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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

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17.6.2016

Il gattino troppo piccolo

"Ho adottato una gattina non sapendo che aveva solo un mese, Adesso ha due mesi circa e presenta sintomi di iperattività e aggressività, oltre al fatto che non si lecca mai il pelo e si sporca quindi molto.
Sarebbe possibile riportarla dalla madre e tornare a riprenderla tra qualche tempo in modo che impari a lavarsi e a relazionarsi con gli altri, o sarebbe traumatico per la gattina? Grazie in anticipo, Chiara" risponde la dott.ssa Sabrina Giussani Medico Veterinario esperta in comportamento animale:
"Buongiorno Loredana e a tutti gli ascoltatori.Il piccolo felino dovrebbe essere adottato intorno ai due mesi di vita poiché, per favorire un corretto sviluppo comportamentale, è fondamentale che il gattino rimanga a lungo con la madre e i fratelli. Mamma gatta rassicura i piccoli accorrendo ai loro richiami, li lecca e li abbraccia aiutandoli a gestire la paura. Intorno al mese di vita, quando i gattini riescono a camminare e a correre, la madre mostra loro come comunicare correttamente: i piccoli imparano a usare la bocca e le unghie senza provocare dolore al compagno di gioco e a controllare l'eccitazione. La mamma, infatti, quando un piccolo esagera e si azzuffa con un fratellino, lo abbraccia e lo calma aiutandolo a gestire la rabbia.
Riportare la gattina alla madre può essere una buona idea ma dipende da quanto tempo è passato dal distacco. Dopo più settimane i rapporti parentali (così come accade nell'essere umano) si perdono: la mamma può non riconoscere il proprio cucciolo non avendolo più visto. È necessario, quindi, realizzare un corretto inserimento con il supporto di un Medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale.Arrivederci alla prossima settimana"

16.6.2016

I grandi squali balena

Parliamo oggi dei grandi squali balena che sembrano essere scomparsi dagli oceani del pianeta. Lo denuncia uno studio pubblicato su Royal Society Open Science, che chiarisce come fino a dieci anni fa fosse normale avvistare esemplari lunghi circa 15 metri, mentre oggi è raro vederne uno da 7.
Dieci anni fa gli squali balena abitavano le calde acque oceaniche ed erano presenti dal Belize all'India, oggi sono avvistabili solo nel Pacifico orientale. Questi grandi pesci d'acqua salata rimangono per buona parte avvolti nel mistero dato che non si hanno informazioni sulla consistenza mondiale della popolazione. I ricercatori ipotizzano che questa tendenza sia dovuta prettamente alla pesca intensiva: anche se la specie è protetta in più Paesi, ci sono diversi uccisioni riconducibili alla pesca accidentale o illegale.
Resta comunque inconfutabile il fatto che gli avvistamenti dello squalo balena, attualmente classificato come specie vulnerabile dall'Unione Internazionale per la Conservazione delle Specie, siano diminuiti. Secondo quanto riportato recentemente da National Geographic, altri dati raccolti dall'industria ittica cinese e di Taiwan confermerebbero la diminuzione nelle dimensioni medie della specie.

15.6.2016

Intossicazioni alimentari

Le intossicazioni alimentari non sono un problema solo umano: anche i nostri amici a quattro zampe sono a rischio, se mangiano cibi che sono contaminati da batteri. Due di questi, Salmonella e Listeria, sono particolarmente pericolosi sia per gli uomini che per cani e gatti. E il principale fattore di rischio è mangiare alimenti crudi.
A lanciare l'allerta sono gli esperti della Food and Drug Administration (Fda) statunitense. Il cibo crudo, per i “pet”, «è rappresentato principalmente da carne, ossa e organi crudi – che possomo contenere microrganismi a rischio infezioni. Non solo, il cibo crudo può far stare male i nostri animali anche se non viene manipolato correttamente. Gli esperti non credono che l'alimentazione con cibi crudi per gli animali domestici sia coerente con l'obiettivo di proteggere il pubblico dai rischi significativi per la salute». Ecco perchè l'agenzia raccomanda la cottura di carne e pollame per uccidere i batteri nocivi prima di dare la “pappa” al cane o al gatto.
Gli esperti ricordano inoltre i sintomi di salmonellosi negli animali, che sono: vomito, diarrea, febbre, perdita di appetito, diminuzione del livello di attività. Mentre i sintomi della listeriosi sono nausea, diarrea, febbre, a volte disturbi neurologici. E ricordano: «Anche se il cane o il gatto non si ammalano, possono diventare portatori di Salmonella e trasferire i batteri nell'ambiente, e quindi le persone possono ammalarsi dal contatto con l'ambiente infetto».
Ricordiamolo quando prepariamo loro la pappa

14.6.2016

I vegetariani sono più sensibili alle sofferenze

Oggi qui al Magazine parliamo di alimentazione: dieta onnivora e dieta vegetariana o vegana.
Sembra che chi mangia solo verdure ed evita la carne e i prodotti derivati da animali, è maggiormente sensibile verso la sofferenza umana e animale rispetto a chi invece mangia di tutto. Lo hanno dimostrato recentemente i ricercatori del San Raffaele di Milano, in collaborazione con l' Università di Ginevra e Maastricht.
Secondo lo studio, coordinato da Massimo Filippi e da Mara Rocca, «l'attività encefalica degli individui che hanno deciso di escludere dalla loro dieta anche in parte l'utilizzo di derivati animali per ragioni etiche, coinvolge differenti circuiti neurali in seguito all'osservazione di scene di sofferenza umana o animale rispetto a quanto accade in chi non ha compiuto tale scelta».
Gli scienziati hanno evidenziato, tramite risonanza magnetica funzionale, che rispetto a soggetti onnivori «i vegetariani e i vegani presentano una maggiore attivazione di aree del lobo frontale del cervello associate allo sviluppo e alla percezione di sentimenti empatici.
E' una cosa che fa pensare.
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