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Il magazine degli animali

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7.5.2010

I miei due cani litigano!

Oggi rispondiamo a patrizia che ci scrive molto preoccupata per la situazione che sta vivendo: i suoi due cani, un labrador ed un bull mastiff, continuano a litigare provocandosi anche ferite notevoli. Teme di dover rinunciare ad uno dei due... Risponde Daniela Lisi.
"Cara patrizia, la tua lunga mail mi ha dato modo di capire quanto ami i tuoi cani e quanto tu sia in difficoltà. Forse può consolarti sapere che il tuo problema non è così raro, sono diverse le persone che si trovano nella tua stessa situazione, dalla quale credono di non poter più uscire se non dovendo rinunciare ad uno dei cani. La verità è che a volte basta inserire delle regole all'interno del branco per una serena e sana convivenza. E' probabile che i cani stiano cercando di stabilirle da soli queste regole ma molto probabilmente nessuno dei due ha intenzione di sottostare all'altro.
Allora a questo punto è necessario che tu, che dovresti essere il loro leader e punto di riferimento, intervenga prendendo posizione.
Capisco che no è facile capire quali siano le regole migliori da impostare, appunto per questo il mio consiglio è quello di affidarti ad un comportamentalista che recandosi a casa potrà capire da cosa scaturiscono gli atteggiamenti aggressivi dei cani.
C'è la probabilità che la soluzione sia più semplice di quanto pensi. A volte basta semplicemente evitare che i cani si trovino in alcune situazioni di scontro: ad esempio il momento del pasto oppure la gestione delle risorse o ancora degli spazi.
Molto probabilmente uno dei due cani, a quanto ho capito il bull mastiff, sta cercando di spiegare al labrador quello che non gli va... e avendo una mole decisamente più massiccia ed una scarsa regolazione del morso, il labrador ne esce ogni volta bucato.
In conclusione, prima di prendere qualsiasi decisione contatta un comportamentalista che ti toglierà ogni dubbio e non avrai rimpianti pensando che forse avresti potuto fare qualcosa prima di rinunciare ad uno dei tuoi cani."

6.5.2010

70 gatte salvate dalla vivisezione pronte all'adozione

La speranza di una vita libera e dignitosa può diventare realtà anche per gli animali nati e vissuti in un laboratorio, dove sono stati sottoposti a sperimentazioni dolorose: è accaduto, di recente, a 70 gatte sottoposte a test per verificare l'efficacia di vaccini per l'immunodeficienza felina e poi salvate grazie a un programma di riabilitazione fisica e psicologia, svolto da I-Care con il sostegno della LAV.
Le 70 gatte, tenute per anni in piccole gabbie lontano dal loro ambiente naturale e private delle loro necessità etologiche, Sono state sottoposte a continui prelievi, o immunodeficienza felina, indotta da un virus simile a quello che provoca l'AIDS nell'uomo, e provoca un lento indebolimento del sistema immunitario, rendendo il corpo vulnerabile anche al più banale raffreddore o agente esterno. Ma adesso, dopo un periodo di recupero fisico e riabilitazione psicologia, durante il quale hanno sviluppato la muscolatura, imparato a saltare e interagire con i propri simili e l'uomo, sono pronte per trovare l'affetto di una famiglia.
“Purtroppo, la legge italiana consente ancora l'utilizzo di questi animali – paradossalmente tra i più diffusi nelle nostre case, insieme ai cani - e nell'attesa di un divieto legislativo, auspichiamo che non vengano rilasciate dal Ministero della Salute nuove autorizzazioni a scopo sperimentale, anche se al momento non risultano nuove richieste”, dichiara Michela Kuan, biologa, responsabile LAV settore Vivisezione.
Ma fra questi orrori ecco la bella notizia. Le prime 6 gatte delle 70 sottoposte al test sono state già felicemente adottate e le altre sono in cerca di una famiglia: è possibile candidarsi per l'adozione o comunque sostenere questo progetto collegandosi a www.lav.it o scrivendo a info@icare-italia.org

5.5.2010

Fido ha la tosse!

Abbiamo ricevuto la seguente mail a prontofido@prontofido.net:
Il mio Pluto, cocker di 7 anni da qualche giorno ha la tosse, cosa devo fare?
Risponde il dottor Emanuele Minetti, medico veterinario a Milano e vice presidente dell'ANMVI
Ecco alcuni suggerimenti:
1. Osservare il cane con attenzione qualche minuto, verificando il tipo di respiro e di tosse presente
2. Affanno e intolleranza all'esercizio sono più spesso di origine cardiogena
3. Il soggetto cardiopatico generalmente ha uno scadente stato di nutrizione
4. Verificare che la segnalazione della presenza di tosse corrisponda al problema effettivamente lamentato
5. La presenza di rantoli respiratori non va associata necessariamente ad edema polmonare
6. Il soggetto cardiopatico è tendenzialmente tachicardico, mentre la malattia respiratoria si associa più facilmente a bradicardia o aritmia respiratoria
7. La tosse evocata con palpazione tracheale non è patognomonica del collasso della trachea
8. Il gatto con tosse presenta generalmente un problema respiratorio
E' importante riuscire a differenziare le cause di origine respiratoria e quelle di origine cardiaca. Tuttavia tale differenziazione non è facile e l'indagine richiede l'utilizzo di molte metodiche complementari come esame radiografico del torace, ECG, ecocardiografia eccetera.
Bisogna controllare l'obesità nei soggetti con problemi di tracheobronchite cronica e/o collasso tracheale. L'uso dei cortisonici deve essere limitato ai primi giorni della terapia. L'uso dei sintomatici della tosse dovrebbe essere limitato ai casi in cui si possano escludere cause batteriche.

4.5.2010

Il delfino? Un gran romanticone

I delfini sono belli da vedere e sono amici dell'uomo da sempre, ma adesso sappiamo che sono anche degli inguaribili romantici. Pensate che per conquistare una compagna si presentano all'appuntamento con un bouquet di alghe così come ha dimostrato una ricerca compiuta in Amazzonia da un'equipe britannica e pubblicata dalla rivista Nature.
Gli studiosi hanno scelto 6.000 gruppi di delfini che vicono nella foresta pluviale di Mamiraua, tra questi sono stati isolati 221 gruppi in cui almeno un esemplare portava in bocca una specie di mazzo di alghe o dei ramoscelli per persuadere la femmina all'accoppiamento.
Insomma a quanto pare i mammiferi marinai sono sempre più simili all'uomo. All'uomo galante però che ormai è invia di estinzione.

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