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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

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14.7.2011

Decalogo per la sua educazione alimentare

Oggi qui al Magazine degli Animali parliamo di come nutrire il nostro cane.
Prendete nota perché stiamo per darvi le regole per la sua educazione alimentare e per farlo abbiamo in collegamento il Dottor Emanuele Minetti vice presidente dell'ANMVI Lombardia e medico veterinario a Milano.
"Dolciumi o avanzi della tavola rompono l'equilibrio nutrizionale dell'alimento completo che dai al tuo cucciolo. Inoltre, se ne fai una cattiva abitudine può nuocere alla sua salute, favorire il sovrappeso e portare il cucciolo a mendicare quando sei a tavola.
I pasti fanno parte di un codice di buona condotta, il cui rispetto eviterà molti comportamenti sbagliati e indesiderabili.
- Prendi un buon ritmo: fino all'età 6 mesi se il cane accetta dividi l'alimentazione in 3 pasti al giorno, poi passa a 2
-Presenta i pasti a orari fissi, sempre nella stessa ciotola, nello stesso punto; questo se possibile dovrà essere lontano dal luogo dove dorme. Non dimenticare mai di mettere a sua disposizione una ciotola piena di acqua fresca.
-Fallo mangiare sempre dopo di te: ti riconoscerà come capobranco, come succede in una muta di cani.
-Non cambiare l'alimentazione del cucciolo in modo repentino
-Non controllare il cucciolo mentre mangia
-Non forzare il cane a mangiare e non dare cibo con le mani
-Non mescolare i cibi secchi con altro o per insaporirli
-Non spostare la ciotola mentre il cane mangia
-Non dare bocconcini prelibati quando si saluta il cane o perchè è stato solo a casa per alleviare i propri sensi di colpa
-Non dare al cane un “pasto speciale domenicale”
-Non usare il cibo come sistema per rendere felice il cane
-Non preoccuparsi se il cane non mangia le esatte quantità riportate sulle guide dei prodotti ma valutare se mangia troppo ed ingrassa o poco se dimagrisce, le tabelle sono indicative e basta.
Grazie, vi ricordo l'indirizzo per comunicare con il dottor Minetti: pagina del veterinario di www.prontofido.net

13.7.2011

I cani parlano!

Sapevate che anche i cani parlano? Che il nostro amico si rivolga a noi con i suoi bau per parlarci è fuori discussione, ma finora non sapevamo se utilizza gli stessi suoni per comunicare con i suoi simili.
Gli etologi dell'Università Lorand di Budapest in Ungheria hanno una risposta: hanno sottoposto un gruppo di cani all'ascolto di quattro suoni:
Il verso di un cane tenuto al guinzaglio da solo
Quello di un cane che vede entrare un estraneo nel suo ambiente
E due suoni neutri: Il rumore di un trapano e quello di un frigorifero.
Questo test ha dimostrato che i cani sanno distinguere le differenze nei versi dei loro simili e quindi sembrano esprimere e decodificare solamente emozioni di base.
Ma in realtà i cani non hanno imparato ad abbaiare per comunicare tra loro: “anche i cani primitivi abbaiavano, ma la varietà di versi che ascoltiamo oggi è sicuramente prodotto della domesticazione” spiega l'etologo ungherese.
Risultato: gli animali domestici abbaiano per noi e hanno imparato a farlo anche con i loro simili solo in un secondo tempo, come ulteriore comunicazione oltre a quella visiva e olfattiva.

12.7.2011

Pericolo di estinzione per le barriere coralline

Entro la fine del secolo le barriere coralline potrebbero sparire da quell'angolo della Terra dove sono presenti in maggiore densità, il cosiddetto «Triangolo dei coralli» che si estende tra le coste e i mari di sei Paesi indonesiani: Filippine, Malesia, Papua Nuova Guinea, Isole Salomone e Timor Est. Pensate, qui si trovano il 76% delle specie di coralli censite in tutto il mondo e oltre il 35% delle specie di pesci presenti nelle barriere coralline, compreso il tonno. A lanciare l'allarme sulla sopravvivenza di questo ecosistema è il Wwf, che in occasione della Conferenza mondiale degli oceani, ha presentato uno studio realizzato da un team di esperti - biologi, economisti, studiosi di ecosistemi - che si sono avvalsi di oltre 300 analisi scientifiche. La ricetta individuata non è nuova: ridurre le emissioni di gas serra con investimenti internazionali che rafforzino l'ambiente naturale della regione. Una gestione efficace delle risorse costiere, che includa reti regionali di aree marine protete, la protezione delle mangrovie e dei letti dei fiumi e una buona gestione del pescato si tradurranno in un declino più lento di queste risorse».
La scadenza individuata per elaborare le strategie di difesa è quella del prossimo dicembre, quando a Copenhagen avrà luogo la Conferenza delle parti della Convenzione quadro sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite. Sarà lì che bisognerà trovare un intesa sulla riduzione delle emissioni di gas serra. Noi restiamo in attesa.

11.7.2011

Vacanze di micio: meglio a casa

Se si va in vacanza per periodi brevi è meglio lasciare il gatto in casa PROPRIA con una persona di fiducia addetta al cibo ed alla cassetta, in grado di capire eventuali problemi.di salute e di toccarlo per carezze e coccole e per pettinarlo. Per cani e gatti, non prenotare all' ultimo minuto e scegliere sia su consiglio del veterinario e/o informandosi anche da conoscenti fidati; è meglio fare prima di lasciare l'animale per lunghi periodi almeno due giorni di prova. E' importante portare il proprio animale direttamente alla struttura prescelta in precedenza visitata, senza intermediari, perché occorre sapere in quali condizioni verrà tenuto. La pensione piu' affidabile e' quella dove si puo' entrare senza preavviso per fare visita all'animale. Evitare “appartamenti pensione” dove e' impossibile una disinfezione accurata. Anche per il gatto è meglio una gabbia di 1,5 metri quadri, con possibili saliscendi e area separata per la toilette, per il rischio contagio: e' una questione di sicurezza sanitaria'. Ed e' sempre bene lasciare un contatto reperibile.Per le VACCINAZIONI:: nel gatto meglio fare il richiamo della trivalente, se va all'aperto ed in pensione per lunghi periodi anche con la leucemia felina. Per il cane è bene optare per vaccinazioni complete anche di parainfluenza e leptospirosi. Se si porta l'animale con se attenzione al passaporto sanitario per espatriare (cane, gatto, furetto), da richiedere alla Asl veterinaria di appartenenza, che sostituisce i certificati di buona salute, rilasciato dopo l'applicazione del microchip e l'iscrizione all'anagrafe regionale, ed alla vaccinazione per la rabbia. Non in tutti i paesi le norme per introdurre gli animali sono uguali, quindi è indispensabile informarsi con alcuni mesi di anticipo.E' opportunopoi prepararsi una lista, anche tramite l'aiuto del proprio veterinario, su strutture sanitarie nel luogo di villeggiatura in caso di emergenza.
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