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Il magazine degli animali

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21.1.2010

Basta carne di cavallo a tavola?

Molto presto la carne di cavallo potrebbe essere bandita dalle tavole italiane. Sull'argomento c'è già una proposta di legge: nelle norme volute dalla sottosegretaria alla Salute, Francesca Martini, si prevede che i quadrupedi siano, sostanzialmente, equiparati a cani e gatti. La legge, che avrebbe un carattere bipartisan, rischia però di scontrarsi con chi considera la carne di cavallo una prelibatezza.
Si procederà per gradi, fissando una serie di paletti legislativi per arrivare all'obiettivo finale. Il giro d'affari in Italia è piuttosto ridotto, tranne nelle zone dove per tradizione la carne di cavallo la fa da tempo da padrona.
Il consumo di carne di cavallo è concentrato in alcune regioni: la Puglia consuma il 32% del totale nazionale, la Lombardia il 14,3%, il Piemonte il 10,8%, l'Emilia Romagna il 9,2%; il Veneto il 7,6%, il Lazio il 5,5%; tale consumo risulta in diminuzione (la media procapite è di quasi 1 kg), segno di una evoluzione culturale probabilmente legata ad una sempre più sentita identificazione del cavallo come animale "da compagnia".
I controlli di polizia hanno costantemente rivelato la sofferenza e la crudeltà del commercio di cavalli vivi destinati al macello, dal momento che la normativa comunitaria che prevede che i cavalli viaggino in box singoli e possano riposare, nonché avere cibo e acqua sufficienti, viene regolarmente ignorata. Seguendo l'impegno del Piano quinquennale sul benessere animale, l'UE entro quest'anno proporrà nuove e più restringenti norme per ridurre i tempi di viaggio e le densità di carico degli animali vivi destinati al macello. Adesso si spera che questi viaggi della sofferenza finiscano presto, almeno in Italia.

20.1.2010

Ho adottato un secondo gatto: aiuto!

Oggi per lo spazio del veterinario rispondiamo a Veronica che ci ha scritto una lunghissima mail da Amsterdam che vedrò di sintetrizzare:
Ho una gattona di 4 anni di nome Joint e' la mia vita, l'ho presa quando aveva 4 settimane perche' la madre non la voleva piu', e dall'ora io e lei siamo legatissime. Sono una webdesigner e ho la possibilita' di lavorare da casa, per cui io e lei passiamo tanto tempo insieme, pero' l'ho osservata per un lungo periodo, e ho avuto la sensazione che le mancasse qualcosa, e allora dopo mesi e mesi di ponderamento, sono andata alla banca dei gatti (gattile) che c'è qui ad Amsterdam e ho preso un micio, Romeo quasi 10 mesi circa che ha un carattere meraviglioso, dolcissimo, docile, tranquillissimo,
Ma comunque arrivo al dunque..
Joint adesso e' mogia mogia, triste, da ieri non mangia piu'; ieri mattina (giovedi) ha fatto il primo pasto al mattino non finendolo.. e poi non ha piu' toccato cibo, nemmeno il prosciuttino che tanto le piace, nulla..
Mi sento veramente male, pensavo di farle un bel regalo un nuovo amico.. invece lei sta male, ma forse sara' solo il momento e poi le passera'.. ?
Cosa faccio? qualche consiglio mi aiuterebbe proprio.
Risponde Il dottor Emanuele Minetti medico veterinario a Milano e vice presidente dell'ANMVI Lombardia
"Buongiorno Veronica, era ovvio che sarebbe successo qualcosa in questo senso inserendo in un territorio così marcato e definito, e forse piccolo, un nuovo gatto. Inoltre deve considerare che lei e la sua gatta avete trascorso, in base alle sue parole, 4 anni in totale simbiosi.
Oggi, se vogliamo un poco estremizzare, è più un problema di spazi da gestire, vedrà che arriveranno a sopportarsi bene, ma per far si che riescano ad interagire, quindi instaurino una vera relazione complessa, ci vorrà tempo.
Si deve stabilire la gerarchia fra di loro, ma anche quella con lei, cose quindi complesse, fatte di piccoli passi avanti ed anche di passi indietro.
Le cose se le gestiranno molto loro, io le consiglio intanto un arricchimento ambientale per favorirne il gioco e l'attività fisica.
Inoltre può applicare il diffusore di feromoni appaganti in casa, vedere come e quanto serve nelle prime 4 settimane, quindi se funziona acquistare anche la ricarica per almeno un altro mese.
Metta loro a disposizione anche 2 lettiere, non ne lasci solo una per tutti e due.
Mi tenga informato."
Per fare una domanda al dottor Minetti scrivete a www.prontofido.net alla pagina del veterinario.






