

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21.1.2015

Le fusa del gatto: un massaggio per l'anima

Sapevate che Beethoven e Mozart, si sono spesso ispirati ai suoni della natura? Però c'è un suono che ci attira e ci può aiutare: le felici e soporifere fusa del gatto.
La Cat Protection League, una delle più importanti organizzazioni animaliste internazionali, avrebbe infatti trovato l'antidoto perfetto alla tristezza. «Sedersi con in braccio un gatto che fa le fusa, al termine di una giornata, è un vero e proprio massaggio per l'anima - assicura Beth Skillings, veterinaria della Cat Protection. Forse perché il rassicurante ronzio è generalmente associato alla calma e alla comunicazione “dolce”, o forse perché la frequenza della vibrazione è all'interno di una gamma che può stimolare la guarigione».
In realtà il mistero più grande è come i gatti producano questo suono per noi così rilassante. Nessuna parte del corpo del gatto, tranne una non meglio specificata “oscillazione neurale” del cervello, è stata direttamente collegata alle fusa. E' stato suggerito da alcuni studiosi che il rumore possa essere prodotto da spasmi dei muscoli della laringe, che a loro volta consentono alla glottide di aprirsi e chiudersi, facendo vibrare l'aria nel momento in cui l'animale respira. Nel marzo 2011 sono state registrate le fusa più forti mai udite: attualmente Guinness dei Primati, il gatto Smokey di Pitsford ha raggiunto il record di 67,7 decibel, ben 14 volte più forti della media.

20.1.2015

Mario gatto cardiopatico

Oggi vi voglio presentare Mario il primo gatto cardiopatico a essere operato in Italia, e forse in Europa, è stato salvato grazie a un pacemaker, l'operazione è stata eseguita a Napoli nella clinica Salus al Vomero dal dottor Raffaele Amalfitano.
L'intervento chirurgico era l'unica strada possibile per cercare di salvare la vita al micione affetto da una malformazione cardiaca, problema che gli causava anche un'ipertensione polmonare.
«E' stato applicato un pacemaker epicardico a Mario, che era in grave sofferenza ventricolare destra – spiega il dottor Amalfitano -. Mario aveva una frequenza cardiaca bassissima, si può paragonare a venti trenta battiti umani, una forte ipertensione. Solo un intervento chirurgico poteva salvarlo».
Un intervento rischioso, fatto utilizzando «un dispositivo umano, ma che poi ha richiesto di operare « non seguendo la pratica comune».
Per fortuna, e grazie alla bravura dello staff partenopeo, Mario adesso sta bene e si sta lentamente riprendendo dall'intervento. Non è tutto, ha ripreso anche a fare le fusa.

19.1.2015

Il mio gatto si lecca troppo

Stefania ci ha scritto perché il suo gatto di 8 anni quando arriva la primavera si lecca insistentemente il pelo e lo stacca a ciuffi. Potrebbe essere stress? C'è un rimedio per curarlo? Risponde il dottor Emanuele Minetti medico veterinario a Milano in via Monteceneri 64.
"Se il prurito si presenta regolarmente e stagionalmente è possibile che non sia quello che viene definito "stress" (in modo non molto corretto) ma che sia invece una forma di allergia stagionale. Voglio in questa occasione sottolineare che come la primavera è l'inizio di una stagione di allergie per noi uomini (con molti sintomi diversi possibili, dalle riniti, alle congiuntiviti, alle dermatiti...) lo è anche per i nostri animali domestici, in particolare per il cane, il cavallo ed il gatto.
Quindi è facile che il suo gatto sia diventato "atopico vero" negli anni, ed in presenza di un determinato polline (od altro, cosa da indagare) manifesti un intenso prurito che lo porta a leccarsi con foga ed a autotrumatizzarsi.
Sparita la causa sparisce il sintomo prurito e lui torna normale.
Sarebbe pertanto meglio rivolgersi ad un veterinario che si occupa di dermatologia e sottoporre l'animale ad esami per le allergie, oggi molto validi ed utili per mettere a punto una vera terapia mirata con la desensibilizzazione. Cari saluti"

16.1.2015

E' arrivato un secondo cane!

Oggi qui al magazine degli animali rispondiamo alla mail di Elena che ci ha scritto perché il suo cane ha iniziato a sporcare in casa da quando la famiglia si è allargata, ovvero, quando un nuovo cucciolo è stato adottato. La linea a Daniela Lisi la nostra educatrice cinofila:
Cara Elena, devi sapere che i cani sono molto abitudinari e di conseguenza molto sensibili ai cambiamenti.
Il tuo cane era l'unico animale all'interno della famiglia e non ha mai avuto motivo di mettersi in competizione con altri. Da qualche tempo però, è arrivato un nuovo amico a 4 zampe, e questo ha portato il cane “anziano” (chiamiamolo così….),a dover cambiare il suo modo di pensare.
Sicuramente la compagnia di un suo simile lo sta rendendo felice sotto l'aspetto più semplice, ovvero quello del divertimento, ma quando poi i giochi finiscono ci si ritrova in due a dover condividere gli stessi spazi e le stesse attenzioni. E questo per il cane Anziano risulta essere difficile da accettare.. la condivisione.. Questa sconosciuta..
La nuova condizione lo porta quindi a sentire il bisogno di riaffermare la propria presenza all'interno della famiglia. E come fa ad imporre la sua presenza? Marcando qua e la, facendo in modo che il suo odore sia sempre a portata di naso.
Farlo abituare ai cambiamenti e cercare di mantenere un equilibrio nel dosare le attenzioni, potrebbe essere una soluzione. Ma un educatore cinofilo in carne ed ossa potrebbe capire con certezza se la situazione è proprio quella ipotizzata da me o meno ed intervenire nel modo corretto.
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