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Il magazine degli animali

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4.12.2012

Cappottino si o cappottino no?

Sono Marcella, le scrivo perché non so decidermi se far indossare al mio cane, un beagle di 10 anni, il cappottino per proteggerlo dal freddo. Non ho mai usato protezioni antifreddo per i miei cani, ma adesso che il mio Arturo ha dieci anni e siamo in pieno inverno mi pongo il problema e le giro la domanda. Grazie. Risponde il dottor Emanuele Minetti, Medico Veterinario a Milano.
"Il probema di usare cappottini e/o impermeabili per i nostri cani è spesso dibattuto. L'unico modo per venirne a capo è usare il buon senso e porsi alcune domande.
1: dove vive il mio cane? se vive in casa al caldo durante i mesi freddi in una zona fredda è ovvio che quando esce il mantello non sarà sufficiente a tenere perfettamente al caldo il suo corpo. Questo perchè nei cani urbani e che non vivono all'aperto il manto non diventa mai davvero "invernale" ma resta una via di mezzo, diciamo autunnale, perchè esso dipende dalle
condizioni climatiche.
2: di che razza è il mio cane? è ovvio farsi questa domanda perchè a seconda della razza il manto e la capacità di resistere alle intemperie è ben diversa. Cani come il Siberian Husky di certo avranno comunque meno problemi di un Carlino.
3: quanti anni ha il mio cane? andando avanti con l'età avanzano anche i malanni, e si è pure meno resistenti alle malattie infettive in generale. Evitare sbalzi di temperatura, grandi bagnate, etc, è cosa consigliabile nei senior.
4: il mio cane ha qualche malattia? ovviamente se un cane è malato deve essere ulteriormente protetto, tanto più se è malato ed anziano. In realtà la regola del buon senso come detto deve prevalere insieme al consiglio del veterinario curante che ben conosce il vostro animale.
Come anche è chiaro che non esiste una regola applicabile sempre e comunque a tutti i cani.
Esiste però da tenere presente che la voce del veterinario sarà sempre verso la prevenzione e la cura delle malattie e mai verso un approccio estetico al problema: se vogliamo mettere un bel vestitino al nostro cane perchè ci piace farlo, ci piace fare bella figura, ci pace agghindarlo ricordiamoci che:
1- al cane non interessa per niente
2- tutto ciò che è inutile può diventare anche nocivo
3- la bella figura la si fa di più rispettando l'animale invece che umiliarlo con cretinate in stile hollywood.
Cari auguri a tutti. Emanuele Minetti


3.12.2012

Origine del nome Carlino

Tatiana da Milano ci ha scritto: perchè il Carlino si chiama così? Dopo esserci informati ecco la risposta: il nome con cui questa razza canina è conosciuta in Italia (in altri paesi viene chiamato in vari modi) è legato a quello di Carlo Antonio Bertinazzi, un attore italiano di teatro vissuto nel 1700.
Durante una tournee in Inghilterra l'artista conobbe per caso questo cane e se ne innamorò al punto da richiederne un esemplare come compenso per le sue esibizioni.
Resta il dubbio se il termine Carlino derivi da primo nome di battesimo dell'attore dal personaggio del Carlin, una delle sue più famose interpretazioni al culmine della carriera) o dal fatto che la mascherina nera che caratterizza il muso dell'animale sia molto simile a quella indossata da Arlecchino, il celeberrimo personaggio che proprio questo attore fece conoscere al grande pubblico nelle sue performance.

30.11.2012

Ambra morde tutti

Oggi rispondiamo ad Alessandra che ci scrive perché da qualche tempo tutti coloro che le si avvicinano rischiano di essere assaliti o morsi dalla sua cagnolina di nome Ambra. Premette che tra loro esiste un rapporto molto forte. Ambra è praticamente la sua ombra. Risponde Daniela Lisi, la nostra educatrice cinofila:
"Cara Alessandra, siamo di fronte ad un problema di possessività e di gestione degli spazi. Ogni volta che ti si avvicina qualcuno il tuo cane pensa di dover tenere la situazione sotto controllo. E questo non va assolutamente bene.
Non va bene per il semplice fatto che le parti si sono invertite. Non dovrebbe essere Ambra a difendere te dal mondo esterno ma dovresti essere tu Alessandra quella che la guida e le alleggerisce il peso.
Cosa significa questo? Significa che il tuo cane ha deciso di prendersi responsabilità che non le appartengono ma che soprattutto non è in grado di portare avanti, da qui subentra il morso.
È un po' difficile da spiegare in un minuto e mezzo senza neanche aver visto il cane.. però quello che posso consigliarti è di prendere in mano la situazione e di far capire ad Ambra che sarai tu a gestire il momento e non lei, sarai tu a deciderne i tempi e le modalità.
Quando abbaia e cerca di mordere è in quel momento che devi subentrare con decisione e farle capire che non sei in pericolo ma che vi trovate in una situazione piacevole. In un italiano non molto corretto il nesso è: Alleggeriscila dal dovere di dover badare a te.
Devo concludere consigliandoti di contattare un educatore cinofilo. Sicuramente riuscirete a trovare una soluzione. Sul sito www.ficss.it puoi trovare quello più vicino a casa tua."

29.11.2012

Gli elefanti 4x4

Oggi qui al Magazine degli Animali parliamo di elefanti. Sapevate che sono animali 4X4? Questo significa che tutte e quattro le loro zampe sono importanti per la propulsione oltre che come freni, esattamente come una macchina con quattro ruote motrici. Lo rivela uno studio diretto da John Hutchinson del Royal Veterinary College dell'Università di Londra pubblicato sulla rivista dell' Accademia Americana delle Scienze.
Ma non è tutto, di recente lo stesso ricercatore aveva ultimato uno studio simile, concludendo che i pachidermi corrono e camminano contemporaneamente, nel senso che la loro non è una vera e propria corsa. Le zampe anteriori del pachiderma infatti si muovono come al passo, mentre le posteriori come nella corsa.
Ma torniamo al nuovo studio, e vediamo che riprendendo la camminata e la corsa degli elefanti con telecamere precisissime, gli scienziati hanno documentato che tutte le zampe dell'elefante sono motrici, e che tutte possono agire come freno, per di più in modo indipendente l'una dall'altra.
Secondo lo scienziato questa particolarità rende l'elefante unico tra i quadrupedi ed è una conseguenza della sua stazza, per cui il pachiderma ha dovuto inventarsi strategie alternative di stabilità nei movimenti.
Per saperne di più www.prontofido.net.
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