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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

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10.10.2012

Aiuto, ho smarrito il mio cane!

Se malauguratamente perdiamo il nostro cane, cosa dobbiamo fare esattamente? Lo chiediamo alla dottoressa Diana Levi Direttore Servizio Sanità Animali di Milano:
La legge Regionale 20.07.2006, n. 16 prevede all'art. 8 comma 4 che “Chiunque rinvenga un cane vagante è tenuto a darne pronta comunicazione alla competente struttura di cui all'articolo 5, comma 1, di una ASL della propria Regione, anche diversa da quella in cui è avvenuto il rinvenimento, o alla polizia locale del comune in cui è avvenuto il rinvenimento, consegnandolo al più presto alla struttura o fornendo le indicazioni necessarie al suo ritiro” (l'inottemperanza comporta l'applicazione di sanzioni pecuniarie amministrative da un minimo di 25 euro ad un massimo di 150 euro).
Al di là delle norme di legge è importante sapere che: un cane vagante non sempre è un cane abbandonato!
E' possibile che il suo proprietario lo stia cercando ed è per questo che il cane deve essere portato al Canile Sanitario più vicino al luogo nel quale è stato trovato.
Il cane verrà visitato, curato se necessario, vaccinato e se ha una identificazione (tatuaggio o microchip) il suo proprietario verrà subito avvisato. Anche i cani NON identificati vengono spesso cercati dal proprietario. In questo caso prima di uscire dal canile il cane verrà anche identificato ed iscritto all'anagrafe a nome del proprietario.
Chi si appropria di un cane vagante senza avvisare il canile per il ritiro commette il reato di “appropriazione indebita”.
Portando il cane presso il Canile Sanitario, se il proprietario non lo recupera, può invece, dopo 10 giorni di ricovero, ottenerne l'affido e la successiva cessione (adozione definitiva).
Sul sito della ASL troverete delle notizie utili.
Domani parleremo di che cosa fare se invece troviamo un cane smarrito.

9.10.2012

Uccelli: neocorteccia celebrale come gli umani

Oggi qui al Magazine degli animali parliamo di una scoperta scientifica
Sapevate che gli uccelli possiedono la neocorteccia celebrale sede della memoria, dell'apprendimento, quindi delle forme di pensiero proprio come gli umani?
E' la scoperta effettuata da parte dei ricercatori dell'Università di Chicago.
Le zone indagate da questa analisi erano già state sondate negli anni '60 dal neuroscienziato Harvey Karten: il ricercatore aveva ipotizzato un'origine evolutiva simile a quella umana, notando che la neocorteccia dei mammiferi e la struttura neurologica degli uccelli provengono dalla medesima regione embrionale dell'encefalo, chiamata telencefalo.
Nel corso della crescita, le medesime regioni delle diverse specie assumono forme distinte: la neocorteccia umana si organizza in strati, la cresta dei volatili invece si struttura in nuclei.
Con l'aiuto di alcuni marcatori molecolari, i ricercatori sono riusciti a dimostrare che le strutture sviluppate svolgono le stesse funzioni.
La scoperta potrebbe consentire di studiare i neuroni di alcuni uccelli come modelli per lo sviluppo embrionale, con la possibilità di aiutare le ricerche per le disfunzioni neurali che portano paralisi, cecità o sordità.
E dopo questo tuffo nella scienza è tutto per oggi

8.10.2012

L'ufficio? Meglio con la foto di Fido

Da anni si conoscono i benefici della pet-therapy, metodo di cura basato sull'interazione uomo-animale che permette a pazienti affetti da svariate e differenti patologie di migliorare le proprie condizioni fisiche e psichiche grazie all'assistenza degli animali domestici. Adesso un nuovo studio, promosso dall'Università di Hiroshima in Giappone, dimostra quanto cani e gatti siano capaci di aiutarci anche in ufficio. Secondo la ricerca basta guardare loro immagini, magari in pose buffe e simpatiche, per migliorare le proprie prestazioni lavorative e la produttività in generale.
Alcuni ricercatori dell'ateneo giapponese hanno diviso in tre gruppi 130 studenti. A ogni team è stato affidato lo stesso lavoro da portare a termine. Sulla scrivania dei membri del primo gruppo erano presenti foto di cuccioli. Su quella del secondo gruppo immagini di animali adulti, mentre su quelle del terzo foto di piatti saporiti. Alla fine i ricercatori hanno potuto appurare che i ritmi di lavoro del primo gruppo sono aumentati del 10% rispetto alla media. Quelli del secondo solo del 5%. Il terzo gruppo, invece, non ha registrato alcun miglioramento. Gli esperti hanno concluso che le immagini dei cuccioli e degli animali, producendo negli esseri umani sensazioni di felicità, gioia o piacere, hanno stimolato le loro motivazioni e la loro concentrazione.
Un autore dello studio, ha definito chiari e inoppugnabili i risultati della ricerca: «Sia a casa sia a lavoro possiamo aumentare la nostra produttività e la nostra efficienza mettendo immagini carine intorno a noi, si inducono così le persone ad avere maggiore concentrazione.

5.10.2012

La chiamo e non risponde

Oggi rispondiamo a Stefania che ci scrive perché ha qualche problema di richiamo con la sua giovane Akita Inu di 7 mesi. Ha già provato con i premietti ma la piccola continua a distrarsi. Ci chiede aiuto. Risponde Daniela Lisi.
Cara Stefania, a volte usare solo il premio non basta, soprattutto se si tratta di un cane giovane che inizia a scoprire sempre più il mondo che lo circonda.
In questo momento il tuo cane è molto più interessato ad esplorare, socializzare e a prendere decisioni di testa propria, atteggiamento che sinceramente non penso sia del tutto sbagliato.
Sono dell'opinione che i nostri cani debbano avere dei pensieri propri… intendo, che ogni cane deve essere in grado di prendere decisioni senza dover sempre dipendere da un nostro comando, devono essere in grado di usare la loro testolina pensante.
Quello che però ci interessa è che durante questi momenti il cane si ricordi che esistiamo anche noi.
Per far si che questo accada occorre diventare complici dei nostri cani. E come?
Quando scappa e corre verso qualcuno non iniziare ad urlarle dietro, chiamala una volta e se non torna vai verso di lei e cerchi di portarla via da quella situazione stuzzicando il suo interesse. Non strascinandola via e basta.
Inizia a giocare con lei, offrile dei bocconcini nuovi che usi solo quando andate fuori a passeggio, incentivala con oggetti: una palla, un bastone e così via.
Falle capire, che le volte successive quando la chiamerai sarà per fare qualcosa insieme e non per portarla via da quello che le interessa.
Proponile qualcosa di più stimolante di un signore che sta mangiando un panino. Diventa buffa, fai vocine, corri.. etc…
Non è molto semplice, lo so, un cane di 7 mesi ha una voglia matta di esplorare..
E ripeto, perché non lasciaglielo fare se la situazione non è pericolosa? perché arrabbiarsi o preoccuparsi?
Lascia che conosca il mondo che le sta attorno cercando sempre di vigilare su di lei e diventando sua complice.
In questo modo il tuo cane non assocerà il tuo richiamo alla fine del divertimento ma all'inizio di qualcosa di divertente

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