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Il magazine degli animali

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14.9.2007

Si all' islanda ma non cacciate le balene

Greenpeace ha riaperto la campagna contro la caccia alle balene in Islanda. Più di 120.000 persone si sono impegnate a visitare l'isola a patto che il suo Governo decida di smettere la caccia alle balene.
Questo potenziale turistico ha un valore di quasi 117 milioni di dollari, mentre la caccia alle balene non ha mai resto più di 3-4 milioni di dollari l'anno. E' così che il 24 agosto scorso l'Islanda ha annunciato lo stop delle attività di caccia commerciale che quest'anno ha già ucciso 14 balene delle 39 in programma. Ma la caccia scientifica è ancora in corso.
Greenpeace afferma che il governo islandese ha finalmente ammesso che non c'è mercato per la carne di balena e che la loro caccia è una vera follia. Ma fino a quando l'Islanda continuerà a uccidere balene Greenpeace chiederà ai suoi sostenitori di boicottare il turismo in questo Paese.
L'Islanda è una meta molto attraente, ma chi ama davverso questi grandi cetacei non metterebbe mai piede in un Paese che li uccide inutilmente.

13.9.2007

Un po' di pace per rahdia

Qualche tempo fa la LAV aveva ricevuto diverse segnalazioni relative ad un elefante ferito che viaggiava al seguito del circo di Moira Orfei, il povero animale, una femmina di nome Radia, non poteva muoversi al punto che veniva spostata con una gru.
Una volta arrivata a Grosseto, l'elefantessa è stata visitata: nonostante le ottime cure ricevute dal veterinario del circo si è arrivati alla decisione che per lei era arrivata l'ora della pensione.
E' così che oggi Radia ha finalmente trovato il posto che fa per lei: è diventata la gradita ospite al Parco delle Star di Fossignano, in provincia di Latina, dove sarà curata e seguita da vicino.
Speriamo davvero che la dolce elefantessa possa qui trovare un po' di tranquillità.
Vai Rahdia siamo tutti con te. Ma abbiamo una domanda: cosa ci fanno ancora gli animali nel circo?

12.9.2007

Commenti su corteo contro lo sterminio in romania

Sono stati in tanti a rispondere al nostro invito domenica scorsa, e a partecipare al corteo di protesta contro le uccisioni dei cani randagi in Romania e in altri paesi dell'Unione Europea.
Con questa iniziativa siamo riusciti a riunire i rappresentanti delle maggiori associazioni protezionistiche italiane e tanti volontari impegnati direttamente nell'adozione di cani romeni in Italia.
Abbiamo sfilato con un corteo colorato e composto passando di fianco consolato della Romania, accompagnati da tanti quattro zampe. Sono stati loro i veri "testimonial" della manifestazione, (disertata dai Vip che avevano preannunciato la loro presenza). Ogni mese, infatti, grazie al nostro programma di adozione internazionale, 40 cuccioli o cani di piccola taglia raggiungono i rifugi di tante associazioni del nord che insieme a STD salvano i randagi condannati a morte in Romania. Noi ci auguriamo che alla manifestazione segua l'incontro, insieme all'onorevole Bruno Mellano e al segretario dei Radicali di Milano, con il commissario Europeo. Per fermare una volta per sempre le soppressioni di cani e gatti randagi e per intraprendere una seria politica di controllo delle nascite degli animali da compagnia

11.9.2007

Il cane e' forte: mangia come noi

Giorgio Celli, il famoso etologo, afferma che il cane, al contrario del gatto che ha una dieta basata solo su cibi proteici, si è abituato a consumare anche carboidrati e questa dieta gli permette di sopportare fatiche più intense dell gatto che passa molto più tempo a sonnecchiare perché prostrato dal consumo di carne.
Il cane, grazie a questa dieta più varia, può venire utilizzato per lavori che comportano un grande investimento muscolare come per esempio quelli da slitta, il cui capo è ricco di privilegi, viene nutrito per primo con bocconi migliori e trattato dall'uomo con particolare attenzione.
Molte epiche conquiste geografiche, come quelle del Polo Nord non sarebbero state possibili senza i cani da slitta che sopportano fatiche innenarrabili, però per questo il leader diventa vecchio abbastanza presto e a sette anni non è più in grado di svolgere un lavoro così spossante.
In pratica, alla slitta si invecchia presto.
Firmato Giorgio Celli
Per ulteriori approfondimenti www.prontofido.net

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