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Il magazine degli animali

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7.4.2009

Emergenza randagi

Oggi torniamo a parlare a distanza di un mese dai fatti tragici nel Ragusano con Ilaria Innocenti respondabile settore Cani e Gatti della LAV:
"Purtroppo dopo la morte di un bambino e il ferimento di altre persone in provincia di Ragusa, tutti si rendono conto finalmente dell'importanza della questione randagismo. Un problema a lungo sottovalutato dalle Istituzioni che hanno dimenticato o non attuato i compiti e le responsabilità che le leggi gli affidano sul randagismo e per la tutela della salute e dell'incolumità pubblica.
Simili tragedie si sarebbero potute evitare se il randagismo fosse stato affrontato con una strategia d'interventi previsti dalla legislazione nazionale e regionale: sterilizzazione, anagrafe canina, costruzione e ristrutturazione dei canili, promozione delle adozioni e del corretto rapporto uomo-animali.
E' necessario quindi che vi sia un punto di svolta affinché l'emergenza sia affrontata in maniera corretta nel rispetto del benessere animale e dell'incolumità pubblica.
Ieri per la Sicilia sono giunti segnali incoraggianti: alla presenza del Sottosegretario Martini, la Sen. Carla Rocchi Presidente Enpa, il Presidente della LAV Gianluca Felicetti, il Presidente Lega Nazionale difesa del Cane Laura Rossi e il Direttore Scientifico degli Animalisti Italiani Onlus, hanno incontrato l'Assessore alla Sanità della Regione Siciliana Dott. Mario Russo.
Le Associazioni Animaliste hanno preso atto con soddisfazione della volontà dell'Assessore di coinvolgerle per procedere rapidamente a tutti quegli interventi economici, organizzativi e di controllo che pervengano al tempo stesso al risultato di fare luce sulle responsabilità e sugli interventi necessari a superare, in provincia di Ragusa e in tutta l'isola, la condizione di emergenza e, fino ad oggi, di grave sottostima del problema.
Le Associazioni e l'Assessore Russo hanno concordato nell'esigenza di dare piena applicazione alla legge nazionale e regionale, la cui mancata applicazione da parte delle strutture territoriali a ciò preposte, ha causato il disastro gestionale che ora appare evidente agli occhi di tutti e le ben note tragedie conseguenti.
Sempre di ieri un'altra buona notizia: per frenare il fenomeno dei bocconi avvelenati il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, ha scritto ai Prefetti per richiamarli a una pronta applicazione di quanto disposto dall' “Ordinanza contingibile ed urgente concernente norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o bocconi avvelenati”, e l'invito a una rapida istituzione del previsto Tavolo di coordinamento con le Forze dell'ordine e gli Enti interessati, previsto dall'art. 4 comma 4 dell'Ordinanza stessa.
Tale Tavolo, coordinato dal Prefetto o da un suo rappresentante e composto da un rappresentante della Provincia, dai Sindaci delle aree interessate e da rappresentanti dei Servizi Veterinari delle Aziende Sanitarie Locali, del Corpo Forestale dello Stato, degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali competenti per territorio, delle Guardie zoofile e delle Forze di Polizia locali, è fondamentale in relazione sia alla necessaria prevenzione sia alla repressione del fenomeno che nel quadro dell'emergenza randagismo ha purtroppo subito un incremento.
Per ulteriori informazioni e per aggiornamenti è possibile consultare il sito www.lav.it"







