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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

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18.7.2014

Parto. Lo lascio in pensione?

Oggi rispondiamo a Silvia che ci scrive perché tra poco partirà per un viaggio e lascerà il suo Golden di 4 anni per due settimane in pensione. Ci chiede come fare per far si che soffra il meno possibile non avendolo mai lasciato senza un membro della famiglia. La parola a Daniela Lisi.
"Cara silvia, il primo consiglio che mi viene in mente è di trovare una di quelle pensioni dove tengono i cani tutti insieme. Ti spiego: ci sono alcuni posti che decidono, previa selezione dei cani, di tenerli tutti insieme in modo che possano socializzare, giocare o anche semplicemente farsi compagnia durante l'assenza del proprietario.
Ribadisco: previa selezione, perché è ovvio che se un gruppo di cani deve convivere per diversi giorni occorre essere sicuri che non si creino degli scontri all'interno. Quindi devi in primis essere sicura che il tuo cane sia socievole e non aggressivo con gli altri.
Se non dovessi trovare questo tipo di pensione ma una di quelle con i classici box, prima di tutto devi assicurarti, vista la stagione, che siano box coibentati e chiedi di vedere dove vengono tenuti i cani, mi raccomando!! Nel momento in cui ti accerti che si tratta di una buona pensione l'ideale sarebbe abituarlo qualche giorno prima al box. Molte pensioni lo fanno. Questo perché il cane in questo modo inizierà a conoscere l'ambiente a restare solo prima per un'ora, poi per 2 e così via.. Io personalmente ritengo che l'abituazione al box sia un passaggio importante per far si che il cane non soffra.
Oltre a questo il giorno in cui lo lascerai porta con te il suo gioco preferito, se riesci la sua cuccia o coperta e anche qualche tuo indumento.. in modo che possa sentire anche il tuo odore all'interno del box.
Ovvio è che questi sono solo piccoli accorgimenti.. se la pensione è buona e il cane viene trattato bene, di sicuro sentirà la tua mancanza, ma molto probabilmente non soffrirà così tanto come credi. Fammi sapere!"
Se anche voi volete qualche informazione sull'educazione del vostro amico, scrivete a prontofido@porontofido.net

17.7.2014

Il gatto addomestica se stesso

I gatti riconoscono la voce dei propri padroni, ma semplicemente la ignorano. Secondo uno studio dell'Università del Giappone, infatti i gatti avrebbero questo atteggiamento a causa del modo in cui si sono evoluti. Loro sono infatti in grado di «addomesticare» sé stessi e quindi non hanno avuto bisogno di basarsi sui comandi umani. Lo studio dimostra dunque che questi animali non rispondono ai propri proprietari perché non hanno avuto necessità degli umani durante il processo evoluzionistico.
Dagli esperimenti condotti da Atsuko Saito è emerso che i gatti, di fronte a una chiamata del loro padrone, muovevano la testa nella direzione della voce e drizzavano le orecchie. Tuttavia, sceglievano di non rispondere. «Quando erano chiamati da estranei - precisano gli scienziati - si mostravano tuttavia ancora meno reattivi». Lo studio ha testato le reazioni di una ventina di gatti, analizzando le risposte misurando movimenti, vocalizzazione e dilatazione degli occhi. L'indifferenza del gatto risiederebbe nella primissima domesticazione della specie. «Storicamente, i gatti a differenza dei cani sembrerebbero non essere stati addomesticati per obbedire agli esseri umani. Piuttosto sembrano loro a prendere l'iniziativa nell'interazione uomo-gatto».
Evviva il gatto

16.7.2014

UMBRIA & FRANCESCO'S WAYS

Un'estate bestiale per non lasciare a casa i propri animali domestici e regalare loro una vacanza indimenticabile all'insegna della natura e dell'avventura in Umbria sulla Via di Francesco. E' questa la proposta turistica del Consorzio Umbria&Francesco's Ways che partecipa al progetto “Assisi Pet-Friendly”, in collaborazione con il FAI – Fondo Ambiente Italiano e i frati del Sacro Convento di Assisi, oltre a Regione Umbria,
Un vero e proprio “dog parking” all'interno del Bosco di San Francesco, dove alcune comode cucce permettono ai turisti e ai pellegrini in visita ad Assisi di far riposare il proprio amico a quattro zampe all'ombra dei secolari alberi della “selva”. Un progetto innovativo e dall'enorme portata: perché è la prima volta che una città accoglie i pellegrini con il cane al seguito, dal momento che solitamente gli animali non possono entrare nei luoghi di culto.

Viaggiare con il proprio animale diventa così davvero facile grazie a questo spazio realizzato su misura, metterà a proprio agio i nostri amici senza costringerci a separarci da loro durante le vacanze estive. Fido potrà infatti accoccolarsi e riposare in una comoda cuccia tutta per lui e avere a disposizione la sua ciotola per bere e per mangiare, mentre noi visitiamo la città di San Francesco in tutta tranquillità.
Infine, se si sceglie l'Umbria come meta, all'interno della seconda edizione della guida “La Via di Francesco”, a cura di Edizioni San Paolo, si trova una sezione dedicata a consigli e suggerimenti per il benessere del cane lungo il cammino e una selezione di strutture ricettive dog-friendly dove i pellegrini e i turisti in vacanza con il proprio amico potranno soggiornare in hotel con tutti i servizi dedicati apposta per loro.

15.7.2014

Elefanti catturati in Thailandia

Secondo un recente rapporto stilato da Traffic, in Thailandia e in Myanmar molti elefanti vengono catturati illegalmente per poi essere venduti nel settore turistico.
Secondo l'organizzazione non governativa specializzata nel monitoraggio del commercio della fauna selvatica, in soli due anni sono stati catturati senza i permessi necessari tra 79 e 81 elefanti selvatici,
Come spiegato nel rapporto, in Myanmar gli elefanti addomesticati sono usati per radunare gli animali selvatici in «recinti-trappole» in cui i membri più anziani sono spesso uccisi ed i giovani, che hanno un valore più alto, vengono presi e poi trasportati in zone al confine con la Thailandia, addomesticati e messi a lavorare nei villaggi turistici e negli alberghi.
Per fermare il fenomeno, dal febbraio 2012 il governo thailandese ha compiuto un giro di vite, esaminando più dettagliatamente l'autenticità della documentazione circa gli elefanti in cattività, ma - secondo l'associazione - non ha ancora «sostenuto le necessarie modifiche legislative per consolidare i passi avanti»: le sanzioni per chi trasgredisce la legge sono molto bassi e «tristemente insufficienti per fungere da deterrente».
Noi siamo dalla parte degli elefanti e vi terremo informati
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