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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

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27.1.2012

Non ama le coccole

Oggi rispondiamo ad Albachiara che ci scrive perché la sua Pepita, un meticcio di 5 anni preso in canile, ha qualche problema a lasciarsi andare durante i momenti di coccole. Ci chiede cosa può fare per aiutarla a rilassarsi un po'.
Cara Albachiara, non ci crederai ma io sto vivendo la tua stessa identica situazione da esattamente un anno e mezzo, con la mia podenca Fuerte una trovatella di quasi sei anni.
Pensa che la mia Fuerte era un cane da caccia tenuto molto male, che probabilmente non è mai stata abituata a ricevere coccole o carezze ma al contrario bastonate e calci credo fossero gli unici contatti che aveva con il suo padrone.
La tua Pepita emette esattamente i comportamenti di Fuerte, contentissima al momento della pappa, euforica al momento della passeggiata e alla sola idea di andare in macchina, però, molto remissiva durante i momenti di coccole.
Pepita e Fuerte non sanno cosa vuol dire dare affetto ma da quando sono con noi sanno cosa significa riceverlo. Di conseguenza prendono da quel momento il più possibile e non azzardano ad essere troppo contente, per paura di emettere un comportamento sbagliato. Molto probabilmente quando erano giovani e contente di vedere il proprio padrone questo, che non gradiva tali effusioni, rispondeva al loro entusiasmo con delle belle bastonate. Quindi l'essere remissiva e tenere la testa bassa quando la accarezzate non è altro che uno spirito di sopravvivenza appreso col tempo.
La soluzione migliore per Pepita è lavorare sullo spirito d'iniziativa che alza l'autostima del cane aiutandolo ad affrontare situazioni che la spaventano. Giochi di problem solving sono la soluzione migliore. Su internet ne puoi trovare diversi.
Un consiglio più immediato è invece di provare a sederti accanto a Pepita senza toccarla aspettando che sia lei la prima a cercare un contatto. Con Fuerte funziona anche se l' atteggiamento remissivo persiste.
Ma sai una cosa? L'accetto così, consapevole del fatto che è contenta e che con il tempo imparerà a godere a pieno di questi momenti.

26.1.2012

Orrore in Ucraina

Oggi qui al Magazine degli Animali parliamo dell'Ucraina dove i randagi non sono un bel biglietto da visita per un Paese che si prepara ad un evento sportivo di primo piano come gli Europei di calcio.
La soluzione individuata quindi assomiglia molto ad una «soluzione finale»: sterminare più animali possibili e con qualunque mezzo a disposizione.
Il caso è stato denunciato più volte da gruppi e associazioni animaliste, ma nonostante questo la situazione a Kiev e nelle altri principali città dell'Ucraina non è affatto migliorata e i cani continuano ad essere eliminati.
«I randagi vengono sterminati soprattutto di notte - racconta un fotoreporter -, quando nessuno vede e nessuno può intervenire in difesa di quei poveri animali. Che vengono uccisi in modi orribili: quando va bene con un colpo di fucile alla testa, ma più spesso la morte arriva fra atroci sofferenze.
Nei mesi scorsi era stata lanciata una campagna web di boicottaggio di Euro2012.
E non è tutto, un movimento animalista trasversale sta cercando di organizzare una campagna di sensibilizzazione da lanciare direttamente dagli spalti degli stadi.
In Germania sono già stati esposti striscioni contro il silenzio della Uefa. Ed è allo studio una mobilitazione senza frontiere che porti a ripetere il gesto in tutti i Paesi più sensibili al richiamo del calcio, Italia in primis. «I tifosi italiani, espongano alle finestre striscioni con scritto "stop al massacro in Ucraina - è l'invito dell'Oipa - in modo da dare visibilità al problema e convincere le autorità ucraine a dialogare con gli animalisti».
Seguiremo l'invito dell'OIPA, ed è tutto per oggi

25.1.2012

Picchia il cane e finisce in Tribunale

Al Tribunale di Milano è finita alla sbarra e rischia una condanna fino a un anno di reclusione, sto parlando di una donna che per strada a Milano ha preso a calci il suo cane e che poi è stata denunciata da un passante che assisteva alla scena. La padrona dell'animale è stata rinviata a giudizio davanti al giudice della terza sezione penale per aver maltrattato l'animale «tanto da farlo guaire», come recita il capo di imputazione.
Il fatto è accaduto il 20 novembre 2010. Secondo l'accusa la donna «in stato di ebbrezza alcolica e da sostanza stupefacente, strattonava violentemente con il guinzaglio il cane di sua proprietà di razza Basset, di piccola taglia, colpendolo ripetutamente, senza necessità, con calci all'addome tanto da farlo guaire».
Un passante, che non poteva sopportare il trattamento che la donna riservava al suo cane, ha deciso di sporgere denuncia in Procura e così è stato avviato un processo per il reato di maltrattamento di animali, introdotto nel codice penale nel 2004. Le pene per questo reato vanno dai 3 mesi all'anno di reclusione. Il carcere può essere comunque sostituito da una pena pecuniaria che va dai 3 mila ai 15 mila euro.
Ricordiamocelo se dovessimo vedere qualcuno che maltratta un animale. Ed è tutto per oggi



24.1.2012

Basta allevamenti in gabbie "a batteria"

Costrette a vivere al buio. Così esasperate da mangiarsi a vicenda, ma solo per avere più spazio.
Questa è la sorte di centinaia di migliaia di galline ovaiole sparse per l'Europa. Una sorte che, secondo la direttiva comunitaria (la 74 del 1999), doveva finire il 31 dicembre scorso.
Dal 1° gennaio di quest'anno le galline usate per la produzione alimentare non devono stare in gabbie «a batteria», ma a terra, all'aperto oppure in pollai più grandi, accompagnati da nido, lettiera, posatoio e zona graffi dove accorciare le unghie.
Norme che non sembrano avere seguito tutti i Paesi. La Commissione europea scrive che 46,7 milioni di galline ovaiole continuano a vivere in gabbie fuori legge. Pensate che solo In Italia ad agosto se ne contavano 28 milioni. Per questo motivo Bruxelles vuole aprire una procedura d'infrazione contro quindici Stati membri - compreso il nostro - per non essersi messi in regola.
A raccontare come vivono questi volatili ci ha pensato «Nemesi Animale»: l'associazione ha denunciato - con foto e video poi ripresi da Striscia la Notizia - le condizioni nella società agricola «Bruzzese» di Valle Olona (Varese), una delle più grandi della Lombardia. Nelle immagini c'è di tutto: volatili stressati, ammalati, feriti. Molti sono morti. Tanti vivono in condizioni critiche.
Quando compriamo le uova controlliamo che siano da galline allevate a terra.


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