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Il magazine degli animali

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20.5.2016

La pipì nella sabbietta

Ho una chiwawa di 7 mesi... a 2 mesi le ho insegnato a fare i bisogni nella sabbietta ...il problema che ora anche se andiamo in giro tutto il giorno, lei mantiene i bisogni finchè non rincasiamo e solo allora va nella sua sabbietta....cosa posso fare?) francesca
La risposta alla dottoressa Sabrina Giussani medico veterinario esperto in comportamento animale:
"Buongiorno Loredana e buongiorno a tutti gli ascoltatori.
Il cucciolo è come un bambino: apprende ciò che gli facciamo imparare! Collocare sul pavimento all'interno delle mura domestiche le traversine assorbenti, i fogli di giornale o la sabbietta (come nel caso dell'ascoltatrice) che cosa farà apprendere al cane? Il cane imparerà che si fanno i bisogni in casa, su di un substrato assorbente; alcune volte solo su quello mentre altre anche su substrati simili come tappeti, divani, letti e così via. Per imparare a fare i bisogni nell'ambiente esterno è necessario che il cucciolo sperimenti l'erba, la terra o la ghiaia fin dal secondo mese di età. Crescendo riuscirà a trattenere pipì e cacca per molte ore e attenderà il momento dell'uscita per sporcare. È fondamentale però che la passeggiata non sia solo il momento dei bisognini: il cane deve annusare, guardare, toccare e conoscere il mondo. Consiglio alla proprietaria di spargere in alcuni punti del giardino un po' di sabbietta e accompagnare la cagnolina più volte il giorno incoraggiandola e supportandola. Prima o poi …
Arrivederci alla prossima settimana."
Sabrina Giussani

sabrinagiussani@yahoo.it




19.5.2016

Ghepardi in estinzione

«Dei 100mila ghepardi presenti in natura all'inizio del secolo scorso oggi se ne contano appena 7mila» annuncia Laurie Marker, la zoologa americana ribattezzata “la donna che sussurra ai ghepardi”.
A preoccupare l'esperta è soprattutto «la rotta dei “nuovi” traffici illeciti di cuccioli, che dal nord-est dell'Africa attraversa il Mar Rosso e arriva nel Golfo Persico».
«Si aggiungono a una situazione già molto difficile i 300 piccoli di ghepardo strappati alle madri ogni anno, immessi nelle rotte del traffico illecito verso Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi - racconta la Marker - Con una buona propensione al rapporto con l'uomo, i cuccioli di ghepardo vengono allevati alla stregua degli animali domestici nelle case dei ricchi possidenti, per indicarne lo status symbol. Si tratta di animali molto delicati: quelli che riescono ad arrivare fin lì, vivono una vita di stress che ne dimezza le possibilità di sopravvivenza.
Laurie Marker vive in Namibia, con il suo staff e con 34 ghepardi orfani, non più abili a vivere liberi. Cuore dell'attività della Fondazione l'allevamento di cani pastore dell'Anatolia, poi donati agli allevatori africani perché proteggano il bestiame anche dai ghepardi. Con questo sistema, in vent'anni il numero di questi felini uccisi dall'uomo è sceso dell'80%.
E come sempre noi vi terremo indormati

18.5.2016

Viaggiare col cane

Per chi viaggia con il proprio amico a 4 zampe esiste la corretta modalità di trasportarli in auto dato che, in caso di incidente potrebbero venire sballottati nell'abitacolo con conseguenze anche fatali, anche per il conducente come ricorda l'articolo 169 del nuovo Codice della Strada, che tra i 10 commi al primo ricorda che “in tutti i veicoli il conducente deve avere la più ampia libertà di movimento per effettuare le manovre necessarie alla guida”.
Premesso questo, la legge è abbastanza chiara: è vietato il trasporto libero di più di un animale domestico alla volta, e comunque mai “in condizioni da costituire impedimento o pericolo per la guida”, mentre è concesso in numero superiore a uno purché custoditi “in apposita gabbia o contenitore o nel vano posteriore al posto di guida appositamente diviso da rete.
E le sanzioni per chi venisse beccato a trasportare quattro zampe senza i requisiti di legge possono essere anche salate: si va da un minimo di 84 euro a un massimo di 335, con la decurtazione di un punto dalla patente raddoppiato in caso di neopatentati.
A oggi sono 3 i sistemi di ritenuta per gli animali: le cinture di sicurezza, che vanno agganciate a quelle in dotazione e assicurate intorno al cane, il trasportino, ovvero la gabbia di diverse misure dove tenerlo durante il viaggio; e la rete divisoria, la griglia che divide il vano portabagagli dall'abitacolo per evitare pericolosi “sconfinamenti”. E per chi si preoccupa per lo stato dei sedili, esistono anche teli di protezione per i sedili posteriori da fissare con ganci e cinghie ai poggiatesta, realizzati in materiale idrorepellente, lavabile e antiscivolo adattabile a tutti i modelli, dal più compatto alla berlina.

17.5.2016

Viva la rondine

La rondine è una delle specie più conosciute e amate e il suo volo annuncia da sempre l'arrivo della primavera. Ma è anche una specie sempre più in declino: si calcola che in Europa, nell'ultimo decennio, sia diminuita del 40% a causa di pratiche agricole intensive e dell'uso di prodotti chimici. Lo denuncia la Lipu-BirdLife che lancia l'«Operazione Rondò», un'iniziativa di sensibilizzazione per coinvolgere e sensibilizzare i ragazzi delle scuole italiane e tutti i cittadini attraverso una partecipazione attiva che prevede l'inserimento degli avvistamenti di rondini sul sito web del Corpo forestale dello Stato.
Ma se la rondine non sta bene, gli altri uccelli selvatici tipici degli ambienti agricoli italiani stanno anche peggio. Secondo il report 2014 Uccelli comuni in Italia, su 28 specie tipiche dell'ambiente, 14 sono in calo, tra cui i passeri, l'allodola e la calandrella.
Solo sensibilizzando il maggior numero di persone possiamo provocare quel cambiamento positivo nelle politiche nazionali e regionali e, a un livello più alto, in quelle europee.
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