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Il magazine degli animali

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27.9.2007

Nuovo incredibile massacro in romania

SARA TURETTA Presidente di Save the Dogs
Non sapremo mai se la volpe che le autorità sanitarie di Calarasi dichiarano di aver trovato affetta da rabbia sia mai esistita davvero.
Quello che è certo è il numero dei sacchi di plastica, 140 solo la settimana scorsa, che contengono i cadaveri dei randagi uccisi dalle autorità con il pretesto della volpe.
Il numero di cadaveri cresce ogni giorno e sul sito www.savethedogs.it è possibile vedere in diretta le immagini di questo ennesimo sterminio, che si consuma con le stesse modalità, da 6 anni, in tutta la Romania.
Non siamo riusciti a bloccare questo folle provvedimento, che non tiene in nessun conto le indicazioni dei massimi esperti di rabbia (i quali suggeriscono di vaccinare preventivamente e sterilizzare gli animali riducendone così il numero). Uccidere non serve a nulla, ma le autorità romene restano sorde al grido di esperti, scienziati e protezionisti. Ci si illude che questi cadaveri chiudano una volta per sempre il capitolo randagismo, e non si rendono conto che solo interventi di tipo strutturale (sia di tipo medico che culturale) possono chiudere il circolo vizioso. L'aver ucciso invano negli anni passati migliaia di cani non ha insegnato nulla. Si continua a spendere denaro pubblico per un macabro rituale che almeno, questa volta, è stato portato davanti agli occhi di tutti.
Le immagini di Calarasi infatti stanno facendo il giro del mondo: il sindaco della città ha ricevuto negli ultimi giorni centinaia di fax e email, ma tutto ciò che si è ottenuto è che invece di eliminare i randagi pompando aria nelle loro vene, si utilizzassero perlomeno i farmaci previsti dalla legge. Una magra consolazione per noi di STD che da 6 anni ci battiamo affinchè questa di barbarie non si ripeta più.


Indirizzi email a cui spedire appello: pmc.cabinet1@go.ro

dumbravavirgilmarian@yahoo.com, calarasi@municipiu.ro,

26.9.2007

Comune paga cane caduto in giardino

Il “Secolo XIX” ha pubblicato una notizia molto curiosa: il 9 novembre 2003 una bella doberman di 2 anni chiamata Regina Vera mentre passeggia con il suo padrone nel giardino pubblico dell'Acquasola precipita da un muraglione sprovvisto di un'adeguata recinzione e riporta diverse ferite. Lo spazio in questione è un'area adibita dal Comune alla libera circolazione dei cani, che come dicevamo, è sprovvista di protezione e sovrasta una strada, ecco perché tra il 2003 e il 2006 animalisti e cittadini comuni avevano segnalato inutilmente
al Comune che molti animali volavano nel vuoto dall'alto di Via Foscolo.
Ma ecco la bella notizia: il Tribunale di Genova ha condannato il Comune a pagare un risarcimento di 3.789 euro e versare 1.200 euro per danno biologico ritenendo il Comune responsabile delle ferite subite dalla doberman la bella Regina Vera.
Vogliamo concludere con una frase famosa? “
PER UN UOMO, ADOTTARE UN CANE PUO' ESSERE L'UNICA OPPORTUNITA' DI SCEGLIERE UN PARENTE.
Baci

25.9.2007

Chiamatelo dottor asinello

Se sentite qualcuno dire “Quel medico è un asino” sappiate che non è un'offesa, ma una realtà che si chiama onoterapia, la terapia degli asini.
L'asino del Monte Amiata, il somarello di Martina Franca e quello dell'Asinara sono tutti impegati ad aiutare i ragazzi down, i bambini autistici, gli anziani e i detenuti in diverse città italiane.
Il presidente della Cooperativa Sphera Nicola Marzano spiega che la chiave del successo della terapia con gli asini è il rapporto di complicità che si crea tra ragazzi e animali.
Il cavallo ha un carattere più forte del somarello che stabilisce invece un rapporto di complicità immediata. In Veneto sono state tentate con successo anche terapie contro l'anoressia e la bulimia
E' il momento di una frase famosa:
SE NON FOSSI UN UOMO VORREI ESSERE UN CANE firmato Alessandro Magno.


24.9.2007

No al gatto in salmi'

Secondo l'Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente ogni anno 23 mila gatti finiscono in pentola
E' agghiacciante, ma questi poveri felini finiscono spesso sui ristoranti tradizionali e a base di cucina etnica, ma, ricordiamolo: la legge dice che il gatto non può essere cucinato.
La maggior parte dei mici viene sacrificata al Nord, ma il sud non è da meno se è vero che solo in Sardegna sono 6mila i gatti uccisi.
L'Aidaa ha organizzato per il 17 novembre prossimo la giornata del gatto nero la cui madrina sarà Anna Falchi, una gattofila doc.
Problemi di sparizioni sospette di gatti vengono denunciate anche a Roma: i famosi gatti del Colosseo sono infatti passati da centinaia a poche decine, e va sempre peggio.
Quando andiamo al ristorante quindi scegliamo d'ora in poi piatti non sospetti. Passiamo parola!
Dal Magazine degli animali è tutto.
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