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Il magazine degli animali

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30.9.2011

Jack non alza la zampa per la pipì

Oggi rispondiamo a Cristina che ci chiede perché il suo Jack di 8 mesi non alza ancora la zampa per fare pipì. Risponde Daniela Lisi, la nostra educatrice cinofila.
Cara Cristina, non c'è da preoccuparsi. Innanzitutto un'informazione che forse tutti non hanno, è che quando un cane maschio alza la zampa per fare pipì è perché è diventato adulto, o meglio, ha raggiunto la maturità sessuale.
Questo avviene solitamente tra i 6 e gli 8 mesi ma come in ogni cosa ci sono i precoci 4/5 mesi e i tardivi 9 mesi 1 anno, a volte dipende dalla razza del cane, a volte da una mancata socializzazione con gli altri cani (questo perché spesso imparano per imitazione) e a volte semplicemente perché anche i nostri cani sono dei bambinoni.
Quindi Cristina stai tranquilla e goditi questi momenti, perché quando Jack raggiungerà la maturità sessuale avrai molte più cose alle quali prestare attenzione:
-   alle cagne in calore, perché spesso i nostri maschietti quando meno ce lo aspettiamo iniziano a correre seguendo la pista lasciata da una super cagnolona passata qualche ora prima;
-   dovrai prestare attenzione agli altri cani maschi adulti, perché alzare la zampa significa diventare maturo e cominciare a comunicare agli altri che vuole il suo posto all'interno del parco e sul marciapiede dove passa tutti i giorni a far pipì, e come succederà questo? Mostrando posture di dominio o facendo pipì per tutto il marciapiede..
e a proposito di questo, non strattonate il vostro cane quando resta per un istante ad annusare la pipì lasciata su quell'interessante angolo di muro, sta solo cercando di capire chi è passato di li e se vale la pena lasciare anche il proprio odore. Certo è che se inizia a marcare in ogni angolo del paese forse occorre dargli un no ogni tanto senza, come dicevo prima, strattonarlo senza motivo.

29.9.2011

Mammiferi a rischio estinzione

Uno studio condotto da più di 1.700 esperti di 130 paesi ha delineato una situazione a dir poco “tetra”: un quarto delle specie di mammiferi esistenti, dal gorilla di montagna alla tigre, è a rischio di estinzione ed oltre la metà è già in declino, e tutto questo è in gran parte colpa dell'uomo.
E' un vero grido di allarme lanciato da Barcellona al World Conservation Congress dell'uonione mondiale per la Conservazione della Natura.
Si tratta di un lavoro molto complesso, pensate che orsi polari, ippopotami e grandi scimmie sono solamente alcune delle vittime di un declino su larga scala. In totale le specie a rischio di estinzione, a vari livelli, sono 1.141 e per i mammiferi marini la situazione è ancora peggiore: quelli in pericolo sono addirittura il 36%.
Il responsabile di questa situazione è indubbiamente l'uomo, dato che solo il 26% della specie ha avuto problemi di salute.
Secondo gli autori dello studio questa lista tenderà ad allungarsi. Ma una buona notizia c'è: il 5% delle specie a rischio si sta riprendendo e fra questi c'è il bisonte europeo che sta ripopolando alcuni parchi naturali. Tanti auguri.

28.9.2011

Ancora domande sul microchip

Sara ci chiede se deve inserire il microchip al suo cane, un incrocio di 10 anni, ma è piena di incertezze:
Sara domanda: devo portarlo dal mio veterinario di fiducia? è doloroso? so che è obbligatorio ma se non lo faccio a cosa vado incontro? viene rilasciato un documento?
Risponde il dottor Emanuele Minetti, veterinario a Milano e vice presidente dell'ANMVI.
"Il microchip è un circuito integrato applicato nel tessuto sottocutaneo di un cane, gatto, o di un altro animale. I microchip sono delle dimensioni circa di un chicco di riso e sono basati su una tecnologia passiva RFID. Il Tatuaggio è un altro metodo, oggi desueto, usato per l'identificazione degli animali.
I Microchips sono particolarmente utili in caso di smarrimento o furto degli animali domestici. Possono anche essere determinanti in caso di contenzioso sulla proprietà degli animali.
I rifugi e I centri di lotta al randagismo hanno una enorme utilità nell'applicazione dei microchips, restituendo più velocemente ed efficientemente gli animali ai loro padroni.
Oltre che dai rifugi, I microchips sono utili nei canili, agli allevatori, venditori, agli addestratori nei libri genealogici, nelle strutture veterinarie, nell'allevamento del bestiame.
Le guardie zoofile, il servizio veterinario delle ASL e I veterinari Liberi professionisti sono forniti di un lettore di microchip.
Molte nazioni utilizzano e richiedono un numero di microchip insieme alla vaccinazione, come prova che la vaccinazione e l'animale corrispondano.
L'applicazione di Microchip può essere richiesta nell'ambito delle regole del CITES che regolamenta il commercio di molti animali rari.
I medici veterinari possono applicare I microchips o ricercare un microchip applicato con il lettore ogni volta che l'animale è portato a fare una visita clinica."
scrivete le vostre mail a prontofido@prontofido.net

27.9.2011

Barcellona, l'ultima corrida

Con una bolgia di «olé», di adrenalina, scintillio di spade, grida di «libertad, libertad», è calato il sipario sulle corride al Monumental. La storica arena di Barcellona che deve dire addio a questa "crudele fiesta".
La legge che proibisce la corrida in Catalogna era stata approvata l'anno scorso dal Parlamento regionale con 68 voti a favore, 55 contrari e 9 astenuti: il voto era arrivato dopo la presentazione di 140.000 firme raccolte in 120 Paesi da parte della Società Mondiale per la protezione degli animali.
Eppure in questi mesi sono scesi in campo intellettuali e scrittori a esaltare la tradizione delle corride, una tradizione difficile da comprendere per chi ama gli animali quando si legge che solamente nel 2010, in tutta la Spagna, oltre 10mila tori sarebbero morti sotto le spade di matador.
Ma Burrenito, 540 chili, e Dudalegre, 567 chili, sono stati il primo e ultimo dei sei tori che domenica sera hanno avuto la sfortuna di scendere nell'arena del Monumental, di vedersi conficcare almeno cinque o sei spade nel proprio corpo, di finire la propria esistenza trascinati nella polvere lasciando come unica traccia una striscia di sangue, mentre dagli spalti ventimila persone in festa regalavano fiori per chi aveva posto fine alla loro esistenza.


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