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Il magazine degli animali

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9.4.2009

Gli angeli a quattro zampe

Sono molti, i cittadini di L'Aquila e dei piccoli comuni devastati dal sisma, che probabilmente devono la loro vita agli angeli a quattro zampe, Yuri, Laka, Athos e alle decine di altri cani che in questi giorni hanno affiancato i soccorritori nell'opera di salvataggio. Fin dalle ore immediatamente successive ai crolli, sono state una sessantina le unità cinofile impegnate sul campo, dislocate tra il capoluogo e gli altri centri dove sono stati registrati crolli di edifici. La protezione civile e le altre organizzazioni scese immediatamente in campo hanno mobilitato le proprie squadre di ricerca, ben sapendo che la rapidità in questi casi è fondamentale nel decretare le possibilità di successo. E' proprio in questi frangenti che l'uomo ha bisogno di affidarsi al suo più fedele amico, capace di arrivare dove lui mai non potrebbe, e di percepire segnali, suoni e odori che diversamente non sarebbero colti.
Le unità cinofile impiegate in Abruzzo provengono dalla Lombardia, dal Lazio, dalla Toscana dal Veneto e da diverse altre regioni e sono organizzate perlopiù dall'Ucis (Unità cinofile italiane da soccorso), l'organizzazione che raccoglie i diversi gruppi istituzionali e di volontari sparsi sul territorio nazionale. Ogni unità è composta da un cane e dal suo conduttore, che formano un connubio inscindibile, basato soprattutto sulla fiducia reciproca e su una certa capacità di confidenza e di intesa. E' da questa specialissima relazione a due che scaturisce quella sincronia che si rivela spesso determinante nelle situazioni più difficili, quelle in cui si lotta contro il tempo.
Le razze che vengono utilizzate sono le più diverse: pastori tedeschi, labrador e golden retriever, collie, pastori del Belgio. Ma non è indispensabile avere un pedigree: sono diversi i casi di cani impiegati dalle forze dell'ordine che si sono rivelati validi «agenti» pur essendo dei meticci e, in alcuni casi, degli ex trovatelli adottati in un canile o recuperati nel corso di operazioni contro il traffico di cuccioli.
Ogni volta che un esercizio viene compiuto nel migliore dei modi, l'animale viene gratificato. E così è indotto a ripeterlo e a farlo sempre meglio.
Grazie angeli a quattro zampe.

8.4.2009

Le macache conoscono il valore del denaro

Da uno studio di Dario Maestripieri pubblicato sulla rivista Etology emerge che le femmine del macaco usano con i loro piccoli un linguaggio del tutto particolare fatto di versi semplici e toni alti, una tecnica usata anche dall'essere umano quando si rivolge ai neonati.
Un altro particolare curioso effettuato su femmine delle foreste di Porto Rico studiate per circa un anno è che quando le femmine di macaco incontrano una mamma parlano in “mammese” proprio come avviene nei nostri parchi intorno alla carrozzina di un bebè.
Ma non è tutto, da uno studio di Elsa Addessi è stato dimostrato che i primati capiscono il valore del denaro.
Mentre altri studi hanno scoperto che i primati tramandano alcuni comportamenti acquisiti come l'uso di utensili o di alcune piante medicinali come una speciale prugna la “vitex doniana”. Secondo i ricercatori inglesi le femmine di babbuino in certi periodi dell'anno ne mangiano grandi quantità con lo scopo di non rimanere incinte, visto che queste prugne speciali contengono grandi quantità di ormone progestinico che funziona proprio come la pillola anticoncezionale.


