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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

Tutti gli argomenti già trattati

28.2.2013

Sea Shepperd contro baleniere

È di nuovo battaglia a sud dell'Australia tra la flotta degli eco-guerrieri e i balenieri giapponesi. Ma ecco i fatti: dopo una serie di pattugliamenti, i cosiddetti «pirati verdi» dell'associazione Sea Shepherd hanno localizzato i pescatori giapponesi. Due navi hanno intercettato l'unità che doveva rifornire di carburante la baleniera nipponica e con una serie di manovre sono riuscite a impedire l'aggancio, costringendo così la petroliera a tenersi lontana. Un'azione che potrebbe avere serie conseguenze sulla campagna di caccia in quanto la baleniera può restare a secco.
I vertici della Sea Shepherd non hanno nascosto la loro soddisfazione per i risultati ottenuti fino ad oggi, ed hanno dichiarato «Abbiamo inferto un duro colpo ai pescatori giapponesi».
Altre navi sono impegnate nella sfida. I nipponici ne hanno inviate quattro, altrettanto ha fatto la Sea Shepherd che, quest'anno, ha acquisito un nuovo battello.

27.2.2013

La strage dei delfini

Oggi qui al magazine degli animali parliamo della malattia misteriosa che sta uccidendo i delfini e sono già 45 gli animali morti dall'inizio di gennaio. Le prime indicazioni - riferisce il ministero dell'ambiente- fanno pensare che i delfini siano vittime di infezioni batteriche.
L'ultima vittima, una cucciola di delfina di circa un anno, aveva appena finito lo svezzamento e quando è stata recuperata era digiuna da giorni quindi molto debilitata, era anche infestata da parassiti, ferite e diverse malattie che le impedivano di nutrirsi. I veterinari del ministero dell'Ambiente ritengono che in queste condizioni la delfina non sarebbe comunque sopravvissuta.
Ma per quanto riguarda la moria di questo periodo, la causa più probabile potrebbe essere, come dicevamo, di natura infettiva, Per questo motivo nelle prossime settimane i ricercatori approfondiranno l'eventuale presenza di virus e l'eventuale fioritura di alghe anomale. Sono attesi anche dati certi che confrontino le conoscenze sulle correnti marine con i dati meteo-marini degli ultimi mesi e la situazione su eventuali spiaggiamenti avvenuti in Francia e in Spagna, così da ricostruire un quadro complessivo della situazione.

26.2.2013

Micio poco affettuoso. Meglio una compagna?

Alla pagina del veterinario di prontofido@prontofido.net Paola ha scritto: “Ho un gatto di 5 anni tigrato rosso molto giocherellone ma non molto affettuoso. Essendo fuori casa gran parte della giornata pensavo di prendere una micina che gli facesse compagnia.
E' meglio un cucciolo o posso anche provare con una micia della sua età?” Risponde il dottor Emanuele Minetti medico veterinario a Milano e collaboratore storico di Prontofido.
"La decisione di mettere due gatti nello stesso spazio può essere tanto positiva quanto negativa, e questo per ambedue.
Tralasciando le ovvie considerazioni di ordine medico (evitare di portare a casa gatti non testati per le malattie infettive e negativi di sicuro, non sverminati, non vaccinati, non trattati per i parassiti esterni, eccetera) dobbiamo anche cercare di stare dalla loro parte.
Quindi se lei sta pensando ad un nuovo animale per cambiare ed addolcire il carattere di quello che già vive con lei non penso sia una scelta ottimale che parte dalla visione "gattesca" della situazione. Si deve infatti sempre pensare al benessere dei gatti senza umanizzarli e senza definire sofferenze da colmare (solitudine) che probabilmente non esistono affatto.
Quindi cercare una soluzione ad un problema che magari non c'è coinvolgendo un'altro gatto ad oggi sconosciuto mi pare azzardato. Infatti le cose potrebbero anche peggiorare e manifestarsi dei reali problemi di convivenza.
Se invece vuole adottare un'altro gatto per fare del bene la cosa mi piace di più, e se poi per caso andranno d'accordo, se si vorranno bene, se stando insieme sarann più affettuorsi e sereni sarà un di più rispetto al dare una nuova vita ad un animale senza futuro.
Come vede le cose non sono facili come magari sembra all'inizio.
Cari saluti
Dr Emanuele Minetti - Milano"

25.2.2013

Basta pellicce nei capi per bambini

Alla Lav si battono da sempre contro le pellicce, per questo hanno fatto analisi a tappeto scegliendo a caso cinque capi d'abbigliamento per bambini ma con un solo criterio: che ci fossero inserti di pelliccia. E che fossero di marche note e diffuse.
Ed ecco i risultati di laboratorio: quei giubbotti, giacche, piumini, tutti per i più piccini dai 18 mesi ai 12 anni erano pieni di sostanze tossiche. Questo li ha spinti a lanciare un allarme nazionale e a chiedere l'intervento del ministero della Sanità per il ritiro dal mercato di quei capi di abbigliamento.
Hanno nomi difficilmente pronunciabili i veleni trovati nelle pellicce dei vestiti per bambini. Il peggiore è il noninlfenolo etossilato, che è anche l'unico normato a livello europeo. Non ci sono infatti limiti per il cromo o l'alluminio, la formaldeide o il pentaclorofenolo. «Ma è come se si desse ai propri bambini un cucchiaino di veleno», ha spiegato Alessandro Spaldoni, medico dell'istituto per la certificazione ambientale. E ha aggiunto: «Molti di questi inserti di pelliccia sono dentro i cappucci e circondano il viso del bambino. Molti di questi veleni sono possibili agenti cancerogeni».
Gianluca Felicetti, presidente della Lav ha aggiunto "Vorremmo che almeno nei vestiti per bambini non venissero utilizzate le pellicce". guardate l'immagine di un tenerissimo cane procione su www.prontofido.net largamente usato proprio per gli inserti di pelliccia per bambini.
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