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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

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16.9.2010

Le scimmie soffrono il solletico

Le scimmie soffrono il solletico, e sono capaci di ridere proprio come gli esseri umani. Una caratteristica che abbiamo ereditato dal nostro antenato comune, ben 16 milioni di anni fa. E' quanto sostiene la ricerca della dottoressa Marina Davila Ross, primatologa dell'università di Portsmouth, in Inghilterra. Con il suo team ha analizzato le registrazione di oltre 800 risate di bambini, oranghi, scimpanzè e gorilla a cui veniva fatto il solletico. Per ottenere le registrazioni sono stati solleticate oltre 20 giovani scimmie e 3 bebè umani.
"Nonostante le diversità, la ricerca indica che la risata ha basi pre-umane", spiega la dottoressa Davila Ross, "ed è probabile che le grandi scimmie usino quesi suoni per interagire fra loro in modo simile al nostro".
Di più. Le differenze stesse fra i suoni emessi durante la risata avrebbero un senso: corrispondono alla differenziazione delle specie sull'albero genealogico nel corso dell'evoluzione.
"E' una scoperta molto importante per la ricerca sulle emozioni di uomini e animali, ma anche per la gestione e i rapporti con i primati liberi o in cattività". La ricercatrice ha aggiunto che, secondo i suoi studi, la risata si è evoluta gradualmente nel corso degli ultimi 10 o 16 milioni di anni della storia evolutiva dei primati, uomo compreso.
Dopo aver solleticato tutte le diverse specie di grandi scimmie, si sono trovate anche somiglianze sorprendenti tra esseri umani, gorilla e scimpanzè bonobo (che, non a caso, condividono con noi oltre il 96% del patrimonio genetico). Tutte e tre le specie hanno lo stesso meccanismo fisico di emissione della risata.
Prima di questa scoperta, si credeva che la risata delle scimmie fosse semplicemente un riflesso empatico volontario di imitazione e non la risposta involontaria a uno stimolo come il solletico.
Viva la risata e aurevoir

15.9.2010

Pericolo di estinzione per le barriere coralline

Entro la fine del secolo le barriere coralline potrebbero sparire da quell'angolo della Terra dove sono presenti in maggiore densità, il cosiddetto «Triangolo dei coralli» che si estende tra le coste e i mari di sei Paesi indonesiani: Filippine, Malesia, Papua Nuova Guinea, Isole Salomone e Timor Est. Pensate, qui si trovano il 76% delle specie di coralli censite in tutto il mondo e oltre il 35% delle specie di pesci presenti nelle barriere coralline, compreso il tonno. A lanciare l'allarme sulla sopravvivenza di questo ecosistema è il Wwf, che in occasione della Conferenza mondiale degli oceani, ha presentato uno studio realizzato da un team di esperti - biologi, economisti, studiosi di ecosistemi - che si sono avvalsi di oltre 300 analisi scientifiche. La ricetta individuata non è nuova: ridurre le emissioni di gas serra con investimenti internazionali che rafforzino l'ambiente naturale della regione. Una gestione efficace delle risorse costiere, che includa reti regionali di aree marine protete, la protezione delle mangrovie e dei letti dei fiumi e una buona gestione del pescato si tradurranno in un declino più lento di queste risorse».
La scadenza individuata per elaborare le strategie di difesa è quella del prossimo dicembre, quando a Copenhagen avrà luogo la Conferenza delle parti della Convenzione quadro sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite. Sarà lì che bisognerà trovare un intesa sulla riduzione delle emissioni di gas serra. Noi restiamo in attesa e intanto

14.9.2010

Le balene cantano

Che le balene cantino per amore è cosa che alcuni già sanno. Ciò che ha stupito i ricercatori ascoltando le registrazioni degli idrofoni è che una particolare specie balena, ha sviluppato un sofisticato canto “a più voci” che rende molto più attrattivo il richiamo d'amore per il futuro partner.
I registratori della base olandese hanno potuto così registrare il canto d'amore della balena franca di Groenlandia, una melodia molto sofisticata sviluppata da questi cetacei per attrarre in maniera più efficace le compagne (o i compagni) e garantire in questo modo la sopravvivenza della specie.
"Il canto delle balene non è un fenomeno nuovo, La cosa speciale è però che la Balaena mysticetus, riconoscibile dalla testa gibbosa, canta “a più voci”. Produce due differenti “canzoni' o suoni, a volte anche mischiati tra loro. Cosa mai registrata in altri cetacei".
"Inoltre, questi animali, che possono arrivare a 20 metri di lunghezza e alle 152 tonnellate di peso, cambiano le loro canzoni di anno in anno e, soprattutto, non ripetano mai i motivi degli anni precedenti". La balena di Groenlandia è, tra tutte le balene canterine, quella che è in grado di elaborare le canzoni d'amore più complicate, specialmente alle frequenze più alte (tra i 100 e i 2000 Hertz).
Gli studiosi si domandano se la sua capacità di cambiare canzoni ogni anno sia finalizzata ad attrarre a ogni ciclo riproduttivo partner sempre diversi per diffondere meglio i propri geni. Pensate che è l'unica balena di cui non si sia riusciti a capire se a cantare sia la femmina o il maschio, oppure entrambi.

13.9.2010

Vivisezione: sì con molte polemiche

L'Europarlamento ha approvato la nuova direttiva per ridurre l'uso degli animali negli esperimenti scientifici e per limitare i test più dolorosi. Dovrà essere applicata nei 27 Stati membri entro due anni. Ma il testo finale di compromesso ha generato polemiche perché ha perso importanti tutele sul benessere degli animali ed ha tenuto conto di numerose richieste della lobby dell'industria farmaceutica.
Per saperne di più abbiamo in collegamento la biologa Michela Kuan, responsabile nazionale LAV Settore Vivisezione.
“Nel complesso il testo approvato risulta deludente, soprattutto in considerazione dei progressi scientifici, dell'affermarsi dei metodi alternativi all'uso di animali e dell'opinione pubblica espressasi in modo chiaramente contrario alla sperimentazione animale”, afferma Michela Kuan, biologa, responsabile nazionale LAV settore Vivisezione.
Il testo proposto nella sua prima versione del novembre del 2008, era fortemente innovativo rispetto al vigente e, anche se non totalmente coerente con le ottiche animaliste, presentava numerosi punti migliorativi per la tutela e il benessere degli animali da laboratorio; purtroppo tale testo nel corso dei mesi è stato modificato attraverso vari passaggi, tutti peggiorativi. La lobby vivisettoria ha, infatti, ben saputo veicolare le scelte politiche per ottenere maggiore libertà e minori restrizioni nel ricorso al modello animale.
Tra gli articoli più negativi abbiamo: la possibilità di poter ricorrere, anche se in deroga, a gatti e cani randagi (ma in Italia tale pratica è vietata fin dal 1991), la possibilità di utilizzare specie in via d'estinzione e/o catturate in natura (compresi i Primati e in particolare le grandi scimmie), il ricorso a soppressione per inalazione di anidride carbonica come metodo di uccisione di riferimento, definito dalla legge come “umanitario” ma che in realtà provoca alti e prolungati livelli di sofferenza, fatto riconosciuto scientificamente; la possibilità di effettuare esperimenti senza anestesia, autorizzazione anche per esperimenti altamente dolorosi.







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