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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

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3.11.2011

Basta sofferenza per le aragoste

Quando al ristorante si ordina un'aragosta tutti sappiamo che il crostaceo verrà immerso ancora vivo in una pentola di acqua bollente e i suoi lamenti mentre muore sono strazianti e possono durare anche diversi minuti. Questo supplizio sembra destinato a terminare grazie ad un imprenditore inglese, che ha inventato un dispositivo “più umano” per uccidere quasi istantaneamente aragoste, gamberi e scampi e avere, oltretutto, un gusto migliore.
Si tratta del “CrustaStun” una specie di scatola in acciaio inossidabile, dalle dimensioni di un forno a microonde e contenente una spugna bagnata e un elettrodo. Quando il crostaceo viene posizionato all'interno e si chiude il coperchio, l'elettrodo porta la corrente che stordisce l'animale e lo uccide praticamente senza dolore. Secondo il suo inventore il dispositivo può ridurre all'incoscienza un crostaceo di grosse dimensioni in meno di 3 secondi e ucciderlo in 5-10 secondi: un tempo decisamente più ridotto rispetto ai 4-5 minuti che impiega un granchio per morire bollito
Il “CrustaStun” ha già incontrato il favore della Peta e pare che dall'Unione Europea presto arriverà una direttiva che ne raccomandi l'utilizzo nei ristoranti. E anche se il prezzo del dispositivo (quasi 2.800 euro per il modello base e 66.500 per la versione più grande) potrebbe rappresentare un ostacolo ci sono già una sessantina gli ordini pronti ad essere evasi.
E nel frattempo non ci resta che continuare a non mangiare aragoste almeno finchè non arriva il Crustastun.

2.11.2011

Vegetariani almeno una volta alla settimana

Consumare solo prodotti vegetali almeno una volta alla settimana per poter diminuire l'inquinamento e garantire a tutti la possibilità di nutrirsi in modo adeguato, questo è l'invito rivolto dalla Lav ai rappresentanti Fao protagonisti del summit di questi giorni,
«La scelta alimentare vegetariana priva di ingredienti animali è un primo passo concreto e necessario, se si vuole davvero agire con efficacia contro la fame globale». Negli ultimi quindici anni, il numero di persone sottonutrite nel mondo è aumentato fino a superare il miliardo quest'anno. Nel 1996 l'obiettivo stabilito dalla Fao era proprio quello di dimezzare questa cifra entro il 2015.
«L'aumento dei consumi di prodotti animali richiederà anche nuove terre per produrre foraggio e far pascolare gli animali. Ciò significa meno terre coltivabili e l'aumento dei prezzi, con conseguente mancato accesso al cibo per diversi settori di popolazione».
«Dalla Fao ci si attende uno stimolo per i governi e di conseguenza per i produttori e i consumatori, a diminuire il consumo di prodotti animali e ad adottare un modello alimentare sostenibile, che rappresenti un esempio per le nazioni emergenti. L'organismo delle Nazioni Unite sembra invece limitarsi ad aggirare il problema senza alcuna proposta concreta, mentre aumentano il numero di persone sottonutrite, i danni all'ambiente e lo sfruttamento degli animali».

1.11.2011

Le spese veterinarie non sono un lusso (seconda parte)

Oggi torniamo a parlare della classificazione delle spese veterinarie come lusso nel nuovo redditometro e torniamo a collegarci con il Dottore Emanuele Minetti dirigente ANMVI e Medico Veterinario nell'ambulatorio di Vle Monteceneri a Milano.
Torniamo a parlare del nuovo redditometro. "Siamo al surrealismo fiscale -dichiara il collega Dr Marco Melosi, Presidente nazionale ANMVI in un comunicato stampa, diffuso dopo la presentazione all'Agenzia delle Entrate del nuovo redditometro sperimentale, che include fra le sette categorie anche le spese veterinarie. "E' l'ennesima allucinazione del Fisco nazionale, un quadro visionario, degno della ribellione descritta nella Fattoria di George Orwell. Del resto sono esseri senzienti".
Non sono da meno le Regioni ed i Comuni, questi ultimi resi compartecipi del maggior gettito IVA: la piaga del randagismo e dei canili lager è ancora purulenta. Eppure si ingaggiano aste al ribasso per curare al minimo di spesa quegli gli animali che ogni santissimo 4 ottobre, ci si vanta di tutelare. Eppure si consente alle associazioni criminali di presidiare in molte zone il “commercio dei randagi”. E di contro ci sono Giudici propensi a riconoscere ad un proprietario il danno esistenziale per la perdita di un animale d'affezione.
Però sulla carta, gli animali sono esseri senzienti tutelati da:
- Trattato di Lisbona dell'Unione Europea
- Convenzione Europea di Strasburgo
- Legge 281/1991 (Lo Stato tutela gli animali di affezione al fine di tutelare la salute pubblica e l'ambiente).
- Legge n.189/2004 (divieto di combattimenti e di utilizzo per pellicce)
- Codice Penale (reato di maltrattamento, di uccisione, di abbandono)
- Legge n. 201/2010 (reato di traffico di animali)
- Codice della Strada (obbligo di soccorso animali)
- Leggi Regionali
- Ordinanze ministeriali
- Ordinanze comunali

31.10.2011

Le spese veterinarie non sono un lusso (Prima parte)

Oggi iniziamo il magazine degli animali con questa frase “Le spese veterinarie non sono Un lusso”
E si perché la classificazione delle spese veterinarie "come lusso" è prevista nel nuovo redditometro, ma noi vogliamo saperne di più, ecco perché ci colleghiamo con il dottor Emanuele Minetti dirigente ANMVI e Medico Veterinario nell'ambulatorio di Vle Monteceneri a Milano.
Oggi affrontiamo l'argomento nuovo redditometro, ovvero “l'allucinazione fiscale” del governo italiano, che ha tenuto banco nei giorni scorsi, e che vorremmo rimanesse bene impresso nell'opinione pubblica. Infatti come ANMVI stiamo combattendo una campagna di informazione importante sugli animali e la loro cura. Sottolineiamo che per la tutela animale l'Italia vanta una legislazione che offre a questi "esseri senzienti" le più alte garanzie di tutela. Per loro si mobilitano Ministri e parlamentari, si sprecano le affermazioni di principio, si scomoda persino il Patrono d'Italia.
Ma è una evidente ipocrisia.
Il Governo italiano continua a lucrare sugli animali da compagnia, a considerare il cavallo un indicatore di reddito elevato, a ridurre le detrazioni fiscali sulle spese per le cure veterinarie per cani e gatti, ad aumentare le tasse portando l'IVA ai massimi livelli storici (21%) sul loro cibo e sulle cure degli animali che sempre più numerosi popolano le case degli italiani.
Per Via XX Settembre, gli animali sono davvero "un Tesoro".
Domani parleremo ancora del nuovo redditometro.

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