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Il magazine degli animali

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17.3.2016

20mila elefanti uccisi per l'avorio

Oltre la metà delle morti di elefanti nel mondo avviene per mano dei bracconieri: nel 2015 si stima che almeno 20mila elefanti africani siano stati uccisi per il loro avorio. Una piaga, quella del bracconaggio e dei traffici illegali, che sta decimando la popolazione mondiale dei pachidermi. Il quadro arriva dall'ultimo rapporto del Programma di monitoraggio dell'uccisione illegale degli elefanti (Mike) del Cites in occasione della Giornata mondiale della natura (World Wildlife Day) indetta dall'Onu.
Nonostante il calo rispetto al picco negativo registrato nel 2011, il bracconaggio risulta ancora una minaccia immediata e seria per la sopravvivenza degli elefanti africani perché è superiore al normale tasso di crescita della loro popolazione.
Difendere la natura dai criminali diventa sempre più pericoloso. Secondo un'indagine condotta in Asia dal Wwf i ranger preposti alla difesa della fauna selvatica non si sentono supportati dalle autorità nel loro compito. Circa un terzo non ha uno stipendio appropriato o regolare.
Il bracconaggio poi alimenta tutta una serie di traffici illeciti legati alla natura che ormai nel loro complesso sono il quarto giro d'affari illegale al mondo. Foraggiando criminalità e corruzione. Anche il web fa la sua parte: Facebook sta diventando un nuovo mercato online per il traffico di specie a rischio. Gli attivisti di Traffic denunciano la scoperta di centinaia di animali protetti - tra cui gibboni e gatti orsini - in vendita su gruppi Fb in Malesia.

16.3.2016

Felissimo, il profumo di micio

Se non hanno il pelo bagnato dalla pioggia, i gatti hanno un ottimo profumo. Per questo l'azienda giapponese “Felissimo” ha creato uno spray che sa di micio “Moho Mohu Odeko no Kaori” costa quasi dieci euro, e si può spruzzare in casa se sentite la mancanza del vostro gatto, oppure in auto, se quando siete in viaggio volete portarvi l'odore con voi. Si può usare sui cuscini, sulle tende, sulle lenzuola, o su qualsiasi altro oggetto.
Yohji Yamamoto, il fondatore di questa azienda giapponese, ha trascorso quattro mesi di ricerche olfattive per trovare la fragranza migliore andando ad annusare centinaia di fronti dei gatti, perché l'azienda parla di uno spray, dolce ed aromatico, che odora come la fronte di un felino.
Così “Felissimo” ha lanciato in commercio il risultato dei suoi esperimenti, e secondo alcuni sondaggi, le risposte più frequenti dei clienti sono state: «Assomiglia un po' al profumo del pane appena sfornato», o «sembra l'odore del sole». Per altri dà una sensazione di confort e rilassatezza, «Specie se quando lo si usa, si ha un animale in braccio». E' pensato per i proprietari dei quattrozampe, come per chi vuole semplicemente sperimentare una fragranza originale.

15.3.2016

Scimpanzè: proprio come noi

Annuiscono, si sbracciano, pestano i piedi e danno persino "il cinque" sono gli scimpanzé che usano il corpo per comunicare, e il grado di coincidenza tra la loro gestualità e quella degli umani è impressionante. Una ricerca scientifica infatti ha confermato quanto sia vicina la comunicazione nostra e loro.
Molti gesti che si osservano negli scimpanzé che stanno giocando, come ceffoni, solletico, ditate, calci e parate, sono gli stessi che si osservano nel gioco tra gli esseri umani.
La ricerca - pubblicata sulla rivista scientifica Animal Cognition - ha esaminato in particolare le sequenze di gesti usati dagli scimpanzé che magari non saranno bravi in grammatica ma certamente ha dimostrato ancora una volta quanto il loro modo di comunicare sia sviluppato e simile al nostro. Gli scimpanzé però non sono gli unici primati a avere in comune con gli esseri umani svariate modalità di comunicazione: recentemente uno studio sui babbuini ha dimostrato come questi emettano suoni e muovano le labbra in modo molto simile a noi. Con noi i primati condividono vizi, come "alzare il gomito" e virtù, come la collaborazione e l'altruismo. Proprio la grandissima vicinanza tra noi e loro ci spinge a chiedere più diritti per i nostri grandi e pelosi "cugini".

14.3.2016

Addestramento si o no?

"Buongiorno dottore Minetti, ho un cucciolo di pastore tedesco di 9 mesi e a maggio dovrei iniziare
l'addestramento presso l'allevamento dove l'ho presa dove dovrei lasciarla per 4 settimane lei cosa ne pensa? RingraziandoLa la saluto cordialmente. Alessandra" Risponde il dottor Emanuele Minetti, medico veterinario a Milano:
"Buongiorno, sinceramente se l'addestramento è per gestire meglio il suo cane in generale opterei per un diverso sistema di educazione con una persona che magari viene a casa sua ed insieme con lei fa un lavoro dolce, basato su metodi non coercitivi e/o violenti tipo vecchia scuola di polizia!
Inoltre tanto meno facendo stare il cane per 4 settimane in gabbia lontano da casa e dalla famiglia!
Io personalmente per esempio NON lascerei mai il mio cane per una cosa così, e per così tanto tempo, sia perchè non riuscirei a staccarmi emotivamente sia perchè avrei paura di ritrovarmi un cane diverso, non più mio. Magari un soldatino ma forse più un automa che altro.
Invece di sentire solo l'allevatore, che alleva ma magari non è un educatore certificato, cerchi un vero educatore cinofilo esperto, meglio tramite un medico veterinario specialista in medicina comportamentale: otterrà risultati migliori ed il suo cane sarà sempre il suo cane, che le vorrà bene e non avrà paura di lei.
Questa la mia opinione dopo 35 anni di professione dove ne ho viste purtroppo di tutti i colori.
Poi ognuno faccia pure come crede, ovviamente.
Cari saluti."
Dr Emanuele Minetti DVM SSPV
Viale Monteceneri 64 Milano
www.biessea.com

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