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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

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18.7.2007

Quando dobbiamo sterilizzare fido?

Risponde Emanuele Minetti Medico Veterinario a Milano e Dirigente dell'ANMVI
La sterilizzazione nel cane è un tipo di intervento molto comune nei paesi di cultura anglossassone, ove la lotta al randagismo si ritiene giustamente debba passare attraverso un assoluto controllo delle nascite.
Le gravidanze dei cani di proprietà devono essere sia programmate sia desiderate, cioè non possono essere più casuali anche nel nostro paese, ove i numeri del problema sono da bollettino di guerra. I proprietari devono quindi assumersi l'onere di fare scelte non solo personali ma soprattutto con una valenza sociale, nel rispetto della comunità e del benessere sia dell'uomo sia degli animali stessi. L'unico metodo accettabile è quello chirurgico poichè il cane non può per ora essere reso sterile con farmaci, se non andando incontro a gravi rischi per la salute. La sterilizzazione nelle femmine comporta anche molti vantaggi sia nella prevenzione di tutte le malattie dell'apparato riproduttivo sia nella prevenzione dei tumori della mammella, tuttora i più frequenti statisticamente fra le neoplasie maligne del cane. Altri meno importanti vantaggi si hanno nella gestione quotidiana legate all'assenza dei periodi di calore in cui, soprattutto nelle aree urbane, la vita di cane e padrone diventa estremamente complessa e disagevole. Anche il cane maschio può essere reso sterile senza alcun problema per la sua futura salute, anzi con vantaggi nella prevenzione delle malattie della prostata, frequenti in età avanzata, dopo gli 8-10 anni.
In conclusione è bene sgomberare il campo da retaggi culturali medioevali e rivolgersi con fiducia al proprio veterinario curante al fine di valutare pro e contro, rischi e benefici, parlando solo ed esclusivamente del proprio animale.


17.7.2007

Un bagnino chiamato fido

Da molti anni i terranova, Labrador e golden retriver sono dei veri e propri cani baywatch, è vero: non sanno fare la respirazione bocca a bocca, ma negli ultimi 10 anni con il loro intervento sono state salvate da morte per annegamento oltre 100 persone.
Lo speciale corso di addestramento dura circa nove mesi, ma è necessario che a fianco dell'animale operi un uomo capace di dare a Fido gli input necessari creando una squadra uomo-cane in grado di agire tempestivamente ogni qualvolta sia necessario intervenire.
I cani-bagnino trasportati dagli elicotteri sono in grado di lanciarsi in acqua da un'altezza di tre metri ed indossano un salvagente dotato di maniglie, dove chi è in pericolo può aggrapparsi e farsi trascinare verso riva.
I Labrador, terranova e golden sentono le correnti, così evitano le più pericolose. Gli speciali bagnini collaborano con le motovedette delle forze dell'ordine e con la Croce Rossa.
Quest'anno anche la costiera amalfitana ha deciso di avvalersi dell'aiuto di questi angeli del mare.

16.7.2007

E' un reato lasciare il cane al sole

Chi lascia il proprio cane esposto al sole senza la possibilità di muoversi rischia una condanna per maltrattamenti. Il monito animalista viene dalla Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione che ha imposto la condanna al pagamento di 1.500 euro a titolo di ammenda per il reato di maltrattamento di animali inflitta dal tribunale di Trapani ad un uomo colpevole di aver lasciato il proprio cane, un pastore tedesco, ad una catena di appena due metri sotto il sole cocente nel cortile del cantiere di sua proprietà.
Il proprietario dell'animale ha fatto inutilmente ricorso in cassazione sostenendo che tutti i giorni dava da mangiare al cane e non gli faceva mancare nulla, ma non è servito. La suprema corte ha rigettato la tesi difensiva sostenendo che l'animale era soggetto a gravi sofferenze determinate non solo dalla sporcizia del luogo e dall'incuria, ma soprattutto dall'essere praticamente privato dalla possibilità di movimento e dall'essere costretto a stare durante le ore più calde delle giornate di agosto in un cantiere assolato o in una cuccia soffocante, priva a sua volta di una tettoia.
Ricordiamolo: se vediamo un cane al sole, legato ad una catena troppo corta chiamiamo subito i Carabinieri

13.7.2007

Gli animali in albergo

Parlando di vacanze con i nostri amici, parliamo del problema alberghi e della loro accettazione.
Ne parliamo con l'avvocato Paola Spreafico.

L'ammissione degli animali in albergo è consentita previa autorizzazione dell'albergatore, il quale può applicare per l'animale un supplemento che deve essere comunicato in anticipo al cliente. Poiché l'albergo è un pubblico esercizio, l'albergatore che dichiara di accettare gli animali fa la cd. offerta al pubblico, che vale come proposta contrattuale. E la prenotazione rappresenta l'accettazione dell'offerta dell'albergatore, così come di tutte le condizioni del soggiorno garantite al cliente, tra cui quelle relative all'ammissione di animali. La prenotazione determina dunque la vera e propria conclusione del contratto d'albergo, e l'eventuale mancato rispetto da parte dell'albergatore delle condizioni offerte e accettate dal cliente dà luogo quindi alla responsabilità per inadempimento in capo all'albergatore, con il suo conseguente obbligo al risarcimento dei danni. La forma più comoda di risarcimento, e più utile anche per il cliente, è quella “in forma specifica”: l'albergatore inadempiente dovrà adoperarsi per procurare al cliente una sistemazione alternativa, nello stesso luogo e di pari livello. Se ciò è impossibile, il risarcimento dovrà essere di carattere economico.

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