6.4.2009

L'involuzione intellettuale di fido

Lo studio è stato pubblicato dal quotidiano Telegraph e non è passato inosservato visto che quello che emerge dalla ricerca presentata da Kenth Svartberg, Studioso dell'Università di Stoccolma non è incoraggiante per chi ama i cani. Secondo questa analisi il cane sarebbe una specie animale che, negli ultimi anni, ha visto ridurre le proprie capacità intellettuali con grande velocità.
L'involuzione intellettuale, registrata dagli scienziati svedesi, sarebbe dovuta al moderno sistema di allevamento e selezione che privilegia le caratteristiche fisiche del cane.
Il cambiamento è avvenuto nel corso di poche generazioni e riguarda in maniera prevalente i cani da compagnia, quindi soprattutto le razze nane o quelle di taglia piccola.
Comunque questa drammatica involuzione è la conseguenza, soprattutto delle richieste dei padroni: l'agilità mentale, infatti, è stata, diciamo così, erosa proprio dalla domanda di mercato di chi, oggi, preferisce cani che sappiano adattarsi alla vita pigra e consumistica dei padroni, semplicemente eseguendo comandi semplici e ripetitivi, invece che svolgere, proprio come avveniva una volta, lavori o mansioni anche complessi e di responsabilità.
E allora fate come me: un bel bastardino preso dal canile. Intelligenza 10 e lode

3.4.2009

Help! mi distruggono casa

Oggi rispondiamo a Giulia che ci scrive disperata, perché ha due cani di tre e due anni che distruggono giardino e cucina, i due luoghi a loro dedicati.
"Cara Giulia, la distruttività in un cane, soprattutto adulto, non è affatto da sottovalutare. I motivi per cui un cane distrugge possono essere svariati:

-   Noia, a causa di un ambiente poco stimolante;
-   Scarso gioco interattivo;
-   Ansia a rimanere solo;
-   Richiesta di attenzioni;
-   Iperattività;

Prendiamo in considerazione la possibilità che la causa sia la noia o lo scarso gioco interattivo. Un cane che si annoia, individua nella distruzione un'attività sostitutiva in grado di soddisfare, in parte, le sue necessità.
In questi casi è inutile punire il cane, bisognerà invece fornirgli l'esercizio e l'interazione necessari, nonché arricchire l'ambiente con diversi giochi interattivi.
Questi giochi, tra cui il Kong di cui spesso abbiamo parlato, sono stati studiati appositamente per intrattenere il cane.
Vi ricordo che il meccanismo dei giochi interattivi è quello di cercare di far uscire il cibo nascosto all'interno. Il vostro cane, giovane o adulto che sia, passerà molte ore divertendosi e stancandosi mentalmente. Questo porterà il cane ad essere più sereno e quindi meno distruttivo.
Se le cause della distruttività non dovessero essere le due di cui abbiamo appena parlato allora le soluzioni saranno un pò più complesse.
Fatti aiutare da un educatore cinofilo che vedendo i cani riuscirà di sicuro ad individuare il motivo per cui i tuoi cani distruggono." Daniela Lisi educatrice cinofila.

2.4.2009

Io e marley

Quando venne pubblicato in Europa e in Italia, Io e Marley di John Grogan aveva già conquistato da mesi gli States. Immediatamente anche i lettori italiani si innamorarono di questo libro semplice e commovente e come vuole la miglior tradizione cinematografica il “romanzo di successo si trasforma in un grande film”. E così è stato: la storia di Marley, un Labrador maschio e della sua famiglia è finita in pellicola.
Marley nel film è un disastro, un simpatico distruttore, un ciclone, ma attraverso il marasma da lui stesso creato nel corso degli anni, Marley osserva i suoi padroni vivere gli alti e bassi della vita familiare, cambiare lavoro e casa, e affrontare le difficoltà tipiche di una famiglia in crescita.
Insomma, Marley, il cane peggiore del mondo, in realtà finisce per tirar fuori il meglio dai suoi proprietari.
Qualche curiosità: per il film sono stati utilizzati 22 cani per interpretare Marley, che nella storia raggiunge 13 anni. 11 dei 22 Marley erano cuccioli, un numero necessario perché un cucciolo utilizzato per una scena cresceva troppo per poter essere riutilizzato nuovamente alcune settimane più tardi.
I Marley adulti avevano un età compresa tra i sei mesi ai quattordici anni.
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