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Il magazine degli animali

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28.9.2007

L'avventura straordinaria di sara turetta

Era il 2001 quando mi sono recata a Bucarest in auto per la prima volta.
La nostra auto era piena di aiuti per i canili della città, ma mai avremmo immaginato di trovarci di fronte ad una tragedia di proporzioni così enormi.
Centinaia di migliaia di cani per strada, malati, magri, investiti o avvelenati. Canili delle associazioni peggiori dei lager, canili pubblici che sembravano macellerie....
Tornare a Milano dopo una settimana di orrori, nella mia bella agenzia di pubblicità, fu uno choc.
Da quel giorno decisi che il volontariato italiano poteva fare a meno di me, ma non quello rumeno.
Da quel momento i randagi di questo paese sarebbero diventati la mia ragione di vita, e così è stato.

Un anno dopo ho lasciato il mio lavoro in agenzia e sono partita, piena di illusioni e di grandi speranze, alla volta di Cernavoda, il nostro primo successo "diplomatico": la prima città ad accettare un fermo delle uccisioni. Molte lacrime e molte fatiche più tardi, (3 anni dopo, nel 2005), è nata Save the Dogs, l'associazione che ho fondato per strutturare sempre meglio l'intervento in Romania ed ampliare il nostro raggio di azione. STD lavora solo ed esclusivamente a favore dei randagi della Romania e di altre categorie di animali (come gatti, cavalli ed asini) dei quali ci prendiamo cura compatibilmente con le possibilità logistiche ed economiche.
Il sogno di STD è di cambiare al più presto la legislazione romena che condanna a morte centinaia di migliaia di cani ogni anno e di avviare in futuro un numero sempre di progetti di sterilizzazione in questo paese dove speriamo, un giorno, di non vedere più nessun cane vagare per le strade.
Sara Turetta





















27.9.2007

Nuovo incredibile massacro in romania

SARA TURETTA Presidente di Save the Dogs
Non sapremo mai se la volpe che le autorità sanitarie di Calarasi dichiarano di aver trovato affetta da rabbia sia mai esistita davvero.
Quello che è certo è il numero dei sacchi di plastica, 140 solo la settimana scorsa, che contengono i cadaveri dei randagi uccisi dalle autorità con il pretesto della volpe.
Il numero di cadaveri cresce ogni giorno e sul sito www.savethedogs.it è possibile vedere in diretta le immagini di questo ennesimo sterminio, che si consuma con le stesse modalità, da 6 anni, in tutta la Romania.
Non siamo riusciti a bloccare questo folle provvedimento, che non tiene in nessun conto le indicazioni dei massimi esperti di rabbia (i quali suggeriscono di vaccinare preventivamente e sterilizzare gli animali riducendone così il numero). Uccidere non serve a nulla, ma le autorità romene restano sorde al grido di esperti, scienziati e protezionisti. Ci si illude che questi cadaveri chiudano una volta per sempre il capitolo randagismo, e non si rendono conto che solo interventi di tipo strutturale (sia di tipo medico che culturale) possono chiudere il circolo vizioso. L'aver ucciso invano negli anni passati migliaia di cani non ha insegnato nulla. Si continua a spendere denaro pubblico per un macabro rituale che almeno, questa volta, è stato portato davanti agli occhi di tutti.
Le immagini di Calarasi infatti stanno facendo il giro del mondo: il sindaco della città ha ricevuto negli ultimi giorni centinaia di fax e email, ma tutto ciò che si è ottenuto è che invece di eliminare i randagi pompando aria nelle loro vene, si utilizzassero perlomeno i farmaci previsti dalla legge. Una magra consolazione per noi di STD che da 6 anni ci battiamo affinchè questa di barbarie non si ripeta più.


Indirizzi email a cui spedire appello: pmc.cabinet1@go.ro

dumbravavirgilmarian@yahoo.com, calarasi@municipiu.ro,

26.9.2007

Comune paga cane caduto in giardino

Il “Secolo XIX” ha pubblicato una notizia molto curiosa: il 9 novembre 2003 una bella doberman di 2 anni chiamata Regina Vera mentre passeggia con il suo padrone nel giardino pubblico dell'Acquasola precipita da un muraglione sprovvisto di un'adeguata recinzione e riporta diverse ferite. Lo spazio in questione è un'area adibita dal Comune alla libera circolazione dei cani, che come dicevamo, è sprovvista di protezione e sovrasta una strada, ecco perché tra il 2003 e il 2006 animalisti e cittadini comuni avevano segnalato inutilmente
al Comune che molti animali volavano nel vuoto dall'alto di Via Foscolo.
Ma ecco la bella notizia: il Tribunale di Genova ha condannato il Comune a pagare un risarcimento di 3.789 euro e versare 1.200 euro per danno biologico ritenendo il Comune responsabile delle ferite subite dalla doberman la bella Regina Vera.
Vogliamo concludere con una frase famosa? “
PER UN UOMO, ADOTTARE UN CANE PUO' ESSERE L'UNICA OPPORTUNITA' DI SCEGLIERE UN PARENTE.
Baci

25.9.2007

Chiamatelo dottor asinello

Se sentite qualcuno dire “Quel medico è un asino” sappiate che non è un'offesa, ma una realtà che si chiama onoterapia, la terapia degli asini.
L'asino del Monte Amiata, il somarello di Martina Franca e quello dell'Asinara sono tutti impegati ad aiutare i ragazzi down, i bambini autistici, gli anziani e i detenuti in diverse città italiane.
Il presidente della Cooperativa Sphera Nicola Marzano spiega che la chiave del successo della terapia con gli asini è il rapporto di complicità che si crea tra ragazzi e animali.
Il cavallo ha un carattere più forte del somarello che stabilisce invece un rapporto di complicità immediata. In Veneto sono state tentate con successo anche terapie contro l'anoressia e la bulimia
E' il momento di una frase famosa:
SE NON FOSSI UN UOMO VORREI ESSERE UN CANE firmato Alessandro Magno.


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