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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

Tutti gli argomenti già trattati

9.10.2013

I pinguini scelgono i compagni di pesca

Qui al magazine degli Animali oggi parliamo di pinguini e del loro modo di pescare.
Da uno studio condotto sui pinguini che vivono al largo di Melbourne in Australia si è arrivati alla conclusione che i pinguini selezionano molto attentamente i compagni con cui partire in lunghe spedizioni di pesca, anziché creare gruppi a caso.
Lo studio è stato condotto dal famoso biologo dei pinguini di Philip Island, lo studioso ed il suo gruppo di ricerca hanno tenuto sotto osservazione piccoli pinguini minori durante le stagioni di riproduzione usando microchip, e hanno constatato che i pinguini partono per pescare e tornano sempre con gli stessi compagni di pesca.
Però i più anziani e i più giovani, che non sono dei buoni pescatori, non vengono mai scelti per andare a pescare.
Questo particolare comportamento cambia nelle stagioni in cui la pesca è maggiore momento in cui i pinguini tendono ad attraversare la spiaggia in gruppo, ma poi pescano ognuno per conto proprio.


8.10.2013

Scene di animali morti nel film

Una pecora crocifissa, un agnello decapitato oltre a cani impiccati. Siete scioccati? Anche la Lav, ecco perché ha presentato un esposto alla procura di Roma nei confronti della Lucky Red per queste immagini di animali morti presenti nel film ''L'arbitro'' di Paolo Zucca, interpretato da Stefano Accorsi. La Lav ha precisato che la decisione e' stata presa dopo che la casa di produzione cinematografica non ha risposto alle richieste di chiarimento sulla provenienza degli animali utilizzati.
La Lav ricorda, infatti, che se gli animali fossero stati uccisi appositamente per la scena, questo configurerebbe la violazione dell'articolo 544 bis del Codice penale, con la pena di reclusione da quattro mesi a due anni per chi ha organizzato e promosso il film; oltre alla reclusione e' prevista una multa fino a 15mila euro. ''La violenza sugli animali esiste e rappresentarla non e' uno scandalo ma e' un reato commissionarla ed eseguirla per un film - sottolinea Gianluca Felicetti, presidente Lav - speriamo che le case cinematografiche finalmente adottino un Codice di comportamento controllato da parti indipendenti che eviterebbe usi e abusi degli animali''.

7.10.2013

Atteggiamento lesivo?

Oggi qui al Magazine degli animali parliamo di un argomento alquanto complesso: l'atteggiamento lesivo. Portare gli animali in ufficio è giusto per loro, quali sono gli accorgimenti da attuare?
A questa domanda così articolata risponde Emanuele Minetti, medico veterinario a Milano
"Se n'è discusso quest'estate sui media nazionali.
Fodamentale è conoscere la trasformazione del rapporto uomo-cane nei secoli che è legata alla modificazione della struttura sociale-economica degli uomini della società.
Ricordiamo brevemente i passaggi evolutivi principali dal primo incontro tra l'homo sapiens ed il lupo, che la ricerca inserisce tra i 100.000 e i 50.000 anni orsono, e le conseguenti modificazioni filogenetiche che porteranno dal lupo al cane:
a) interazione arcaica: si basa sul mutuo vantaggio, sulla possibilità da parte dell'animale di trovare più facilmente del cibo, ntre per l'uomo di aumentare la sicurezza del gruppo con la vigile presenza dell'animale;
b) interazione economico-funzionale: coincidono la "domesticazione" da parte dell'uomo allevatore-agricoltore e la trasformazione del cane in soggetto da lavoro e/o da utilità; da qui inizia la creazione delle razze, con importanti differenze morfologiche e comportamentali (caccia, conduttori di greggi, guardiani di armenti, ecc.); purtroppo la visione dell'uomo nei confronti del cane è basata sul meccanicismo, cioè cane in quanto automa;
c) interazione zooantropologica: con il progressivo spostamento delle attività produttive dalla campagna alla città il cane è sempre di più un animale da compagnia, dove viene rispettata la sua alterità e favorite le sue potenzialità cognitive, allontanando la deriva antropoformizzante che spesso caratterizza la relazione.

La risposta quindi alla domanda iniziale è assolutamente affermativa, proprio per questo bisogno di collaborazione stretta tra uomo e cane, di condivisione delle esperienze con il proprietario , aspetti relazionali che hanno permesso la coevoluzione tra uomo e cane.
Ma ad alcune condizioni importanti di base:
a) la società deve "permettere" il binomio; facilitazioni di spostamento sui mezzi pubblici, favorire l'entrata dei cani nei pubblici uffici, creazione di aree ricreative per cani da parte delle istituzioni, ecc.
b) un rispetto dei fabbisogni comportamentali dei cani: uscite nelle aree ricreative per l'attività fisica e ludica nei momenti di pausa lavorativa; un apprendimento preventivo del gioco della "copertina", strumento che rinforza lo stato di calma del cane e delimita la sua zona di riposo, da porre nella stanza di ufficio; un corretto rifornimento in cibo ed acqua.
Il cane ci deve insegnare che i tempi non sono quelli nevrotici ed incalzanti del terzo millennio, ma che si può alternare una pratica di ufficio con una carezza o con uno sguardo d'intesa."

5.10.2013

La coda delle lucertole ha un cervello

E' risaputo che le lucertole in caso di emergenza perdono la coda per distrarre i predatori. Ma, quello che ancora non si sapeva è che la coda, una volta staccata, non solo si muove secondo movimenti ripetitivi, ma si esibisce in vere e proprie "performance acrobatiche", come guidata da un proprio "cervello".
Recentemente, a scoprire i movimenti complessi della coda di gechi e lucertole ci hanno pensato due scienziati che hanno esaminato per la prima volta il rapporto che esiste tra i diversi tipi di mosse e l'attività muscolare della coda.
La ricerca è stata poi pubblicata nella rivista Biology Letters, ed è significativa anche perché potrebbe aprire una nuova fase nello studio sugli effetti delle lesioni nella spina dorsale negli uomini. "Il repertorio dei movimenti della coda nei rettili è altamente sofisticato e include capriole, salti e balzi di oltre tre centimetri in lunghezza".
Per quanto riguarda l'origine dello stimolo di queste piroette il ricercatore la sta ancora indagando. "La spiegazione più plausibile - ha aggiunto nella sua ricerca - è che sulle appendici di questi animali si trovino dei sensori che spingono la parte corpo staccata a muoversi autonomamente, saltellando in una certa direzione piuttosto che in un'altra".
E sulla coda delle lucertole è tutto.

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