19.1.2010

Gli angeli a quattro zampe ad haiti

Nelle loro gabbie hanno attraversato mari e oceani. E adesso aspettano solo un cenno per entrare in azione, segnalando ai loro conduttori la presenza di persone ancora in vita sotto i palazzi crollati di Haiti. Li abbiamo già visti in azione in Abruzzo, dopo il sisma dell'aprile scorso. Ma gli “angeli a quattro zampe” faranno la stessa cosa anche tra le rovine dell'area di Port-au-Prince completamente devastata dal terremoto di martedì
Squadre cinofile infatti sono partite dalla Spagna, dalla Francia, dal Messico, dagli Usa. Persino dalla Cina e da Taiwan. Il contributo fornito dai cani è irrinunciabile. Il loro fiuto è eccezionale, la loro capacità di infilarsi in fessure e anfratti quando a poche ore da un evento come un terremoto per l'uomo è impossibile farsi largo tra i cumuli di macerie, può fare la differenza tra la vita e la morte. Fondamentale, insomma, vincere il fattore tempo. E concentrare gli sforzi e le operazioni di scavo laddove c'è certezza di trovare qualcuno. E dove agire, sono proprio loro, i cani, a segnalarlo.
I cani utilizzati in queste situazioni possono essere di varie razze e gli esemplari più idonei vengono di solito selezionati già negli allevamenti. Vengono assegnati da cuccioli ad un conduttore e dal momento del loro primo incontro, i due iniziano a fare "coppia fissa". Il cane inizia a vivere con il conduttore, va a casa con lui e tra i due si crea una stretta simbiosi ed è la cosa più importante stabilire un legame molto forte tra l'uomo e l'animale». Perché per il quattrozampe la ricerca dei dispersi è sì la prosecuzione di un gioco imparato durante l'addestramento, ma quando il cane è diventato operativo, in un certo senso capisce anche di operare per conto dell'uomo. Di qui l'esigenza di una forte identificazione dell'animale con il proprio conduttore.
L'addestramento prevede diverse fasi: dalla socializzazione all'obbedienza, fino all'apprendimento delle tecniche operative. Il primo addestramento dura alcuni mesi, ma poi ogni anno vengono eseguiti diversi test di operatività.
E allora buon lavoro anche ad Haiti “angeli a quattro zampe”.

18.1.2010

Passeggiata col cane uguale palestra

Una bella notizia ci arriva da una ricerca inglese, particolarmente interessante per chi come me passeggia con il cane, la novità è che oltre a far del bene al nostro amico ci assicura una regolare attività fisica.
La Bob Martin, un'azienda inglese specializzata nel benessere degli animali ha fatto un po' di conti e alla fine ha redatto il bilancio positivo del “moto col cane” ed il quotidiano britannico Daily Telegraph ha pubblicato il risultato che udite udite, è comparabile con il beneficio fisico ottenuto da chi frequenta regolarmente una palestra.
L'articolo spiega che “chi ha un cane lo porta a spasso due volte al giorno per circa 20 minuti per un totale di cinque ore la settimana, se poi le passeggiate sono tre al giorno si raggiungono le otto ore settimanali.
Lo studio inglese afferma che in palestra si passano in media un'ora e 20 minuti la settimana, oltretutto, prosegue la ricerca, “il 70% degli inglesi considera la palestra un vero peso mentre la nostra bella passeggiata con l'amico a 4 zampe è considerata un impegno gravoso solo dal 22%.
Per non parlare del risparmio economico che non è poco. E' tutto per oggi.
(Nella foto: Il Presidente Obama ed il suo cane Bo)
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