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Il magazine degli animali

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7.1.2011

Labrador con fobie

Oggi rispondiamo a Eleana che ci scrive perché ha problemi con il suo labrador di 7 anni. Da sempre ha alcune fobie che ultimamente sono aumentate. Tra queste: scendere le scale, salire sulla macchina, camminare su superfici diverse etc.. etc.. Risponde Daniela Lisi, educatrice cinofila.
"Cara Eleana, il mio primo consiglio è di sicuro quello di contattare un comportamentalista. Non abbiamo parlato spesso di questa figura ma in realtà è molto importante perché aiuta a risolvere problemi ai quali l'educatore cinofilo non può porre rimedio e la fobia è assolutamente una di queste. Il fatto che il tuo cane, all'età di 7 anni, abbia ancora paura di compiere azioni all'ordine del giorno, non è decisamente normale.. e quanto ti hanno detto: ovvero che il cane è pauroso perché ha un buon carattere... non è l'interpretazione giusta. Come sempre consiglio di non fermarsi mai al primo parere dell'esperto...
Un cane normale non deve avere fobie. Può essere spaventato qualche volta ma, non fare le scale, non salire sulla macchina etc.. sono azioni che il cane non dovrebbe temere di compiere a meno che dietro a queste non ci siano dei traumi particolari.
Il tuo cane ha bisogno di acquisire un pò più di fiducia in se stesso e di fidarsi di te.. questo lo porterà a non temere di affrontare le diverse situazioni.
A questo proposito vorrei parlarvi di una nuova disciplina chiamata Mobility Dog molto praticata in Svizzera, non agonistica e non competitiva, che consiste nell' esecuzione di 15 prove ad ostacoli simili, ma non uguali, a quelli dell'agility. Le prove non richiedono particolari abilità fisiche o percorsi di addestramento che forzino la natura del cane, si tratta di un'attività studiata appositamente per permettere a qualsiasi cane - indipendentemente dall' età, dalla razza e da precedenti percorsi di addestramento - di lavorare con il proprio conduttore raffinando la comunicazione e l'equilibrio del rapporto e a far si che il cane sia più sicuro di sé.
Tornando a te Eleana se hai bisogno del nome di un buon comportamentalista scrivimi pure a prontofido@prontofido.net per avere invece maggiori informazioni sulla Mobility Dog potete andare su www.mobilitydog.it".

5.1.2011

Se Fido arriva dal canile (seconda parte)

Un cane adulto adottato dal canile ha bisogno di almeno 30 – 40 giorni di “adattamento” prima di mostrare il “vero” comportamento. Ciò significa che durante il primo mese di convivenza la famiglia dovrà prestare molta attenzione al comportamento del nuovo arrivato. Da una ricerca effettuata sottoponendo circa 200 cani adottati da differenti canili ad una visita comportamentale, è emerso che i principali comportamenti lamentati sono: le paure (fobie rivolte agli esseri umani, ai rumori, agli oggetti, agli altri cani), il comportamento di aggressione e gli attacchi di panico in assenza dei proprietari (con vocalizzi, distruzioni, minzioni e defecazioni). Secondo uno studio realizzato in Francia, il principale motivo di abbandono sono proprio i problemi comportamentali! Il proprietario può chiedere consiglio al Medico Veterinario comportamentalista che, durante la visita pre – adozione, potrà dare informazioni in relazione alla razza, alla taglia, all'età e all'introduzione del cane nella nuova famiglia.
Sabrina Giussani, Medico Veterinario che si occupa di Medicina del Comportamento.

4.1.2011

Se Fido arriva dal canile (prima parte)

Sabrina Giussani, Medico Veterinario che si occupa di Medicina del Comportamento:
L'adozione di un cucciolo o di un cane adulto provoca, spesso, importanti cambiamenti nella vita della famiglia … un po' come accade all'arrivo di un bimbo! È necessario valutare attentamente più parametri: la composizione della famiglia e la giornata tipo, l'ambiente di vita. La presenza di bambini, soprattutto di età inferiore ai 5 anni, deve indirizzare la scelta verso un cucciolo di piccola taglia. Infatti, il cane diventerà un compagno di giochi solo se crescerà con i bambini e sarà di piccola taglia in modo da poter essere gestito anche dai piccoli. Certamente la supervisione degli adulti è fondamentale poiché il cane non è un baby – sitter! Anche in presenza di anziani è necessario adottare un cane, preferibilmente adulto, di piccola taglia in modo che possa essere un compagno di passeggiata e non un turbine che salta addosso e tira come un trattore. La giornata tipo della famiglia è fondamentale per scegliere di adottare un cane: è necessario avere un po' di tempo a disposizione da dedicare al cane. Quando il lavoro impegna la maggior parte della giornata è difficile per il cane accettare di rimanere a casa solo 8 – 10 ore al giorno. La scelta della taglia del cane in base alla dimensione dell'abitazione è il parametro meno importante: il cane non ha bisogno di un grande giardino ma deve vivere all'interno di un gruppo sociale e svolgere delle attività. Le passeggiate, andare in automobile, giocare con gli altri cani, incontrare numerose persone … tutto in compagnia della famiglia di adozione è fondamentale per il benessere del cane stesso.

3.1.2011

Cani e gatti insieme?

Il Professor Joseph Terkel dell'Università di Tel Aviv ha pubblicato i risultati di una ricerca su un campione di duecento persone che convivono con un cane e un gatto. Sembra incredibile ma questi sono i risultati: solo nel dieci per cento erano presenti situazioni apertamente conflittuali. In un quarto del campione cane e gatto si ignoravano, ma in tutti gli altri casi avevano stabilito una relazione amichevole. Il 65 per cento delle volte insomma, cane e gatto conviventi, si salutavano affettuosamente incontrandosi, mangiavano, giocavano e dormivano insieme.
Terkel sottolinea che cani e gatti, hanno molti segni di amicizia o ostilità opposti, tipo: il cane agita la coda in segno di amicizia, il gatto quando è nervoso. Il gatto evita di guardare quando minaccia, per il cane quello è un segno di sottomissione, eppure nelle convivenze quando un cane agita la coda il gatto va strusciarsi affettuosamente come se avesse imparato la lingua del cane.
Ma la coabitazione ha più change di successo se il gatto arriva in casa prima del cane. E questo anche perché la coabitazione con il genitore “umano” ha reso più infantili entrambi.
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