7.4.2009

Emergenza randagi

Oggi torniamo a parlare a distanza di un mese dai fatti tragici nel Ragusano con Ilaria Innocenti respondabile settore Cani e Gatti della LAV:
"Purtroppo dopo la morte di un bambino e il ferimento di altre persone in provincia di Ragusa, tutti si rendono conto finalmente dell'importanza della questione randagismo. Un problema a lungo sottovalutato dalle Istituzioni che hanno dimenticato o non attuato i compiti e le responsabilità che le leggi gli affidano sul randagismo e per la tutela della salute e dell'incolumità pubblica.
Simili tragedie si sarebbero potute evitare se il randagismo fosse stato affrontato con una strategia d'interventi previsti dalla legislazione nazionale e regionale: sterilizzazione, anagrafe canina, costruzione e ristrutturazione dei canili, promozione delle adozioni e del corretto rapporto uomo-animali.
E' necessario quindi che vi sia un punto di svolta affinché l'emergenza sia affrontata in maniera corretta nel rispetto del benessere animale e dell'incolumità pubblica.
Ieri per la Sicilia sono giunti segnali incoraggianti: alla presenza del Sottosegretario Martini, la Sen. Carla Rocchi Presidente Enpa, il Presidente della LAV Gianluca Felicetti, il Presidente Lega Nazionale difesa del Cane Laura Rossi e il Direttore Scientifico degli Animalisti Italiani Onlus, hanno incontrato l'Assessore alla Sanità della Regione Siciliana Dott. Mario Russo.
Le Associazioni Animaliste hanno preso atto con soddisfazione della volontà dell'Assessore di coinvolgerle per procedere rapidamente a tutti quegli interventi economici, organizzativi e di controllo che pervengano al tempo stesso al risultato di fare luce sulle responsabilità e sugli interventi necessari a superare, in provincia di Ragusa e in tutta l'isola, la condizione di emergenza e, fino ad oggi, di grave sottostima del problema.
Le Associazioni e l'Assessore Russo hanno concordato nell'esigenza di dare piena applicazione alla legge nazionale e regionale, la cui mancata applicazione da parte delle strutture territoriali a ciò preposte, ha causato il disastro gestionale che ora appare evidente agli occhi di tutti e le ben note tragedie conseguenti.
Sempre di ieri un'altra buona notizia: per frenare il fenomeno dei bocconi avvelenati il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, ha scritto ai Prefetti per richiamarli a una pronta applicazione di quanto disposto dall' “Ordinanza contingibile ed urgente concernente norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o bocconi avvelenati”, e l'invito a una rapida istituzione del previsto Tavolo di coordinamento con le Forze dell'ordine e gli Enti interessati, previsto dall'art. 4 comma 4 dell'Ordinanza stessa.
Tale Tavolo, coordinato dal Prefetto o da un suo rappresentante e composto da un rappresentante della Provincia, dai Sindaci delle aree interessate e da rappresentanti dei Servizi Veterinari delle Aziende Sanitarie Locali, del Corpo Forestale dello Stato, degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali competenti per territorio, delle Guardie zoofile e delle Forze di Polizia locali, è fondamentale in relazione sia alla necessaria prevenzione sia alla repressione del fenomeno che nel quadro dell'emergenza randagismo ha purtroppo subito un incremento.
Per ulteriori informazioni e per aggiornamenti è possibile consultare il sito www.lav.it"







6.4.2009

L'involuzione intellettuale di fido

Lo studio è stato pubblicato dal quotidiano Telegraph e non è passato inosservato visto che quello che emerge dalla ricerca presentata da Kenth Svartberg, Studioso dell'Università di Stoccolma non è incoraggiante per chi ama i cani. Secondo questa analisi il cane sarebbe una specie animale che, negli ultimi anni, ha visto ridurre le proprie capacità intellettuali con grande velocità.
L'involuzione intellettuale, registrata dagli scienziati svedesi, sarebbe dovuta al moderno sistema di allevamento e selezione che privilegia le caratteristiche fisiche del cane.
Il cambiamento è avvenuto nel corso di poche generazioni e riguarda in maniera prevalente i cani da compagnia, quindi soprattutto le razze nane o quelle di taglia piccola.
Comunque questa drammatica involuzione è la conseguenza, soprattutto delle richieste dei padroni: l'agilità mentale, infatti, è stata, diciamo così, erosa proprio dalla domanda di mercato di chi, oggi, preferisce cani che sappiano adattarsi alla vita pigra e consumistica dei padroni, semplicemente eseguendo comandi semplici e ripetitivi, invece che svolgere, proprio come avveniva una volta, lavori o mansioni anche complessi e di responsabilità.
E allora fate come me: un bel bastardino preso dal canile. Intelligenza 10 e lode

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