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Il magazine degli animali

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24.2.2016

Le stelle aiutano le balene

Vi piace quardare le stelle? Le stelle correranno in aiuto delle balene, per la precisione della balenottera azzurra: 33 metri di lunghezza e 180 tonnellate di fragilità quando si confronta con l'uomo.
Cielo, mare e terra vengono collegati per salvare questi mammiferi marini dalle collisioni con le navi. Ci ha pensato la Nasa con il progetto «Whale watch», letteralmente «osserva la balena», che si traduce in un «cerca dove la balena potrebbe essere». Gli esperti dell'ente spaziale, con l'agenzia federale per le risorse marine, ha dato il via al progetto partendo dai dati sugli esemplari e sui loro spostamenti. I numeri, raccolti nell'arco di 15 anni, riguardano luoghi e ore, profondità dell'oceano e concentrazione di cibo: insomma tutto quel che può far prevedere dove le balene si concentreranno e come si sposteranno. «Certo, il satellite non è in grado di dire dove il kril sarà più abbondante - si legge in un documento della Nasa - ma può dirci dove il krill sarà probabilmente in concentrazione maggiore e, quindi, attirerà le balene».
E intanto.. le stelle stanno a guardare

23.2.2016

10.000 pinguini a rischio

È un'impresa davvero difficile, una lotta contro il tempo per cercare di salvare 10mila pinguini di Adelia, dopo la strage dei 160mila esemplari morti al Polo Sud per cause del tutto naturali.
Il loro dramma ha avuto inizio nel 2010 quando un gigantesco iceberg delle dimensioni di Roma è andato a cozzare contro la loro colonia ostacolando l'accesso al mare, e ai pesci di cui si nutrono. I pinguini sono stati così costretti a percorrere anche 60 km per raggiungere le acque antartiche ricche di pesci e altrettanti per tornare alla colonia e nutrire i loro piccoli. Giorno dopo giorno gli animali hanno iniziato a morire di stenti. Dei 160.000 registrati nel 2011 oggi ne sopravvivono solo 10mila. I ricercatori australiani prevedono che in 20 anni anche questi moriranno a meno che l'iceberg non si frantumi. Un'ipotesi molto remota anche se gli esperti hanno iniziato a rivelare che da circa un anno sono comparse delle crepe nell'iceberg.
E noi facciamo tutti i nostri migliori auguri agli amici pinguini.

22.2.2016

Allergica agli acari

"Ho un bouledogue francese di 1 anno che si è iniziata a grattare forte. Dopo varie prove tra cibo diverso abbiamo fatto il prelievo per allergie ed è risultata allergica ad acari. Le chiedo quale è la percentuale che i figli nascono con lo stesso problema? Se è alta non rischio e la sterilizzo."
Risponde il dottor Emanuele Minetti Medico Veterinario a Milano:
"Buongiorno, non esistono a mia conoscenza sistemi scientificamente certi al 100% che possano rispondere alla domanda sul suo proprio cane per decidere se sterilizzarla o meno.
Però l'Atopia, se di questa si tratta, è una malattia geneticamente trasmissibile ai figli, a predisposizione razziale/familiare, capace d'indurre reazioni allergiche contro sostanze banali presenti nell'ambiente, caratterizzata, nel cane e nel gatto, soprattutto dalla presenza di prurito stagionale (recidivante) od annuale (cronico). Nell'uomo invece l'atopia colpisce prevalentemente l'apparato respiratorio inducendo il raffreddore da fieno e l' asma bronchiale che tutti conosciamo.
Da sottolineare però che non tutti i soggetti atopici/allergici sviluppano una dermatite atopica (è necessaria prima la sensibilizzazione agli allergeni ambientali) e che non tutti i soggetti con prurito sono allergici. Il prurito rappresenta solo un segno clinico, e come tale può essere causato da svariate patologie, sia parassitarie, sia sostenute da virus, batteri, funghi, lieviti, che possono essere causa di prurito, anche molto intenso.
Saluti
Dr Emanuele Minetti

19.2.2016

Il compagno è morto

"Sono stata proprietaria di un meticcio di 13 anni ed un boxer di 11. Purtroppo il boxer è venuto a mancare. Il meticcio per tutto il tempo che il boxer è rimasto sofferente, non ha voluto neanche varcare la soglia della stanza, lo guardava a distanza. ora, a parte lo sguardo un po' spaesato, non si avvicina a me, neanche se lo invito. Come mai? Simonetta" Risponde la dott.ssa Sabrina Giussani Medico veterinario esperto in comportamento animale:
"Buongiorno Loredana e buongiorno a tutti gli ascoltatori. I cani o i gatti, soprattutto quando coabitano per molti anni e sono in buoni rapporti, vivono la perdita come un vero e proprio lutto. E, così come accade anche a noi, alcuni individui si prendono cura del malato mentre altri rimangono a distanza impauriti dalla situazione. Il cane, poiché è dotato di un olfatto e di una percezione acustica molto importante, si rende conto che il compagno non sta bene: il battito cardiaco, la frequenza respiratoria e l'odore della cute si modificano. Quando l'esperienza della morte non è mai stata vissuta, la paura può prendere il sopravvento. Inoltre, i proprietari, punto di riferimento per i nostri animali, mostrano tristezza e disperazione. Questa situazione può spaventare ancor più il cane che inizia a isolarsi e a prendere distanza dalla famiglia. Consiglio alla Sig.ra Simonetta di lasciare in bella vista gli oggetti di proprietà del cane deceduto così che il meticcio possa riconoscerli. È necessario spiegare al cane che cosa è successo e farlo partecipare alle emozioni della famiglia così che il gruppo possa elaborare il lutto. Arrivederci a tutti, alla prossima settimana."



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