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Il magazine degli animali

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11.10.2011

Manuale contro il traffico dei cuccioli

Ben 85 sequestrati qualche giorno fa a Firenze, ammassati in un furgone proveniente dall'Ungheria. Oltre 70 bloccati in primavera alle porte di Milano. Quaranta salvati da un furgone con targa polacca nel porto di Ancona. Ve li presento: sono i cuccioli «clandestini». Viaggiano ai limiti della sopravvivenza, stipati l'uno sull'altro, in grossi camion che dall'Europa dell'Est (ma anche da Francia e Spagna) arrivano in Italia. Molti muoiono durante la traversata: ma il fenomeno è in espansione con un giro d'affari illegali sui 300 milioni di euro l'anno.
Sul mercato globalizzato costano fino a 20 volte meno dei loro simili italiani. Ma a scoraggiare la tratta arriva un manuale, presentato alla Farnesina, che si propone di rendere più efficace l'applicazione della Legge 201 che lo scorso anno ha introdotto nel nostro ordinamento il reato di traffico di animali da compagnia.
Il manuale è diretto sì ai veterinari e alle forze dell'ordine, ma anche a chi li compra che spesso è un amante degli animali che non sa di alimentare uno squallido business illegale con il suo acquisto.
In genere i cani, al momento del sequestro, sono tutti privi di microchip, di documenti di viaggio, di vaccinazioni e in condizioni precarie. Per questo Polstrada, Guardie Forestali e Carabinieri denunciano i trafficanti per il reato di traffico illegale di cuccioli.
Quindi, morale della favola, stiamo particolarmente attenti anche noi nell'acquisto, non alimentiamo questo traffico micidiale per i cuccioli, ma invece adottiamo il nostro amico dal canile. Lui è già lì che ci aspetta. ed

10.10.2011

E' sterilizzata. Quale stile di vita?

Alla posta di prontofido è arrivata una mail di Fabrizia nella quale ci informa che
la sua cagnolina di due anni meticcia e' stata sterilizzata. Quale regime alimentare deve seguire e quale stile di vita?
A questa domanda che sicuramente interessa molti proprietari di cani risponde Emanuele Minetti, dirigente ANMVI e Medico Veterinario nell'ambulatorio di Vle Monteceneri a Milano.
Buongiorno Dottor Minetti, cosa possiamo rispondere a Fabrizia?
"L'obesità e l'aumento di peso sono un effetto secondario indiretto della sterilizzazione (si dice nel 25% almeno dei casi) che può essere contrastato con una dieta equilibrata, studiata sul singolo soggetto dal veterinario curante, ed un'attività fisica giornaliera proporzionata alla razza ed allo stile di vita.
Non pare ci siano invece evidenze che dimostrino un aumento della sedentarietà legato alla sterilizzazione..
In realtà forse la più frequente causa di obesità nel cane sterilizzato è il senso di colpa del padrone, che - ancora una volta antropomorfizzando - si convince, anche inconsciamente, di aver "privato" il cane di qualcosa di importante.
Quindi cerca di "riparare" offrendo continuamente gratificazioni in un altro campo (quello alimentare).
Dobbiamo però parlare anche di sovrappeso e solo non di obesità vera: infatti, i cani che tendono ad ingrassare dopo la sterilizzazione sono quasi sempre soggetti tendenzialmente sovralimentati prima dell'intervento, ma che bruciano un quantitativo maggiore di energie o perché ancora in crescita tumultuosa, essendo cucciolini, oppure stressandosi per motivi sessuali-comportamentali.
Eliminate queste cause, cioè terminata la crescita e l'attività sessuale, gli effetti dell'alimentazione non adeguatamente corretta si fanno evidenti ed il cane inizia ad ingrassare. In tutti i casi, per riportare un cane in forma c'è un metodo infallibile a prescindere dalla presenza o meno di ovaie e testicoli: meno cibo e più esercizio fisico.
Sono inoltre disponibili moltissimi alimenti industriali formulati per andare incontro a tale problema tendenzialmente ipo-calorici."
Grazie dottor Minetti. Ricordo che se volete chiedere un consiglio al dottore potete visitare la sezione del veterinario nel sito di prontofido. è tutto per oggi


