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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

Tutti gli argomenti già trattati

5.12.2013

Pericolo cibo!

Qui al Magazine degli animali ne abbiamo già parlato, ma oggi vogliamo ribadire il concetto che è corretto e salutare dare al nostro cane solo prodotti pensati per lui.
Vediamo quindi insieme alcuni dei cibi più pericolosi.
Il cioccolato, le bibite ed il caffè contengono delle sostanze dette metilxantine che possono causare vomito, diarrea, iperattività, alterazioni del ritmo cardiaco e persino, nei casi più gravi il decesso dell'animale. Un altro elemento addirittura fatale è l'alcool. Dobbiamo a questo proposito ricordarci che l'alcool è presente anche in molte ricette: dalla zuppa inglese ai babà. Quindi riassumendo proibiti in assoluto per lui gli alcolici, il cioccolato ed il caffè.
Ma non è tutto: tutte le parti dell'avocado contengono persina, che causa vomito e diarrea ai cani. Ancora più pericolosa è l'uva, sia fresca che passa insieme alle noci macadamia che possono addirittura causare un blocco renale.
Non è finita: carne e uova crude sono da evitare perché possono ospitare batteri nocivi. E per finire, sono pericolosi solo se ingeriti in quantità rilevanti,
il sale, il latte, le cipolle e l'aglio. Morale: oltre agli snack dolci per le persone, vanno evitati anche quelli salati. Se volete rileggere e magari prendere nota di tutti i prodotti proibiti per il nostro amico: www.prontofido.net

4.12.2013

La storia di Becco di Rame

Questa è una storia molto dolce adatta a questo periodo:la protagonista è un'oca che vive con il becco di rame, dopo che il suo le era stato staccato da una volpe con un morso, ebbene questa storia diventa una bellissima fiaba di Natale e, probabilmente anche il personaggio di una serie illustrata per bambini i cui incassi serviranno a sostenere il recupero di animali selvatici.
L'idea è dello stesso veterinario che salvò il pennuto nel febbraio del 2012 applicandole sul becco una protesi in rame unica al mondo. E «Becco di rame» si chiamerà anche il personaggio della fiaba di Natale, che poi è la sua vera storia: tutto è successo una notte, al termine dell'inverno, l'oca per difendere i propri amici, si scontra con una volpe che voleva aggredirli. Ma nella lotta la volpe riesce a strappare parte del becco dell'oca.
Il resto è cronaca, con la realizzazione della protesi e l'intervento del veterinario. Così l'oca non solo si salva ma rafforza il proprio carattere e la fiducia in sé stessa. Proposto come mascotte delle Paraolimpiadi di Rio del 2016 «Becco di Rame», è protagonista «di una storia non solo vera, ma anche avvincente e soprattutto ricca di valori, come il rispetto della vita, l'amicizia, la condivisione, la solidarietà, il legame animale-uomo, la pet-terapy e tanti altri ancora».
E con questa storia super dolce è tutto.

3.12.2013

Cina: conigli d'angora spellati vivi

Come ben sappiamo noi donne l'angora è un tipo di lana molto richiesta che viene prodotta con il pelo del coniglio d'angora, un batuffolo bianco, morbido e molto sensibile. Pochi sanno però che la pelliccia viene strappata agli animali mentre sono ancora perfettamente coscienti. Una procedura brutale, denunciata dall'associazione animalista Peta in Germania. Il video ripreso in un allevamento cinese fa rabbrividire. E dopo l'indignazione generale le grosse case di moda corrono ai ripari.
L'organizzazione Peta ha documentato il video delle crudeltà compiute sui conigli d'angora in alcuni allevamenti in Cina da dove arriva questa preziosa fibra, prodotta per le grosse aziende d'abbigliamento europee, spesso catene di moda a basso prezzo. La Cina è infatti il più grande produttore di lana d'angora del mondo. Sempre in Cina vengono prodotte oltre 4 mila tonnellate di pelliccia all'anno. Ora, dopo il video-choc che ha fatto il giro di Internet, i colossi H&M e C&A hanno comunicato di rinunciare ai vestiti con pelo di conigli di angora. I maglioni o le sciarpe ancora presenti sugli scaffali continueranno ad essere venduti, ma «i clienti potranno cambiarli con un altro capo».
Nel frattempo altre case concorrenti prendono le distanze e si dicono pronte a rinunciare alla lana di coniglio d'angora. Una ritirata solo temporanea, perlomeno fino a quando non sarà fatta piena luce sulla vicenda. Nel filmato rubato da Peta Asia si vedono i conigli allevati in gabbie sporche, in mezzo alla spazzatura, e infine sottoposti più volte in un anno a una tosatura con metodi crudeli. Durante la procedura gli animali sono ancora coscienti mentre vengono legati con una corda al soffitto o immobilizzati su un cavalletto per strappare loro di dosso, nel vero senso della parola, la preziosa pelliccia.
Quindi da oggi facciamo attenzione ai capi con lana d'angora. Ed è tutto

2.12.2013

Farmaci per animali 5 volte più cari di quelli umani

Stessa molecola e stesse dosi, ma perché il farmaco per gli animali può costare anche cinque volte più di quello destinato alle persone? Non è tutto: per legge il veterinario non può prescrivere il farmaco umano se ce n'è uno per cani e gatti. Vogliamo saperne di più, ecco perché ci colleghiamo con il dottor Emanuele Minetti medico veterinario a Milano
In effetti i medici veterinari non possono prescrivere farmaci ad uso umano se esiste l'omologo veterinario e nel nostro settore il farmaco generico non ha differenze di prezzo significative. Nella realtà in pratica succede che i proprietari rinuncino alla prescrizione veterinaria e si procurino il medicinale in qualche altro modo, spesso facendoselo prescrivere per sé (od utilizzando pericolosamente i farmaci che sono in casa).

Però noi i medici veterinari siamo molto cauti, perché il paziente animale richiede competenze professionali e sperimentazioni dedicate: tra farmaco veterinario ed umano ci possono essere grosse differenze non subito identificabili. Anche la via di somministrazione può fare la differenza ed a volte la soluzione terapeutica che è stata pensata per l'uomo può non avere uguale efficacia terapeutica nel paziente animale. Ci sono anche situazioni in cui gli eccipienti nel farmaco veterinario sono stati appositamente studiati per favorirne la palatabilità e quindi l'assunzione orale. Per non parlare degli aspetti di metabolizzazione che nel cane o gatto possono differire di molto rispetto alla persona.
Altri casi invece sono piuttosto scandalosi per inspiegabile differenza di prezzo senza vera motivazione.
Ottenere le medicine, in particolare gli antibiotici, attraverso il circuito destinato alla salute umana significa non riuscire a controllare i dati sulla farmaco-resistenza e di conseguenza sulle nuove patologie che si stanno sviluppando tra gli animali, non solo quelli da affezione ma quelli destinati all'alimentazione umana.
A questi controlli la Comunità europea sta destinando cifre importanti e se non scoraggiamo questo fenomeno rischiamo di perdere il controllo sui germi che sviluppano resistenze ai farmaci (antibiotico resistenza)
Però non possiamo non fare un appello accorato alle multinazionali del farmaco che detengono quasi tutto il mercato: cambiate strategia, cambiate la distribuzione del farmaco veterinario, impegnatevi in prima linea affinchè i vostri e nostri clienti (sono milioni di persone in Italia) possano accedere ai farmaci pagando prezzi logici e non scaldalosamente elevati. A mio parere ne sarete premiati in poco tempo.
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