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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

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25.2.2018

I corvi sono intelligenti

I ricercatori delle Università di Cambridge e Queen Mary di Londra, hanno fatto una scoperta curiosa: i corvi sono furbi tanto quanto gli scimpanzé soprattutto davanti al cibo. Pur di catturare una mollica di pane l'uccello le escogita tutte, compreso creare un uncino con il becco e lanciare sassolini nel punto giusto, in modo da liberare l'oggetto del suo desiderio. Tutte queste abilità finora erano attribuite solo ai nostri cugini primati. L'esperimento è stato condotto su quattro rappresentanti della specie dei corvi comuni, allevati in cattività.
In una serie di esperimenti i corvi hanno appreso velocemente a lanciare un sassolino dentro un piccolo tubo, per far crollare una piattaforma e liberare il cibo dal tunnel. Gli uccellini hanno dimostrato di saper scegliere a primo colpo, la giusta dimensione della pietra da lanciare. In un secondo esperimento hanno piegato un bastoncino di ferro per creare un uncino e ottenere lo stesso risultato: raggiungere un appetitoso verme. Ma quando non funzionava più, in una terza fase, erano pronti a cambiare strumento. «Lo studio è importante perché non era mai stato dimostrato che questa specie fosse capace di usare particolari strumenti a parte il becco per procacciarsi cibo. Queste abilità erano proprie degli scimpanzé e solo in un corvo della Nuova Caledonia chiamato Betty». Questa è la prima evidenza scientifica della capacità intuitiva dell'animale ma non si tratterebbe quindi di adattamento come si pensava per i loro parenti della Nuova Caledonia, che usano naturalmente bastoncini per estrarre le larve dai buchi. I risultati dello studio etologico sono stati pubblicati nel prestigioso Proceedings of the National Academy of Science.

24.2.2018

Cane sperduto in vetta

Oggi qui al magazine degli animali vi presento una storia da libro cuore.
Tutto parte da una foto quasi surreale che aveva fatto il giro dei social: un cane solitario e sperduto su una vetta innevata, ad oltre 2400 metri d'altezza.
Questa storia incredibile viene dall'Abruzzo, dai Monti della Laga, ed è stata resa nota dall'Ente Parco nazionale del Gran Sasso. Tutto parte da un escursionista che il 4 febbraio scorso stava salendo al Pizzo di Moscio, 2411 metri di altezza, nel comune di Valle Castellana (Teramo). Sulla vetta innevata, vicino alla croce di ferro incrostata di ghiaccio, in lontananza vede un cagnolino solo, senza collare. L'escursionista lo ha fotografato e ha postato la foto sulla pagina Facebook del Parco nazionale che ha lanciato sui social un appello al padrone, ma intanto i Carabinieri sono partiti per ritrovare l'animale. Dopo alcune battute infruttuose, sono riusciti a rintracciarlo: è un maschio di razza lagotto romagnolo, molto spaventato e debilitato, senza microchip. Il cane è stato rifocillato, visitato dal veterinario e portato al canile di Castelbasso di Castellalto (Teramo). Non avendo microchip, è considerato «cane vagante» e può essere adottato.
Se volete vedere La foto di questo amorino

18.2.2018

Wolkswagen: stop esperimenti su animali

Volkswagen rinuncerà del tutto a fare esperimenti sugli animali. È quello che ha affermato Thomas Steg, procuratore generale del colosso di Wolfsburg, alla Bild, il tabloid che ha riportato in Germania il caso delle scimmie sottoposte alle emissioni di gas di scarico negli Usa. «Vogliamo escludere del tutto i test sugli animali per il futuro», ha affermato Steg. Già nelle prime ore dopo la diffusione delle notizia da parte del New York Times, poi ripresa dai media tedeschi, il presidente del Consiglio di sorveglianza di Volkswagen Hans Dieter Poetsch aveva definito i test «in alcun modo accettabili» e aveva aggiunto: «in nome di tutto il consiglio di sorveglianza, prendo le distanze con tutte le forze da pratiche del genere. Farò tutto il possibile perché vi sia un'indagine completa sulle procedure. E chi ha la responsabilità ne risponderà».
Il caso dei test sugli esemplari giavanesi è diventato ancor più eclatante, però, con la rivelazione degli studi promossi dalla società di ricerca dei colossi dell'auto tedesca Eugt sugli esseri umani. Una ricerca su 25 persone effettuata con la collaborazione dell'università di Aquisgrana, che ieri ha difeso la ricerca, affermando che fosse concepita per la tutela dei lavoratori.

17.2.2018

Sepoltura canina di 14.200 anni

Sapete da quando il cane è il miglior amico dell'uomo? Forse non sapevate che questo sodalizio dura sin dall'Età della pietra.
A testimoniarlo è la scoperta fatta dai ricercatori dell'Università di Ghent sul cane sepolto nel sito di Bonn-Oberkassel, in Germania, pubblicata sulla rivista scientifica Journal of Archaeological Science.
Si tratta della più antica testimonianza di sepoltura canina di 14.200 anni fa, ed indica che esisteva un legame e un rapporto di cura fra uomo e animale anche quando quest'ultimo non era in grado di aiutarci. Questi resti del cane sepolto indicato infatti che l'animale era affetto da malattie debilitanti, ed è stato più volte curato.
Le prime tracce di convivenza risalgono ad almeno 32 mila anni fa. Ma finora non esistevano prove di un rapporto «adottivo» e di affetto disinteressato, fatto di attenzioni e premure. Si è sempre parlato piuttosto di una convenienza e sfruttamento, dove uomo e cane avevano trovato un vantaggio comune a stare insieme. Tornando al cane di Bonn-Oberkassel si sa che morì a soli 7 mesi. Aveva serie lesioni del cavo orale e soffriva di cimurro canino, una malattia infettiva di origine virale che provoca disturbi del sistema nervoso. la sepoltura congiunta indica senz'altro un legame speciale riconosciuto dalla comunità della Pietra.
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