7.10.2011

Voglio adottare, ma sono indecisa

Oggi rispondiamo a Carla che ci scrive perché sta per adottare un cane ma è molto combattuta nella scelta. Non sa se decidere per un cane di 6 anni che si trova in un rifugio gestito da volontari attivi e premurosi o per quello di 2 anni che vive in un canile privato, quindi molto differente dal primo, senza aver mai visto il mondo esterno. Che fare?
Cara Carla, oggi è per me molto difficile rispondere a questa domanda, perché sono molto combattuta tra il consiglio che ti darebbe un educatore cinofilo e quello che ti darebbe un ex volontaria di canile. Allora ho deciso per tutti e due i consigli:
-   un educatore cinofilo ti direbbe che il primo cane, quello di 6 anni, avendo già vissuto una vita al di fuori del canile, può essere meno impegnativo una volta portato a casa. In che senso? nel senso che rispetto al cane di 2 anni, che non ha mai visto nulla del mondo esterno, non avrà problemi di socializzazione con l'ambiente, conosce quello che lo aspetta e non avrà paura ad affrontarlo avendone già avuto esperienza, mentre il cane più giovane avrà sicuramente bisogno di tutto il tuo appoggio per conoscere il nuovo mondo lo aspetta.
-   un ex volontaria di canile ti direbbe: corri a portare via da quel box il piccolo di 2 anni!
Un canile gestito da volontari è sicuramente un luogo più felice rispetto ad un canile privato, dove invece di mezzo ci sono solo i soldi. Nel rifugio i cani non vengono maltrattati, escono dal box spesso, mangiano e ricevono affetto da tutti i volontari. Cosa che invece non succede in un canile privato, questo lo dimostra il fatto che in 2 anni e mezzo non è mai uscito dal quel posto.. mi si spezza il cuore solo a pensarci.
Quindi corri Carla a recuperare il piccolo di due anni e fagli scoprire la vita. Sarà sicuramente più impegnativo ma ti darà tutto l'affetto che non è mai riuscito a dare a nessuno.
Corri a prenderlo e iniziate la vostra nuova vita insieme, te ne sarà grato infinitamente.
Sono a tua disposizione per qualsiasi consiglio tu possa aver bisogno per il piccolo.
Mi piacerebbe poi conoscere la tua decisione

6.10.2011

Micio: un vero predatore

Oggi parliamo un po' di gatti. E la notizia su questi bellissimi animali è un po' allarmante: vi siete accorti che il vostro felino se in casa dorme sornione e fa le fusa, appena fuori si trasforma in uno spietato killer?
I ricercatori di un'università britannica hanno fatto uno studio, con la collaborazione involontaria di 200 gatti di famigli equipaggiati di trasmettitori elettronici. Questi studiosi si sono attivati per scoprire quanta parte di distruzione di vita selvatica è imputabile a questi felini.
Alcuni esperti infatti ritengono che i quasi 9 milioni di gatti britannici possano uccidere ogni anno più di 150 milioni di animali tra uccelli, topi, conigli, talpe e altre creature.
Tornando al progetto della Reading University, ricordiamo che ha cercato una risposta avvalendosi di tracciati elettronici e di analisi computerizzate per monitorare i gatti quando sono fuori casa, con una precisione mai riscontrata.
Noi sappiamo cosa fanno i gatti quando sono tranquillamente a casa nostra a sonnecchiare, ma praticamente non abbiamo idea di cosa fanno fuori, soprattutto di notte, quando si risveglia il suo istinto da predatore. Ma adesso, grazie a questo studio. Miao

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