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Il magazine degli animali

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22.10.2017

Marcia dei pinguini drammatica

La marcia dei pinguini di quest'anno è stata molto drammatica, pensate che alla fine del lungo percorso sui ghiacci per trovare cibo, solo due pulcini sono riusciti a sopravvivere in una colonia di 36 mila pinguini. I ricercatori del Wwf attribuiscono la strage al fatto che la stagione invernale ha prodotto una quantità di ghiaccio molto superiore alla media, allungando il percorso che questi uccelli marciatori sono costretti a fare dopo la nascita dei loro piccoli. Nella stagione riproduttiva, i pinguini si allontanano dalla costa verso l'interno, dove le femmine depongono una o due uova. Maschio e femmina si alternano poi nel viaggio e nella covata, e quando i pulcini hanno 2-3 settimane li abbandonano in «asili» collettivi nei quali si raggruppano tutti i nuovi nati della stagione. Dopo la prima muta, all'inizio dell'estate australe, comincia la lunga marcia degli adulti e dei piccoli verso il mare, unica fonte di cibo per le specie dell'Antartide
Il Wwf ha auspicato la convocazione di una conferenza della Commissione per la salvaguardia delle risorse dell'Antartide, composta da 25 Stati e dall'Unione Europea, per dichiarare l'intera zona un parco naturale e proteggere le acque che lambiscono la calotta orientale antartica dallo sfruttamento umano. Le coppie della colonia erano più di 20 mila nel 2013, si sono ridotte oggi a 18 mila e saranno molte meno l'anno prossimo. Manca solo l'arrivo dell'uomo per dare in pochi anni ai pinguini di Adelia il colpo di grazia.

21.10.2017

LAV: da oggi #BASTASPARARE

A partire da oggi 21 ottobre la LAV è presente nelle principali città d'Italia con una petizione a sostegno di una Proposta di legge per l'abolizione della caccia e a difesa degli animali selvatici, da presentare al nuovo Governo e Parlamento, che si insedieranno verosimilmente nella primavera 2018.
Puoi firmare presso i tavoli LAV allestiti in tante città: scopri dove su www.lav.it
#BASTASPARARE: un obbiettivo semplice e chiaro, per porre fine al massacro legale di milioni di animali. Sono infatti 464 milioni l'anno, circa 500.000 ogni ora di ogni giornata venatoria, gli animali che i poco più di 600.000 cacciatori italiani sono legittimati a uccidere con il fucile, ma anche utilizzando l'arco oppure i falchi.
Un numero che non tiene conto, però, degli animali vittime della caccia “gestionale”, che indica gli interventi eseguiti per prevenire i conflitti derivanti dalla presenza delle attività umane sul territorio, e del bracconaggio, troppo spesso praticato anche da cacciatori con regolare licenza di caccia, come dimostrano diverse sentenze di condanna.
Ma non è tutto: Sono sempre di più le persone vittime dell'arroganza dei cacciatori che si vedono minacciate da potenti fucili. Come testimoniato i tre video diffusi dalla LAV (link di download video: https://we.tl/exnyGJAnqx) che riportano le testimonianze, raccolte dal giornalista Alberto Giuliani.
“Purtroppo non basta essere contrari alla caccia per fermarla, occorre l'impegno di tutti per far arrivare la nostra vastissima voce nelle Sedi istituzionali – afferma Massimo Vitturi, responsabile LAV Area Animali selvatici – firmare la nostra petizione a sostegno della Proposta di Legge per fermare il massacro venatorio (scopri dove su www.lav.it) è un passo decisivo che tutti possono fare, in pochi minuti, perché questa sia l'ultima stagione di caccia”.

15.10.2017

In Italia sempre più vegetariani

Secondo il Rapporto Italia 2016 dell'Eurispes – l'8% degli italiani ha scelto un'alimentazione “verde” nell'ultimo anno. In particolare, il 7,1% degli italiani ha eliminato carne e pesce, mentre lo 0,9% ha optato per una dieta totalmente vegetale. Il dato complessivo è in lieve aumento rispetto alla rilevazione precedente. Secondo l'Eurispes l'andamento della scelta veg negli ultimi tre anni è stato altalenante ma alla fine emerge un trend positivo. La novità principale è rappresentata dalla percentuale di vegani: chi ha scelto una stile di vita senza derivati animali e quindi, a livello di alimentazione, esclude dalla dieta anche uova, latticini e miele. Pur essendo ancora una minoranza della popolazione, i vegani apparivano in forte calo solo un anno fa.
Passando alle motivazioni, la maggior parte di chi si dichiara vegetariano o vegano, spiega lEurispes, è mosso da ragioni che hanno a che fare con la salute e il benessere. Il 30%, invece, dalla sensibilità nei confronti degli animali, mentre poco più del 12% deve la sua scelta alla sensibilità per la tutela ambientale.

14.10.2017

Gucci: stop pellicce

Oggi vi comunico una novità: Gucci ha chiuso con il mondo delle pellicce e le nuove collezioni 2018 ne faranno a meno. Il presidente della maison, Marco Bizzarri, ha parlato di un capo ormai «fuori moda» e ha rivendicato «l'impegno assoluto» di Gucci di fare «dello sviluppo sostenibile un elemento cruciale». Non solo. Ha anche promesso che il ricavato dalle vendite di pellicce di quest'anno sarà devoluto ad associazioni per la difesa degli animali.
«Essere socialmente responsabili è uno dei valori fondamentali di Gucci e continueremo a cercare di fare di più per l'ambiente e gli animali - ha aggiunto Bizzarri Gucci è entusiasta di compiere questo ulteriore passo e spera che possa contribuire a ispirare l'innovazione e diffondere consapevolezza, cambiando l'industria della moda del lusso in meglio».
Attraverso questa nuova politica, Gucci si unisce a molti dei principali marchi mondiali di moda e rivenditori - tra cui Armani, Hugo Boss, Stella McCartney, Yoox Net-a-Porter ed altri, elencati sul portale www.furfreeretailer.com.
«La decisione di Gucci cambierà radicalmente il futuro della moda - commenta Simone Pavesi, responsabile LAV - Area Moda Animal Free -. Il rispetto degli animali è sempre più radicato nei valori delle persone e i grandi nomi della moda stanno gradualmente attuando politiche di responsabilità sociale in questa direzione. Mentre la moda diventa sempre più etica, le catene di approvvigionamento che ruotano intorno agli animali saranno una cosa del passato».
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