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Il magazine degli animali

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21.5.2012

Ciliegia: simbolo dei cani ucraini

Dopo un lungo iter burocratico, Ciliegia, la lupacchiotta disabile che per la sua triste storia è diventata il simbolo di tutti i cani uccisi barbaramente in Ucraina, è atterrata giovedì mattina all'aeroporto di Milano Malpensa ed è stata accolta dalla commozione della sua nuova famiglia, dai rappresentanti dell'OIPA e da un medico veterinario per accertarne lo stato di salute dopo il volo.
Questa è la drammatica storia di Ciliegia: stava allattando i suoi cuccioli in una strada alla periferia di Kiev, quando lei e gli altri componenti del suo branco sono stati raggiunti da una raffica di proiettili che hanno ucciso tutti i suoi piccoli e l'hanno lasciata a terra in una pozza di sangue. Ma i tristemente noti killer ucraini non hanno avuto la meglio su di lei: Ciliegia, nonostante sia rimasta paralizzata agli arti posteriori, è infatti sopravvissuta ed è stata ricoverata in una clinica veterinaria di Kiev dove, con il supporto del delegato OIPA in Ucraina Andrea Cisternino, ha iniziato il faticoso percorso di recupero fisico e psicologico.
Grazie alla grande eco mediatica che il massacro dei randagi ucraini in vista di Euro 2012 ha avuto in Italia, una ragazza di Bologna è venuta a conoscenza della storia di Ciliegia e ha deciso di darle una nuova vita in Italia.
Come abbiamo tristemente appreso dalle immagini diffuse dal delegato OIPA, in Ucraina i randagi non hanno vita facile, e una randagia disabile era a rischio soppressione. Inoltre, due pallini di piombo sono rimasti all'interno del suo corpo, perché i veterinari vista la posizione problematica – vicino alla spina dorsale – non hanno ritenuto opportuno operarla. Ora, oltre a dotarla di un carrellino che le permetterà di deambulare autonomamente, verrà valutata l'ipotesi di un intervento chirurgico per rimuoverli in sicurezza.

18.5.2012

Niente sensi di colpa

Andrea ci scrive perché ha letto un articolo che spiega che i nostri cani non hanno sensi di colpa al contrario di quanto noi proprietari comuni spesso crediamo. Risponde Daniela Lisi, educatrice cinofila:
"Si è esatto... i nostri cani non provano sensi di colpa ma è sempre frutto della nostra immaginazione perché tendiamo ad umanizzare quelli che sono alcuni atteggiamenti del nostro cane.
Dallo studio di cui parla Andrea, compiuto su alcune coppie cane-padrone, emerge che, quando si riferiva al padrone che il cane si era comportato male questo vedeva uno sguardo colpevole sul muso dell'animale, anche se in realtà il cane non aveva fatto nulla di sbagliato.
Quindi lo sguardo colpevole era solo frutto dell'immaginazione del padrone.
Lo stesso discorso vale per i famosi “dispetti”.
Molti di noi sono convinti che i nostri cani facciano i dispetti... ma purtroppo o per fortuna, il concetto di dispetto non esiste nella mente canina. Molto spesso quelli che noi consideriamo dispetti sono disturbi del comportamento o disagio che il nostro cane prova in quel momento e che cerca di comunicarci in svariati modi.
Vi faccio un esempio, che poi è quello più diffuso.... : rientriamo in casa ed il nostro cane ha distrutto qualcosa... Non è un dispetto perché siamo usciti e l'abbiamo lasciato da solo ma potrebbe essere ansia da separazione. Un problema da non sottovalutare affatto.
Con questo non voglio dire che i nostri cani non pensano e non hanno un cervello pensante, anzi, io sono per promuovere l'aspetto cognitivo del cane..."
Scrivete le vostre mail per Daniela Lisi a prontofido@prontofido.net



17.5.2012

Cosa pensa di noi Fido?

Avete mai guardato negli occhi il vostro cane tentando di indovinare i suoi pensieri? Sappiate che alcuni ricercatori americani hanno scoperto cosa pensa di noi il nostro amico, almeno cosa accade nel suo cervello quando lo stimoliamo con le azioni di tutti i giorni come dargli da mangiare o farlo giocare.
Per analizzare queste reazioni i ricercatori di Atlanta hanno usato due cavie: un cane da caccia e un collie. Un allenatore li ha abituati alle azioni da compiere e coccolati per farli stare tranquilli e sereni. Entrambi sono stati sottoposti a risonanza magnetica funzionale, un esame non invasivo usato anche per gli umani, analizzando però le loro reazioni e fotografando il loro cervello in seguito a uno stimolo esterno ricevuto dal loro padrone. Dopo questo training, è partito il primo esperimento: i ricercatori hanno ottenuto le prime immagini di animali nel pieno delle loro funzioni vitali, svegli e vigili, intenti a compiere le azioni abituali davanti alle cose che più amano come una carezza, un gioco, una ciotola piena di pappa. Ma hanno anche ottenuto le immagini dei momenti in cui il regalo, o azione, veniva loro negata. Lo stesso professore che ha ideato il progetto è convinto che esista una precisa empatia tra cane e uomo, e che siano proprio i cani a essere in grado di discernere tra tristezza e felicità dei loro padroni. D'altronde questo 4 zampe, il primo a essere addomesticato nella storia già 30mila anni fa, è il testimone privilegiato dell'evoluzione umana. Alcune teorie sostengono infatti che i cani potrebbero aver contribuito all'evoluzione della specie, giacché gli abitanti dei villaggi che avevano cani con loro potrebbero aver avuto vantaggi nel farsi aiutare dagli amici a 4 zampe.




16.5.2012

Islanda: balene salve

Decine di grandi balene potrebbero essere salvate grazie al mancato rinnovo di una deduzione fiscale destinata ai loro cacciatori.
Anche l'anno scorso, a causa della crisi giapponese, la stessa azienda non aveva catturato nessuna balenottera, mentre l'anno precedente ne aveva catturate addirittura 148. Il motivo della chiusura dell'azienda sarebbe quindi economico, dal momento che la crisi avrebbe quasi azzerato i profitti.
La decisione del governo islandese potrebbe essere anche dettata dalla volontà di entrare nell'Unione Europea, dove da anni si discute proprio sulla caccia di questi animali, attività vietata dai regolamenti ambientali dell'Ue.
Anche a livello mondiale esiste una moratoria sulla caccia ai grandi cetacei, anello essenziale della catena alimentare oceanica, per anni a rischio estinzione ma in netto aumento grazie alla mobilitazione degli enti ambientalisti internazionali.
Prosegue invece la caccia alla balena più piccola, da cui nasce un nuovo appello perchè l'Islanda converta questa attività in attrazione turistica trasformando le baleniere in un luogo dove ammirare le balene che nuotano felici.
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