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Il magazine degli animali

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13.1.2014

Allergia al pelo del cane

Oggi rispondiamo ad una mail di Ivan e Valentina che hanno scritto al nostro indirizzo perche' da qualche giorno hanno saputo che il figlio di 16 mesi e' allergico ai cani e avendo Pablo, un meticcio del quale sono innamorati da 6 anni, chiedono un parere professionale, e chi meglio del dr. Emanuele Minetti medico veterinario a Milano?
Buongiorno dr. Minetti
"Buongiorno, esiste un prodotto ad uso esterno da appplicare sul mantello del cane per renderlo molto meno “allergizzante” nei confronti dell'uomo ed esso si può usare frequentemente senza danno per l'animale. Non si può pensare che dia un risultato del 100% ma diminuisce la carica inalante di allergeni che scatenano la reazione clinica.
In realtà bisogna vedere se il bambino è solamente con gli esami anticorpali positivi senza sintomi clinici rilevabili, se sono presenti altre sostanze cui egli è allergico, se risponde alle terapie.
Le dico questo perché il suo bambino è davvero molto piccolo come età e trovare anticorpi non significa sempre malattia o che sia proprio il cane la fonte primaria del suo problema: può infatti essere solo che sta “costruendosi” il suo bel sistema immunitario e che è in una fase tumultuosa e complicata.
Non entro oltre nel merito direttamente, mi permetto comunque di consigliarle un secondo consulto presso altro allergologo-immunologo, magari in una clinica specializzata di referenza universitaria specifica pediatrica.
E per ora lasci il cane in giardino e comperi lo shampoo lozione per il cane. Buon anno."
Grazie al dr. Emanuele Minetti vice presidente dell'ANMVI Lombardia e veterinario a Milano. Vi ricordo che per avere un suo consiglio potete scrivere alla sezione del veterinario su www.prontofido.net

10.1.2014

Mangia solo col guinzaglio

Daniela Lisi, educatrice cinofila, risponde ad una mail inviata alla redazione di Prontofido:
"Oggi rispondiamo ad una mail un po' strana, quella di Claudio, che ci chiede come mai il suo cane mangia solo se ha il guinzaglio al collo.
Devo dire che si tratta di una domanda un po' strana alla quale non c'è una risposta da manuale da poter dare. Posso dire a Claudio quello che penso di questa situazione:
premetto che i nostri cani hanno diversi metodi di apprendimento tra cui quello classico, mediante il quale il cane impara cose che noi non gli insegniamo. Ad esempio: ha imparato che ogni volta che prendiamo le chiavi di casa si esce; ogni volta che prendiamo il guinzaglio si esce etc.. etc... Questi sono tutti comportamenti che il nostro cane ha appreso perché ogni volta la conseguenza è stata sempre la stessa, uscire.
Con questo quello che intendo dire a Claudio è che, molto probabilmente, prima di dare da mangiare al cane ha compiuto delle azione che solitamente compie prima di uscire di casa, quindi il suo cane ha associato alla pappa l'uscita del padrone. Il fatto di avere il guinzaglio al collo per il cane può significare che anche lui uscirà con Claudio quindi si sente più tranquillo e a quel punto mangia.
Non sono sicura che la causa sia questa, quello che posso consigliare a Claudio è di fare attenzione a quello che fa e ai suoi comportamenti e se effettivamente è così come dico, di provare a cambiarli".
Scrivete alla nostra redazione per avere consigli di educazione cinofila da Daniela Lisi


9.1.2014

Niente infarto grazie a micio

Un nuovo recentissimo studio scientifico americano basato su dati governativi degli anni 80, rivela che la presenza di un gatto in casa riduce il rischio di infarto di quasi il 35%. La ricerca è durata una decina di anni e si è basata su una grande indagine condotta dal governo statunitense su 4.235 soggetti fra i 30 e i 75 anni.
L'analisi delle cause di morte nel decennio successivo all'indagine avrebbe evidenziato una probabilità di attacco di cuore nei soggetti proprietari un gatto, inferiore alla media di almeno il 30%.
Il significato di questi numeri è legato ad alcuni fattori scatenanti le malattie cardiovascolari: lo stress e l'ansia infatti favoriscono l'insorgere di patologie cardiache e la presenza di un gatto domestico tende a rilassare il padrone.
Comunque, non essendoci una ricerca già realizzata, anche la presenza dei cani favorirebbe la stessa identica riduzione dei rischi di infarto.

8.1.2014

Se Fido arriva dal canile (seconda parte)

Un cane adulto adottato dal canile ha bisogno di almeno 30 – 40 giorni di “adattamento” prima di mostrare il “vero” comportamento. Ciò significa che durante il primo mese di convivenza la famiglia dovrà prestare molta attenzione al comportamento del nuovo arrivato. Da una ricerca effettuata sottoponendo circa 200 cani adottati da differenti canili ad una visita comportamentale, è emerso che i principali comportamenti lamentati sono: le paure (fobie rivolte agli esseri umani, ai rumori, agli oggetti, agli altri cani), il comportamento di aggressione e gli attacchi di panico in assenza dei proprietari (con vocalizzi, distruzioni, minzioni e defecazioni). Secondo uno studio realizzato in Francia, il principale motivo di abbandono sono proprio i problemi comportamentali! Il proprietario può chiedere consiglio al Medico Veterinario comportamentalista che, durante la visita pre – adozione, potrà dare informazioni in relazione alla razza, alla taglia, all'età e all'introduzione del cane nella nuova famiglia.
Sabrina Giussani, Medico Veterinario che si occupa di Medicina del Comportamento.

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